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Amarcord - 99^ puntata

Dopo la trasferta di Ragusa, descritta nella precedente puntata, rimanevano altre tre gare per concludere il campionato di serie A1 1990-91.
La settima giornata (2 marzo 1991) vide il secondo successo all’Ex Fiera con la vittoria sul Cus Torino già sconfitto all’andata per un soffio (4-5).
Stavolta fu un perentorio 5-1 per i nostri, ma mi manca purtroppo il tabellino. Quel successo (il quinto) ci diede la matematica salvezza a due giornate dal termine, quindi grandi festeggiamenti.
La permanenza nella massima serie era il nostro obiettivo, ed averlo centrato ci riempì di legittimo orgoglio.
Articoloni sui giornali e interviste roboanti a Luca, Davide, Bojan e Vence si sprecarono in quella occasione.

La penultima giornata fu la trasferta di Cagliari a casa di Costantini e soci, altro incontro proibitivo, altro viaggio (forzatamente ) in aereo, con scalo intermedio a Roma (ndr fu quella volta che vidi dal vivo in sala d’attesa Romina Power, Al Bano e figlie? Bò, può essere).
L’incontro non ebbe storia come all’andata, ma siccome accanto a Costantini e Yang Min c’era un giovane sardo di belle speranze ma di scarsa esperienza di cui non ricordo il nome, su di lui riuscimmo a fare 2 punti e finì così 5-2.
A proposito di Yang Min, si tratta proprio di quel Yang Min che ora dà bella mostra di sé vestito con i panni della nostra nazionale, e che qualcuno chiama con il nomignolo di Yango.
Beh, sapere cosa vi dico? Che non mi piace proprio vedere ai primi posti delle classifiche nazionali e men che meno in nazionale cinesi naturalizzati ed altri cognomi che di italiano non hanno proprio un bel nulla. Se questa è la politica della Federazione per avere titoli sui giornali mi permetto di non condividerla. Scusate la digressione, ma per me gli italiani sono una cosa seria, non un qualche cosa che va e che viene a seconda della convenienza (ndr, se volete, date la vostra opinione riguardo gli "stranieri naturalizzati che giocano in nazionale" nel forum).
A proposito ancora, proprio in quegli anni ci fu il primo caso di naturalizzazione; mentre era Presidente del Ragusa Quartarone, che aveva anche la squadra femminile in A1, la russa Boulatova si sposò con un pescatore siciliano di nome Abbate, di qui la cittadinanza italiana e anche qui giunse poi la convocazione in nazionale.
Riguardo Yang Min vi dirò che era efficacissimo, ma assolutamente non bello da vedere: come la gran parte dei cinesi faceva servizi cortissimi e ultratagliati, e dopo la risposta, qualunque fosse, arrivava sempre una saracca che chiudeva il colpo.
Ma andiamo avanti, perché si è salvato dalla distruzione il referto dell’ultimo incontro della stagione, che si svolse all’Ex Fiera il 23 marzo 1991 con il Cus Catania;

Urizio – Giardina 21-19,15-21,21-18

Infantolino – Seselja 21-13,21-12

Pavic – Costanzo 21-10,21-13

Seselja – Urizio 23-21,12-21,21-14

Pavic – Giardina 17-21,21-12,21-14

Infantolino – Costanzo 21-18, 16-21,21-15

Risultato finale: SAN MARCO PORDENONE _ CUS CATANIA 5-1.
G.A, Isabella Torrenti coadiuvata da Paolo Marin e Claudio Crisetig (ricordo che nella massima serie il G.A. era sempre affiancato da due arbitri di sedia che si alternavano).

In classifica la San Marco dunque chiuse il massimo campionato a quota 12 punti ed arraffò per il rotto della cuffia il quinto posto, alla pari con il Cus Messina.
Si trattò, per la cronaca, del più alto piazzamento della San Marco nella sua storia ed anche il più alto piazzamento di una squadra maschile del Friuli - V.G. dagli anni 70 in poi (dopo il Sokol Aurisina che fece la serie A nel 1972-73, se non sbaglio).
Invece in serie C arrivammo sesti nel girone, e incredibilmente fummo retrocessi in Promozione (mannaggia a Gigi e soci).
Comunque, eravamo quinti in Italia, tutto l’ambiente festeggiò a lungo,era una cosa bellissima, una cosa immensa...

"Io son sicuro che

In questa grande immensità

Qualcuno pensa un poco a me

NON MI SCORDERA’....."

Era il Sanremo del 1967, quando Don Backy con la sua voce un po’ roca si esibì in coppia con Johnny Dorelli in questa "Immensità".
Era il mitico anno in cui il grande Luigi Tenco si suicidò dopo aver cantato "Ciao amore ciao" in coppia (non solo cantando) con Dalida per non essersi qualificato in finale, avendogli la giuria preferito Orietta Berti con "Io tu e le rose".
Era l’anno di Little Tony con "Cuore matto".
Era l’anno di "Bisogna saper perdere" con Lucio Dalla e Shell Shapiro (the Rokes)..., entrambi già citati in passato.

Aldo Caponi, alias Don Backy, toscano, iniziò nel lontanissimo 1960 con "solo con te" quindi fu chiamato dal "clan" di Celentano e partecipò al cantagiro con "il fuggiasco" nel 1962 e "amico" nel 1963.
Scrive anche per Celentano "pregherò", altro grande successo nel 1964.
E ancora "cara", "serenata", "poesia" e "l’immensità".
Nel 1968 abbandona il clan dopo un litigio con Adriano, ma fece ancora successi: "un sorriso" terza a Sanremo 1969, e quindi...

"che farei senza la mia azzurra malattia ( n.b. azzurro era il primo colore della San Marco)

che farei senza questa immensa fantasia..."

Con questa "fantasia" e con "bianchi cristalli sereni" ("come un miracolo tu, la mia preghiera hai ascoltato...") anche Don Backy nel 1971 ha salutato la nascita della San Marco...



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