Chiedendo sempre scusa per le pause che scandiscono
da tempo questo lungo racconto, pause imposte solo
dallo scarso tempo che mio malgrado riesco a dedicare
a queste cose, comunico che la ricerca di altri
reperti dell’ anno 1991 ha dato sin qui esiti
scarsi.
Ho invece trovato un aneddoto risalente
alla fine del 1990 che vi servo subito.
La squadra,
in quanto partecipante alla massima serie, era obbligata
a partecipare ai campionati giovanili a squadre,
e così iscrivemmo una squadra al campionato
allievi organizzato dal Comitato Regionale.
E il
Comitato regionale varò un calendario che
vedeva incontri casalinghi a Trieste contro il Chiadino
il martedì alle 20.00.
Al che il sottoscritto
fece notare che spostare di 260 km (Pordenone-Trieste
andata e ritorno) gli allievi in giorno feriale,
con rientri presumibili oltre mezzanotte, non era
proprio il massimo della vita.
Il Comitato Regionale in quel periodo era presieduto
da un Commissario Straordinario, tale Carlo Piovan,
ma il factotum era quel Pietro Martinolli (mi dicono,
da poco scomparso) già protagonista delle
vicende federali negli anni 70 dopo la Presidenza
Hauser.
Il Martinolli tuonò dopo il mio rilievo sparando
bordate su di noi e sull’Azzurra Gorizia che
mi appoggiò.
Dovendo poi eleggere il nuovo Comitato regionale,
in data 22.2.1991 scrissi al sig. Piovan quanto
segue:
"Nel corso di una serie di riunioni tutte le società
delle province di Udine – Gorizia e Pordenone
si sono compattate con l’obiettivo di dar
vita ad un nuovo Comitato regionale, fiaccato da
anni di malgoverno in cui si è assistito
ad un macroscopico crollo sia in termini di qualità
che di quantità nella nostra regione.
I signori di Trieste, fiancheggiati da Martinolli,
sostengono la tesi che, potendo essi contare sulla
maggioranza dei voti, potrebbero eleggere un Comitato
di soli triestini, ma per "gentile concessione"
potevano anche inserire 2 o 3 consiglieri di altre
province, ma la sede del Comitato non si sarebbe
mai spostata da Trieste e il Presidente doveva essere
uno di loro".
Le società di Udine, Gorizia e Pordenone
scelsero in quell’occasione di sostenere la
candidatura a Presidente di un latisanese, il sig.
Gianni Simonin che si era reso disponibile. Ma le
società triestine con i loro esponenti fecero
quadrato ed elessero in Assemblea nel mese di aprile
del 1991 Presidente il triestino Adriano Piani.
A Piani dissi
che la lunga lotta per avere pari dignità
e pari opportunità di sviluppo per tutte
e 4 le province sarebbe continuata.
Sta di fatto
che la presidenza di Piani doveva durare molto a
lungo, a lui seguì in anni recenti il concittadino
Zorzi, e quindi i miei auspici avrebbero trovato
risposta soltanto nel vicino 2007 con il nostro
caro Enrico Mascelloni, primo presidente regionale
non triestino dopo don Sambo, trenta anni dopo...
Poi volevo darvi conto anche dell’assemblea
dei soci della San Marco tenutasi il 19.12.1990
per la rielezione delle cariche.
Presidente confermato
Sergio Chiarotto, Vice Renato Borin, Direttore tecnico
Gigi Pittini, Segretario Paolo Bettuzzi, Consiglieri
Alberto Vianello, Stafano Val e Pertegato Maurizio
(che è il giornalista del Corriere di Pordenone
e del Popolo che ci stava assiduamente seguendo).
A Vence Pajnter era confermata la direzione tecnica
della serie A1, al nostro Gigi quella della serie
C.
Tennistavolo giocato: per ora sappiate che l’incontro
in casa con il Ferentino di Nannoni e Di Napoli
fu recuperato in data imprecisata e fu perso 0-5
senza storia.
Il 20 gennaio 1991 a Torino perdemmo
con il Grinza Poirino per 5-0, altro cappotto.
Il
26 gennaio perdemmo anche con il Siracusa che avevamo
sconfitto all’andata, ma stavolta c’era
un cinese di mezzo.
Il 2 febbraio ancora un cappotto
subito a Livorno da Stoyanov, Bisi e Ricci, ma tornammo
alla vittoria in casa il 9 febbraio con il Cus Messina.
Nonostante il forte nigeriano Adeyamo, stavolta
i nostri fecero tutti i punti sugli italiani Puglisi
ed Arcigli e vincemmo 5-3, primo successo del ritorno,
quarto complessivo.
Il prossimo incontro previsto
per il 16.2 era la lunghissima trasferta di Ragusa,
ma qui....ho qualcosa da raccontarvi, e la tengo
in serbo per la prossima puntata....
"A chi racconterò tutti i sogni miei
(se non a voi)
Lo sai mi hai fatto male lasciandomi solo così...
Ma non importa io ti aspetterò.....
Questo è un Fausto Leali del lontanissimo
1966. Fausto iniziò addirittura nel 1964
con "jolly" . Nel 1971 (anno della nostra
nascita) Fausto incise una canzone dal titolo enigmatico
e profetico: "il vento lo racconterà"....
E nel 1976 fece seguito con "io camminerò"...
it’s a long way, very long way...
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