Siamo arrivati dunque nel 1991, anno in cui tra
le altre cose la vicina Slovenia dichiarò
la propria indipendenza dalla Yugoslavia, e tutti
i nostri amici Vence Pajnter, Bojan Pavic e anche
quel simpaticone di Dario Vizjak (che ancora sentivamo
ogni tanto) furono molto contenti, anche se ricordo
che il tutto non fu del tutto indolore (un carro
armato di Belgrado giunse minacciosamente sino al
confine goriziano).
Ma torniamo a noi: il primo
incontro del 1991 avrebbe dovuto essere San Marco - Ferentino il 5 gennaio, ma questa gara fu
spostata ad altra successiva data a causa degli
impegni della nazionale italiana in cui militavano
Lorenzo Nannoni e Gennaro Di Napoli del Ferentino.
Dunque il primo incontro del 1991 fu la trasferta
di Poirino- Torino.
Ma questa non andò per
il meglio.
Bojan Pavic rimase a casa sua a causa
della schiena dolorante, e così in versione
"tutta italiana" la San Marco incappò
in un nuovo 5-0.
Si disse poi che Davide mise in seria difficoltà
il forte Daniele Tinelli, comunque nessun punto
per i nostri Urizio, Saltarini e Infantolino.
In
serie C i nostri cedono per 5-4 a Porto Marghera,
sfiorando il successo con Gianni, Oscar e Stefano.
Sabato 26 gennaio è atteso a Pordenone il
Siracusa, già battuto all’andata, ma
tra i siciliani ora figurava la presenza di un cinese
tale Shi Zhong Wei in grado di ottenere i tre punti.
In serie C la San Marco ospiterà l’Este.
Questa la classifica della C: Calto Rovigo in testa
a 18 punti, San Liberale Castelfranco 16, Porto
Marghera 12, Fincantieri 10, San Marco 8, Rangers
Udine 6, Chiadino Trieste 2, Este zero.
Le ultime
tre retrocedono in D.
A questo punto si interrompono (come altre volte)
i miei reperti che mi hanno aiutato sin qui a raccontare
questa prima stagione gloriosa di A1 pordenonese.
Proverò a cercare in fondo a qualche cassetto,
ma dubito di trovare i restanti, quindi vi dovrete
accontentare d’ora in poi dei miei scarni
ricordi.
Ed ora?
Oggi a Pordenone è il primo
aprile e fa caldo, sembra scoppiata di colpo l’afa
(così dicevano gli Squallor in "38
luglio") e si potrebbe ora...
"si potrebbe andare tutti quanti ora che
è primavera
(vengo anch’io, no tu no)
Con la bella sottobraccio a parlare d’amore
E scoprire che va sempre a finire che piove
E vedere di nascosto l’effetto che fa...."
Così cantava nel lontano 1967 il cantautore
cabarettista medico milanese Enzo Jannacci.
Enzo comincia addirittura nel 1956 come tastierista di
uno sconosciuto complesso chiamato Rocky Mountains
con Tony Dallara.
Poi conosce Celentano e il suo
clan, ma trova la sua ispirazione con Giorgio Gaber
con cui si esibisce tra il 1959 e il 1960.
Nel 1963
inizia ad esibirsi nel mitico locale milanese Derby
con Dario Fo e Cochi e Renato.
Il primo vero successo
è proprio "vengo anch’io no tu
no", poi scrive le canzoni per Cochi e Renato
tra cui le famose "la gallina" , "canzone
intelligente" e "e la vita la vita".
Poi ha fatto anche teatro, cinema, televisione,
a testimonianza di essere artista poliedrico ed
intelligente, per molti versi simile al suo amico
Giorgio Gaber, anche se di questo non condivideva
la stessa protesta sociale.
Nel 1970 (ma probabilmente
il successo arrivò nel 1971) anche Enzo celebrò
la nostra nascita con:
"Queste son situazioni di contrabbando
A me non sembra giusto neanche in Mexico, ma perche
?
Mexico e nuvole, il tempo passa sull’America
Il vento insiste con l’armonica, che voglia
di piangere ho..."
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