"Gli uccellini nel vento non si fanno mai male
Hanno ali più grandi me
E dall’alba al tramonto sono soli nel sole
Buonanotte questa notte è per te"
Con questa storica "buonanotte fiorellino"
del 1975, ma ora completamente riarrangiata, si
è conclusa ieri sera al "Verdi"
tra gli applausi l’esibizione di Francesco
de Gregori.
Visto che ve l’avevo annunciata,
mi corre l’obbligo di spendere due parole.
Le sue musiche (con un’ottima band di accompagno)
e la sua voce sono a tutt’oggi inimitabili,
e Francesco si conferma come l’unico vero
erede del grande Fabrizio De Andrè.
Solo
che purtroppo non è una trascinatore. Si
è presentato con il suo ultimo look, con
giacca, cravatta e cappello (che non si è
mai tolto), con un aplomb quasi "britannico"
e non ha fatto nulla per coinvolgere il pubblico.
Non ha speso neanche due parole per commentare i
suoi testi complicatissimi. Insomma un po’
troppo spento per i miei gusti. I tempi di "banana
republic" sono lontani.
Lui disdegna la musica
commerciale, però non i 44 euro per il biglietto
che gli spettatori in platea hanno pagato + altri
22 per avere il CD. Insomma un bel po’ di
contraddizioni le ha anche lui (come tanti del resto).
Però è sempre molto bravo.
Torniamo alla nostra gloriosa San Marco nel suo
primo anno di A1 a fine 1990 con i nostri "uccellini
nel vento" giunti alla quarta di andata con
il Livorno.
Tra i toscani giocarono il fortissimo
campione bulgaro Ivan Stoyanov, il più forte
dei fratelli Bisi, Giovanni, e Luca Ricci, numero
quattro italiano. Altro incontro dunque proibitivo.
Pajntar decide stranamente di schierare Lucio Saltarini
al posto di Davide, quando sembrava che l’escluso
fosse Luca. Questo il finale:
Stoyanov – Saltarini 21-15,21-16
Bisi – Pavic 19-21,21-9, 21-15
Ricci – Urizio 24-22, 21-19
Stoyanov – Pavic 20-22, 21-8, 21-11
Bisi – Urizio 21-10,21-15.
Quindi un bel cappotto cari miei rimediato tra
le mura amiche. Il micidiale rovescio di Stoyanov
incantò l’Ex Fiera. Luca come sempre
ha dato spettacolo con Ricci, alternando attacchi
a difese, ma non c’è stato proprio
nulla da fare.
Ora il pensiero era già al
prossimo incontro a Messina, fondamentale per la
salvezza.
Tra i livornesi rividi dopo molti anni
il triestino Claudio Eccardi, poi stabilitosi per
lavoro proprio a Livorno.
Eccardi era stato –
se vi ricordate i primi amarcord – parecchi
anni prima il Presidente del Circolo Marina Mercantile
Trieste, e prima ancora il patron della Julia Trieste,
formazione solo femminile dove giocava sua figlia
Alessandra insieme alla figlia del Presidente regionale
Hauser.
Tra me e Eccardi c’è sempre
stato un ottimo rapporto, rapporto che doveva sfociare
l’anno successivo (1991) in una cosa che vi
racconterò a suo tempo: la Lega delle Società
di serie A, di cui io e lui fummo protagonisti.
Eh sì, cari miei, il Francesco imborghesito
che ho visto ieri non è riuscito a convincermi
del tutto. Nel 1971 un antesignano di Francesco,
anche lui cantautore da teatro, istriano di famiglia
ma milanese di adozione, cantava, con la chitarra
a tracolla:
"I borghesi son tutti dei porci, più
sono grassi e più sono lerci..."
Vi ricordate chi fu? Era un altro grande, alla prossima
magari ne parleremo...
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