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Amarcord - 89^ puntata

Sabato 22 settembre 1990 ore 17.00.
Questa la data tanto attesa: dopo 19 anni di vita la San Marco Pordenone entra ufficialmente nell’olimpo pongistico nazionale con l’esordio ini Serie A1 in quel di Ferentino (Frosinone).
Si trattava di un incontro dall’esito assolutamente scontato, dal momento che i laziali rappresentavano una delle più forti squadre italiane (nella precedente stagione si erano arresi nei playoffs solo in semifinale contro il Cagliari).
Il Ferentino schierava nientepopodimeno che i due fortissimi nazionali Lorenzo Nannoni e Gennaro Di Napoli che avevano affrontato con la nazionale italiana pochi giorni prima l’Inghilterra in Coppa Europa per nazioni.
E il terzo era il quotato cinese Sun Ling.
Insomma per i nostri era un esordio assolutamente proibitivo.
Il dichiarato obiettivo era di portare a casa in qualche modo il punto della bandiera con Pavic.
E per di più qualche giorno prima il ritornato Luca Urizio aveva avuto un attacco influenzale che lo aveva messo ko, e quindi all’esordio il nostro terzetto fu composto da Bojan Pavic, Davide Infantolino e Lucio Saltarini.
Su Bojan Pavic faremo un discorsetto la prossima volta.

Ricordo che il viaggio fino a Ferentino lo facemmo in macchina partendo il sabato mattina presto.
Quando arrivammo in questo paese non distante da Roma scoprimmo ben presto che aria tirava. L’incontro si svolse in una specie di palestra-teatro con un loggione dove erano assiepati oltre duecento tifosi che incitavano i propri beniamini con trombe, tamburi ed altri aggeggi rumorosissimi tipo stadio, il che ci intimidì ulteriormente.
Senza girarci tanto intorno, questo primo incontro si risolse con un brutto cappotto: 5-0 in favore dei locali e quindi ritorno a casa mogi mogi con la coda tra le gambe.
Eppure non si sa come riuscimmo a strappare non il punto della bandiera ma comunque ben due set ai blasonati avversari.
Il primo set conquistato in A1 fu proprio di Davide che opposto a Nannoni conquistò il primo set per 21-18 prima di perdere gli altri due.
E poi Pavic strappò il secondo set a Di Napoli per 21-16.
Gli altri furono persi più nettamente in virtù della troppa differenza di tecnica – tattica – fisica – esperienza tra noi e loro.

Le "impressioni di settembre " in A1 quindi furono dunque... molto traumatiche.

"Quante gocce di rugiada intorno a me

Cerco il sole ma non c’è

Dorme ancora la campagna, forse no

E’ sveglia, mi guarda, non so..."

Il sole dunque proprio non spuntò in quel settembre come cantava la PFM in questo famoso brano che naturalmente risale al mitico 1971 (anno della nostra nascita).
La Premiata Forneria Marconi , considerata il più importante complesso di rock progressivo italiano (io però continuo a preferire il Banco e forse anche i New Trolls) nasce nel 1970-71 dal preesistente complesso dei "Quelli" composto da Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli e Giorgio Piazza.
Nel 1971 questi incontrano il violinista Mauro Pagani e iniziano a fare rock progressivo imitando alla lontana i King Crimson e i Jethro Tull.
Dopo il singolo "impressioni di settembre" che ebbe un grande successo seguirono gli album "storia di un minuto" e "per un amico" e il singolo "celebration" (e’ festa) ebbe un enorme successo.
Il Gruppo tentò più volte ma con modesti risultati di sfondare all’estero. Seguirono "Chocolate Kings" e "Jet lag" due album poco commerciali che non riuscirono a sfondare.
Mauro Pagani se ne andò verso il 1977, nel 1979 la PFM incontra il grande Fabrizio De Andrè e fanno un concerto stupendo che darà luogo ad un famoso album dal vivo (con "il pescatore" in chiave rock) e si aggiunge al gruppo Lucio Violino Fabbri. Gli anni seguenti segnano un forte declino.
Comunque la PFM è tuttora in vita con Franz Di Cioccio e Franco Mussida affiancati da Patrick Djvas.
Ricordo di averli visti dal vivo tanti anni fa da qualche parte ma credo non a Pordenone.

Tornando alla San Marco, bisognava andare a cercare il primo successo da qualche altra parte, e tra poco ci sarebbe stato l’esordio casalingo con il Grinza Poirino di Torino di Silvio Pero e Daniele Tinelli.

"Cieli infiniti, vento in faccia

Voglia di correre e non fermarsi mai! "

(dal 45 giri "la carrozza di Hans" retro di "impressioni di settembre" – 1971)



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