"E’ in arrivo il derby dell’ambizione".
Questo era il curioso titolo del Giornale di Pordenone
(il quotidiano che andava di moda nel 1990, figlio
del Piccolo di Trieste).
Infatti vi avevo già
annunciato che nel Campionato di Promozione 1989-1990
(che sarebbe poi la serie D come si chiamava in
quegli anni) la San Marco A si era già qualificata
ai play-offs, ed anche la San Marco B ci arrivò
superando a Trieste la locale Pellicana
per 4-5
(tre successi per Gianni e due per Stefano Val).
Quindi erano in programma ora due incontri di play-offs
fratricida tra san Marco A e San Marco B per decidere
quale delle due dovesse andare avanti.
L’altra
semifinale era tra Rangers Udine e Fincantieri Trieste
A.
L’incontro rievocava i vecchi scontri tra
Edera e San Lorenzo, poiché nella San Marco
A c’erano Gigi con Antonelli, Vianello e Dal
Fabbro, mentre nella B c’erano gli ex sanlorenzini
Gianni e Stefano.
Il caso ha voluto che uno dei
due referti sia sopravvissuto alle intemperie degli
anni nella polverosa raccolta di Gigi, e dunque
ve lo riporto integralmente:
Pordenone, 11 febbraio 1990 – Ex Fiera ore
10.00 Giudice Arbitro Ubaldo Romano
Val – Dal Fabbro 17-21,21-13,21-19
Olivo – Antonelli 17-21,21-18,21-15.
Pittini – Borin 21-3, 21-7.
Dal Fabbro – Olivo 21-16, 22-20.
Pittini – Val 16-21,21-19,21-13.
Antonelli – Borin 21-10,21-.16
Olivo – Pittini 21-15,21-10
Dal Fabbro – Borin 21-14, 21-15.
Risultato finale: vince San Marco A su San Marco
B per 5-3.
E’ piacevole notare che la gran parte dei
giocatori sono tuttora in attività. Non ho
trovato traccia invece del secondo incontro.
E passiamo ai nostri eroi, giunti all’ultima
fase del campionato di serie A2.
Anche qui però
mi manca la cronaca di qualche incontro.
Volevo anche dire che nella mia raccolta di cimeli ho una
foto che immortale il terzetto titolare in quell’anno
prima dell’inizio di un incontro, con la presenza
del Sindaco di Pordenone Cardin, del Presidente
Chiarotto e del sottoscritto.
Ricominciamo con l’incontro di Varese, a
casa del Robur et Fides.
Qui giocò stavolta
il famoso Patrizio Deniso, che allenava la nazionale
italiana in quegli anni.
Lui non giocava in nazionale
ma era comunque un signor seconda categoria di buon
livello.
Qui le cronache narrano di un incontro
tra Deniso e Vizjak risoltosi soltanto alle battute
finali (22-20 al terzo set) per Dario. Dario era
in giornata di grazia poiché fece bottino
pieno "matando" anche Dossi e Tarabbia.
Davide cede con Dossi, ma vince con Tarabbia e incredibilmente
anche con Deniso dandoci il successo finale per
5-3.
Lucio invece resta bocca asciutta. Io ricordo
un viaggio di ritorno talmente lungo che finì
– credo – verso mattina, ma la gioia
era tanta che aiutò a dimenticare la stanchezza.
All’Ex Fiera arrivò poi il Mantova,
e fu sconfitto con un 5-1 che non ammetteva discussioni.
Il "furlan" Lucio stavolta riesce a
piegare Alessandro Bisi nel primo incontro spianando
la strada ai compagni. Davide piega con disinvoltura
Guido Bisi e l’esperto Rodella. Anche stavolta
Superpippo Dario ha dato spettacolo andando a recuperare
palline "impossibili" sia con Rodella
che con Alessandro Bisi. Secondo posto in classifica
a due giornate dalla fine!!
Penultimo incontro in casa con il Verona. La San
Marco si congeda dal proprio pubblico con un netto
successo per 5-2 che condanna i veronesi alla retrocessione
in B1.
Davide perdeva il primo punto da Oltramari
, ma poi c’è stato un monologo dei
nostri, con quattro successi di fila. Lo schiaffo
dell’anno prima (sconfitta a tavolino in casa)
fu così pienamente vendicato. Stagione casalinga
chiusa con sei successi su sette incontri (unica
sconfitta CUS Torino). Manca l’ultima gara,
il ritorno proprio con il Cus Torino, la San Marco
è seconda dietro ai piemontesi, ma se vincesse
per 5-0 o 5-1 potrebbe ribaltare le sorti del torneo...
Ma purtroppo così non fu... l’ultimo
incontro a Torino si risolse in un ..."cappotto"
: 5-0 e tutti a casa. Sogni di gloria finiti? Pareva
proprio di si...
"Non c’è più niente da
fare
E’ stato bello sognare...
La vita ci ha regalato
Dei lunghi giorni felici
Qualcosa che il tempo non cambierà mai...."
Così cantava il romano Roberto Satti nel
1966, meglio conosciuto come Bobby Solo.
Bobby debutta
a Sanremo nel 1964 con "una lacrima sul viso",
quindi vince il festival per ben due volte, nel
1965 con "se piangi se ridi" ("se
piangi, se ridi, io piango con te...",
lui con le lacrime aveva proprio un chiodo fisso)
e nel 1969 con Iva Zanicchi in "Zingara".
Emulo del grande Elvis come Little Tony ha fatto
tante canzoni melodiche ma anche qualche rock and
roll sempre Elvis-imitando.
Nel 1971, anno della
nostra nascita, però ha fatto un errore colossale
non incidendo nulla, e infatti nel 1972 per scusarsi
incise "rimpianto"...
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