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Amarcord - 85^ puntata

"E’ in arrivo il derby dell’ambizione".
Questo era il curioso titolo del Giornale di Pordenone (il quotidiano che andava di moda nel 1990, figlio del Piccolo di Trieste).
Infatti vi avevo già annunciato che nel Campionato di Promozione 1989-1990 (che sarebbe poi la serie D come si chiamava in quegli anni) la San Marco A si era già qualificata ai play-offs, ed anche la San Marco B ci arrivò superando a Trieste la locale Pellicana
per 4-5 (tre successi per Gianni e due per Stefano Val).
Quindi erano in programma ora due incontri di play-offs fratricida tra san Marco A e San Marco B per decidere quale delle due dovesse andare avanti.
L’altra semifinale era tra Rangers Udine e Fincantieri Trieste A.
L’incontro rievocava i vecchi scontri tra Edera e San Lorenzo, poiché nella San Marco A c’erano Gigi con Antonelli, Vianello e Dal Fabbro, mentre nella B c’erano gli ex sanlorenzini Gianni e Stefano.
Il caso ha voluto che uno dei due referti sia sopravvissuto alle intemperie degli anni nella polverosa raccolta di Gigi, e dunque ve lo riporto integralmente:

Pordenone, 11 febbraio 1990 – Ex Fiera ore 10.00 Giudice Arbitro Ubaldo Romano

Val – Dal Fabbro 17-21,21-13,21-19

Olivo – Antonelli 17-21,21-18,21-15.

Pittini – Borin 21-3, 21-7.

Dal Fabbro – Olivo 21-16, 22-20.

Pittini – Val 16-21,21-19,21-13.

Antonelli – Borin 21-10,21-.16

Olivo – Pittini 21-15,21-10

Dal Fabbro – Borin 21-14, 21-15.

Risultato finale: vince San Marco A su San Marco B per 5-3.

E’ piacevole notare che la gran parte dei giocatori sono tuttora in attività. Non ho trovato traccia invece del secondo incontro.

E passiamo ai nostri eroi, giunti all’ultima fase del campionato di serie A2.
Anche qui però mi manca la cronaca di qualche incontro.
Volevo anche dire che nella mia raccolta di cimeli ho una foto che immortale il terzetto titolare in quell’anno prima dell’inizio di un incontro, con la presenza del Sindaco di Pordenone Cardin, del Presidente Chiarotto e del sottoscritto.

Ricominciamo con l’incontro di Varese, a casa del Robur et Fides.
Qui giocò stavolta il famoso Patrizio Deniso, che allenava la nazionale italiana in quegli anni.
Lui non giocava in nazionale ma era comunque un signor seconda categoria di buon livello.
Qui le cronache narrano di un incontro tra Deniso e Vizjak risoltosi soltanto alle battute finali (22-20 al terzo set) per Dario. Dario era in giornata di grazia poiché fece bottino pieno "matando" anche Dossi e Tarabbia.
Davide cede con Dossi, ma vince con Tarabbia e incredibilmente anche con Deniso dandoci il successo finale per 5-3.
Lucio invece resta bocca asciutta. Io ricordo un viaggio di ritorno talmente lungo che finì – credo – verso mattina, ma la gioia era tanta che aiutò a dimenticare la stanchezza.

All’Ex Fiera arrivò poi il Mantova, e fu sconfitto con un 5-1 che non ammetteva discussioni. Il "furlan" Lucio stavolta riesce a piegare Alessandro Bisi nel primo incontro spianando la strada ai compagni. Davide piega con disinvoltura Guido Bisi e l’esperto Rodella. Anche stavolta Superpippo Dario ha dato spettacolo andando a recuperare palline "impossibili" sia con Rodella che con Alessandro Bisi. Secondo posto in classifica a due giornate dalla fine!!

Penultimo incontro in casa con il Verona. La San Marco si congeda dal proprio pubblico con un netto successo per 5-2 che condanna i veronesi alla retrocessione in B1.
Davide perdeva il primo punto da Oltramari , ma poi c’è stato un monologo dei nostri, con quattro successi di fila. Lo schiaffo dell’anno prima (sconfitta a tavolino in casa) fu così pienamente vendicato. Stagione casalinga chiusa con sei successi su sette incontri (unica sconfitta CUS Torino). Manca l’ultima gara, il ritorno proprio con il Cus Torino, la San Marco è seconda dietro ai piemontesi, ma se vincesse per 5-0 o 5-1 potrebbe ribaltare le sorti del torneo...

Ma purtroppo così non fu... l’ultimo incontro a Torino si risolse in un ..."cappotto" : 5-0 e tutti a casa. Sogni di gloria finiti? Pareva proprio di si...


"Non c’è più niente da fare

E’ stato bello sognare...

La vita ci ha regalato

Dei lunghi giorni felici

Qualcosa che il tempo non cambierà mai...."


Così cantava il romano Roberto Satti nel 1966, meglio conosciuto come Bobby Solo.
Bobby debutta a Sanremo nel 1964 con "una lacrima sul viso", quindi vince il festival per ben due volte, nel 1965 con "se piangi se ridi" ("se piangi, se ridi, io piango con te...", lui con le lacrime aveva proprio un chiodo fisso) e nel 1969 con Iva Zanicchi in "Zingara".
Emulo del grande Elvis come Little Tony ha fatto tante canzoni melodiche ma anche qualche rock and roll sempre Elvis-imitando.
Nel 1971, anno della nostra nascita, però ha fatto un errore colossale non incidendo nulla, e infatti nel 1972 per scusarsi incise "rimpianto"...



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