Ci eravamo lasciati la volta scorsa con un angoscioso
interrogativo sull’esito dell’incontro
con gli omonimi veronesi della San Marco sponsorizzata
Surgelati Arena.
Ebbene possiamo tirare un sospiro di sollievo: il
team pordenonese è passato a Verona vendicando
così la "strana" sconfitta a
tavolino della precedente stagione.
Un’affermazione – dicono le cronache
del Messaggero Veneto del novembre 1989 –
che è giunta solo dopo un’aspra battaglia
durata oltre tre ore.
La formazione scaligera con Lonardi, Bergamini e
Oltramari ha impegnato severamente Vizjak, Infantolino
e Saltarini fino al tre pari.
La parte del leone l’ha fatta anche stavolta
il nostro Superpippo Dario Vizjak con impenetrabili
difese "variate" e contrattacchi improvvisi
quanto efficaci, e ha punito severamente il blasonato
Stefano Lonardi (ex prima categoria) 21-10 e 21-19.
Davide invece sia con Lonardi che con Oltramari
aveva la partita in pugno ma se l’è
lasciata sfuggire al terzo set per qualche attimo
di distrazione.
Fortunatamente con Bergamini all’ottavo incontro
Davide è riuscito (ma sempre in bella) in
qualche modo ad aver ragione di lui e dare così
il successo finale ai nostri colori.
Da non dimenticare Lucio Saltarini che è
stato autore dl primo punto (fondamentale nell’economia
del match) su Bergamini.
In questo modo sono quattro le vittorie nel girone
di andata, unica sconfitta quella iniziale con il
Monza, ma...
Ecco che arriva anche la quinta vittoria all’Ex
Fiera (ma con il brivido) con la Robur e Fides di
Varese, capolista assieme al Cus Torino.
Inizialmente i nostri pensavano ad un facile successo
dopo tre partite stupende di Dario e Davide vittoriosi
su Ciceri, Tarabbia e Dossi, tutti e tre bravi ed
esperti "seconda categoria".
Ma i lombardi hanno avuto la forza di reagire portandosi
prima sul 3 pari e poi addirittura sul 4 pari quando
Dossi ha fatto fuori Davide 21-19,21-16.
Ci sono volute così oltre tre ore e mezza
di bel gioco ed emozioni a non finire per assaporare
il gusto di una vittoria importantissima.
Sul 4 pari onore quindi a Lucio Saltarini che mantiene
il sangue freddo per potersi imporre su Ciceri 21-19,
16-21, 21-17.
Nello stesso week-end in Promozione la San Marco
A di Olivo, Val e Roncaglia batte facilmente il
Ping Pong Club Trieste (la squadra guidata da Alessandro
Peterlini (se vi ricordate cosa ho scritto al proposito
molto tempo fa...) mentre la San Marco B (Pittini,
Vianello, Dal Fabbro) batte per 5-1 gli altri triestini
della Fincantieri.
Quando Lucio Saltarini ha conquistato il punto decisivo
su Ciceri dopo la lunga ed aspra lotta ricordo che
alzò lo sguardo al cielo in una sorta di
ringraziamento...
"Il senso di raggiungere quello che non hai
Ecco un altro giorno come ieri
Aspettare il mattino per ricominciare
La forza di sorridere, la forza di lottare..."
Questo "sguardo verso il cielo" che
ben rappresenta la gioia di Lucio e la mentalità
che ha sempre avuto la nostra squadra nei momenti
facili e difficili, è un pezzo delle Orme,
che - guarda un po’ - risale anche questo
al mitico anno 1971 della nostra nascita, tratto
dall’album "Collage".
Le Orme sono un gruppo veneto (di Marghera per l’esattezza)
che nasce nel 1966, sempre guidati dal mitico Aldo
Tagliapietra, voce e chitarra. Il primo successo
è del 1968 "Senti l’estate che
torna".
Nel 1972 un altro successo con l’album "Uomo
di pezza", idem nel 1973 "Felona e Sorona". Nel tempo hanno alternato fasi di rock progressivo
ad altre di musica più normale, comunque
si sono sempre distinti per musica di ottima qualità
e concerti dal vivo trascinanti, e spesso si sono
esibiti anche da queste parti, l’ultima volta
li ho visti un paio di anni fa in occasione di una
qualche fiera paesana.
Aldo Tagliapietra è ancora inossidabile al suo
posto, accompagnato dalla grande batteria di Michi Dei
Rossi. La leggenda dice che il nome del gruppo all’esordio
doveva essere "Le ombre" ma visto che a Venezia (e non
solo là...) le ombre sono altra cosa, decisero
di cambiare nome...
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