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Amarcord - 81^ puntata

Fortunatamente ho a disposizione una piccola raccolta di articoletti di giornale che sono sopravvissuti alle distruzioni e ai traslochi e mi aiuterano a raccontarvi la stagione 1989-1990 della rinnovatissima San Marco, neopromossa in serie A2.
Il primo impegno fu in quel di Monza, ospiti della locale società con noti e blasonati atleti tutti di seconda categoria: Casini, Ciceri, Tarabbia, Fusco e Cicchitti.
Nella precedente stagione di B1 Luca, Davide ed Andrea riuscirono a vincere sia all’andata che al ritorno per 5-2. Quest’anno però le cose erano parecchio cambiate.
Per Darijan Vizjak (Superpippo) si trattava del primo banco di prova ufficiale con ancora qualche incognita.
Anche su Lucio Saltarini c’era qualche apprensione, in un’amichevole disputata qualche giorno prima a Nova Gorica contro i locali di Venceslav Pajnter Lucio palesava ancora un certo ritardo di condizione. Bene invece Davide Infantolino (chiamato da Darijan "Davidone Infantolato") giunto al suo quinto anno consecutivo in maglia pordenonese.

Ebbene... Suerpippo confermò in quella occasione tutto il suo valore, ma questo purtroppo non ci bastò: Dario conquistò infatti con una certa disinvoltura i tre punti su Fusco, Casini e Cicchitti, ma il "furlan" Lucio Saltarini rimase col becco asciutto: rimediò tre sonore sconfitte tra cui quella sul 4-4 con Fusco.
Davide vinse con Fusco ma perse con Casini e Cicchitti, entrambi gli incontri in bella.
Monza dunque vinse per 5-4 al termine di una lunga battaglia.
Un vero peccato, anche perché si stava avvicinando l’esordio casalingo con il Parma dove giocava il famoso Urh, un fortissimo sloveno entrato anche nel giro della sua nazionale, e l’incontro di annunciava come proibitivo.

Si conclusero a tempo di record i lavori all’Ex Fiera e così l’esordio casalingo con il Parma avvenne proprio all’Ex Fiera dopo un anno abbondante di assenza in cui la squadra (ancora "Edera") era emigrata a Borgomeduna.

Il "terribile Urh" fece suoi i tre punti, dimostrando classe cristallina ed un gioco atletico spettacolare con un’impostazione perfetta da autentico fuoriclasse (forse uno dei più bei giocatori mai venuti a Pordenone) ma... Lucio, stavolta concentratissimo batte il numero tre parmense Bertacchini, quindi Davide fa fuori il numero due Visioli, Darijan stende prima Visioli e poi Bertacchini.
Poi ancora Davide sul 4-3 vince su Bertacchini in bella e regala alla San Marco il primo successo in A2 per 5-3.
Quindi in parole povere Urh fa i tre punti ma gli altri zero. (Se fossimo andati sul 4-4 sarebbe stato nuovamente Lucio l’ago della bilancia su Visioli, ma fortunatamente questo non servì).
Le cronache narrano di un Darijan Vizjak spettacolare per il suo inconsueto gioco di difesa e rapidi contrattacchi, e già in in quella occasione divenne il beniamino della Ex Fiera e ricevette fiumi di applausi.

Ho già detto in precedenza che Dario era molto particolare: a parte il gioco, ad esempio, sapeva scrivere sia da destra a sinistra che da sinistra a destra, e talvolta si esibiva anche in piccoli giochi di equilibrio, nonostante la sua andatura poco elegante.
Quando camminava e quando giocava sembrava che fosse sempre in cerca di un equilibrio, di un centro di gravità permanente...

"Non sopporto i cori russi

La musica finto rock

La new wave italiana

Il free jazz punk inglese

Neanche la nera africana...

Cerco un centro di gravità permanente....

Avrei bisogno di un centro di gravità permanente..."

Sicuramente avrete riconosciuto il siciliano un po’ pazzo Franco Battiato che nel 1981 incideva "La voce del padrone" con questo pezzo.
Battiato inzia nel lontanissimo 1967, dopo un incontro con Giorgio Gaber incide "La Torre". Nel 1971 (anno della nostra nascita) incide un album sperimentale dal titolo "Fetus" con i brani (ma guarda un po’ che caso...) "Fetus" e "Una cellula".
Comunque fino al 1979 fa brani non commerciali solo per pochi eletti (rock progressivo, avanguardia, musica sperimentale e cose simili). Sfonda con grande successo con l’album "L’era del cinghiale bianco" del 1979 , e poi con il successivo "Patriots" mentre "La voce del padrone" è un grande successo e supera il milione di copie vendute. Poi , scoperta la musica commerciale (e i soldi che questa gli portava) ci si è tuffato per bene e ha collaborato in seguito anche con Alice (che vince Sanremo nel 1981 con la sua "Per Elisa") e Giuni Russo "Un’estate al mare".
Poi ha fatto anche il pittore, il regista, il guru, e molte altre cose.
Personalmente mi piacciono molto le sue musiche, ma non lo sopporto quando con il codino si dà arie da intellettuale, del tutto fuori luogo per uno che canta:

"A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata

A Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie..." (da Bandiera Bianca sempre del 1981)

Comunque venne anche a Pordenone, io me lo ricordo a Sacile ad un concerto in piazza intorno al 1982, dove ebbe un discreto successo, ma non molto di più...



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