Festeggiamo le ottanta candeline (pardon...puntate,
mamma mia come siamo diventati vecchi...) continuando
il discorso della "nuova" San Marco
in procinto di iniziare il campionato di serie A2
1989-1990.
Vi avevo accennato dell’incontro con Darijan
Vizjak avvenuto a Nova Gorica con me e Gigi. Dovremmo
avere anche da qualche parte delle foto che immortalarono
l’avvenimento.
Si vedeva questo spilungone
biondastro tutto spaventato.
Io e Gigi non fummo
molto convinti della sua prestazione, ma le referenze
erano buone e così avvenne che Dario entrò
in pianta stabile nell’organico della squadra
e – per dovere di cronaca – egli fu
lo straniero numero quattro della nostra storia
( ricordo i tre precedenti: lo yankee USA forse-gay
Dennis Brown, il francesino Marc Charmasson e il
fiumano "PICKU MATERINU" Mile Matijevic.
Come avevo detto Dario era un difensore, non bello
da vedere, con colpi non esattamente ortodossi,
ma estremamente efficaci quando si trattava di portare
a casa la partita.
E’ difficile il mondo dei
difensori. Un difensore ai bassi livelli muore subito
affondato dalle bordate degli attaccanti. Ma quei
pochi difensoriche sono veramente "talentuosi"
, capaci di arrivare ad alti livelli, sono veramente
delle brutte gatte da pelare, e la gomma puntinata
o no in questo caso c’entra poco. E Dario
era sicuramente uno di questi.
E sapeva ben anche
attaccare quando era il caso di farlo.
Tant’è
che ben presto il soprannome di Pippo si tramutò
in "Superpippo".
Mancava un ultimo tassello alla squadra, e questo
si chiamò Lucio Saltarini, che andò
ad affiancare Davide e Dario, considerata la partenza
di Luca ed Andrea.
Lucio Saltarini , udinese doc,
era da molti anni uno dei più forti giocatori
in regione, anche se per qualche motivo non era
mai riuscito a sfondare sul serio.
Cresciuto nei
Rangers Udine di Virgilio Fabello (me lo ricordo
da giovanissimo ad uno dei primi tornei ad Aviano,
parliamo del 1975 o giù di lì) Lucio
accolse con entusiasmo la proposta di venire ad
affrontare la A2 da noi.
L’incontro, ricordo
vagamente, avvenne in Piazza Primo Maggio ad Udine,
sempre nell’estate del 1989. Lucio era da
sempre un attaccante molto ben impostato, con colpi
efficaci di diritto e rovescio e buona esperienza,
insomma non gli mancava niente.
Davide cominciò
subito a chiamarlo "il furlan" (ricordo
che da sempre tra triestini e udinesi non corre
buon sangue, ma nel caso di Lucio e Davide invece
la convivenza non andò male). Dario poi si
rivelò ben presto un ottimo compagno di avventure,
capace di fraternizzare con tutti.
Ed ora, dopo tutte queste chiacchiere... si
parte amici miei.
La stagione di A2 partì
nel mese di settembre 1989 con le seguenti squadre
oltre a noi: Monza, Parma, Gazoldo Ippoliti (Mantova),
Marostica, Cus Torino, Varese, San Marco Verona.
Squadre blasonate (Parma, Monza, Varese, Torino)
con ottimi ed esperti giocatori tanto da far tremare
i polsi al nostro terzetto completamente rinnovato,
orfano della punta di diamante degli ultimi anni
Luca Urizio.
E invece... quanti applausi ricevemmo
in quella stagione!
"Applausi di gente intorno a me
Applausi tu sola non ci sei
Ma dove sei? Chissà dove sei tu?
...canta ancora..."
Questi erano nel lontanissimo 1968, in piena contestazione
giovanile, i Camaleonti di Tonino Cripezzi, Livio
Macchia, Valerio Veronese, Massimo Brunetti e Michele
Vurchio.
Uno dei primi complessi "beat"
italiani, iniziò nel 1965 con "Shalalalala",
nel 1967 la famosa "l’ora dell’amore",
versione italiana di Homburg dei Procol Harum, nel
1969 "Viso d’Angelo", nel 1970
"Eternità" , e nel famoso anno
della nostra nascita 1971 anche loro diedero il
loro contributo con "Oggi il cielo è
rosa".
Quindi ancora "come sei bella"
nel 1973, "Amicizia e Amore" e molte
altre.
Nel 1968 oltre ad Applausi fecero anche "io
per lei" , canzone che ogni pongista dedica
alla propria racchetta:
"io per lei
Io per lei morirei...
Lei mi dice: tu sei un uomo che vale
Non arrenderti mai,, lotta sempre,
Io le credo, sai perché...."
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