Un saluto a tutti i pongisti vicini e lontani.
Passate le ferie riprendiamo dunque a seguire la
nostra storia sul tennistavolo pordenonese dalle
origini ai giorni nostri, con qualche doveroso più
o meno dovuto ai ricordi non sempre nitidi e con
qualche condimento musicale d’annata.
Ci eravamo lasciati con la conquista della agognata
serie A2 alla fine della B1 disputata nella stagione
1988-89 dal terzetto Urizio – Infantolino
– Bertolotti. Arrivammo secondi e non primi,
e dunque la promozione fu il frutto di un ripescaggio,
ma la gioia fu comunque tanta. Si trattava della
quarta promozione in sei stagioni, comunque un bel
record. Finita la stagione ci fu la "solita"
festa finale con pranzo e brindisi, ma già
era nell’aria che stava cambiando qualcosa.
Il fautore del grande cambiamento fu il grande
Antonio De Vito, che oltre a giocare più
che decorosamente nel San Lorenzo (nonostante la
pancetta), era un grandissimo appassionato e fu
quello che si diede più di tutti da fare
per dare alla società una veste più
consona alla nuova situazione e a riunificare San
Lorenzo ed Edera sotto un’unica bandiera per
riunire le forze in vista degli impegnativi ostacoli.
Sarà anche che Gino Zanelli negli ultimi
anni si era un pochino stufato, a lui piaceva il
piccolo cabotaggio e non vedeva tanto con piacere
una squadra ad alti livelli, chiaramente onerosa
da mantenere e bisognosa di mille cose. Io invece
mi ero da sempre battuto per cercare di andare sempre
più in alto ma capivo che così non
si poteva continuare. L’ultimo tassello del
mosaico fu messo con Sergio Chiarotto, che si disse
disponibile ad acquisire la presidenza. Chiarotto,
oltre ad essere mio cognato ( e pertanto l’avevo
per bene "convinto") era all’epoca
Presidente della Provincia, quindi con qualche possibilità
in più di appoggiarci per ottenere qualche
aiuto da sponsor. A proposito di sponsor, l’abbinamento
con la Zanussi continuò anche in quegli anni,
anche se ogni anno con qualche patema in più
poiché la sponsorizzazione avveniva sempre
con mille difficoltà e i soldi arrivavano
sempre molto... dopo che erano stati spesi (con
la conseguenza che qualcuno – indovinate chi
? – doveva necessariamente anticiparli). E
poi l’importo era sempre quello, mentre la
A2 significava molti più oneri, viste le
ben maggiori necessità di spostamento. Ma
di questo riparleremo. E così si decise di
divorziare consensualmente da Zanelli e di abbandonare
così dopo 16 anni circa la denominazione
di "Edera" e di rispolverare la gloriosa
San Marco fondata dai pionieri Bellavitis, Brunetta,
Benini, Gasparotto, Michelazzi e me nel lontano
1971. Quindi la nuova stagione di A2 1989-1990 avvenne
come San Marco, anche se l’atto dal notaio
Severino Pirozzi fu stipulato il 13 gennaio 1990.
In quella data fu ufficializzato il nuovo direttivo
che vedeva Presidente Chiarotto, Vicepresidente
De Vito, io segretario, consiglieri Gianni Antonelli,
Gigi Pittini e Alberto Vianello. Direttori tecnici
Gianni Olivo e Renato Borin. In pratica veniva sancita
la fine della rivalità cittadina e l’inizio
di una società forte per poter competere
ad alti livelli. In dote il San Lorenzo portò
anche una serie C per la seconda squadra.
Altro capitolo di cambiamenti: i giocatori. Nonostante
la promozione acquisita Luca Urizio decise –
non ricordo il motivo - di andare a giocare a San
Donà. Ma per darci una mano in quel frangente
ci mise in contatto con gli sloveni (all’epoca
ancora yugoslavi) di Nova Gorica dove abitava un
simpatico personaggio di nome Venceslav Pajnter
che oltre a seguire gli atleti del posto conosceva
anche quasi tutti i più forti giocatori sloveni
e diceva che qualcuno di loro sarebbe sicuramente
venuto volentieri a giocare e allenare in Italia.
Anche Andrea Bertolotti mollò la presa: aveva
fatto i miracoli in quei due anni di B1 conquistando
da terzo uomo spesso qualche punto pesante, ma in
A2 spazio per lui proprio non c’era. E così
nell’estate del 1989, in piena rivoluzione
societaria in atto, si dovette anche rivoluzionare
la squadra, visto che del terzetto precedente restava
solo Davide Infantolino, che era ormai legatissimo
a noi.
E così io e Gigi ci ritrovammo in un pomeriggio
estivo del 1989 a Nova Gorica in esplorazione, con
l’appuntamento con un tale lungagnone dall’andatura
dinoccolata (subito fu paragonato a Pippo di Walt
Disney) che veniva da Celje (ridente località
della slovenia) che quando ci fece vedere come giocava
ci fece restare un po’ interdetti, perché
era un difensore e non sembrava particolarmente
forte.....ma fortunatamente dovemmo ben presto
ricrederci... tanto che ancora oggi non ci siamo
dimenticati di lui... il suo nome era Darijan
(Dario) Vizjak.
"Non dimenticarti di me" fu portata
a Sanremo nel 1971 dai Nomadi in coppia con Mal.
Abbiamo visto Mal questa estate sul palco della
sagra di Porcia, sempre uguale come sempre, forse
solo con il ciuffo leggermente imbiancato. Paul
Bradley - questo il vero nome - era un anonimo canantucolo
che girava in Inghilterra in gruppi semi-sconosciuti,
prima The Meteors e poi gli Spirits, e quindi passò
con i Primitives e fu casualmente notato da Gianni
Boncompagni mentre si esibiva in un pub, e questi
lo portò in Italia nel 1965 e lo fece esibire
al mitico Piper (dove c’erano già Patty
Pravo, i Rokes e tanti altri). In quell’anno
incide "YEEEEEEEEH" :
"I tuoi occhi sono fari abbaglianti e io
ci sono davanti....
Ma io non devo bruciarmi con una come te...."
Quindi Bambolina nel 1967, Occhi neri occhi neri
nel 1968, Tu sei bella come sei nel 1969 e Pensiero
d’Amore nel 1969 che fu per molti mesi in
cima alla Hit Parade. Poi ancora Sole pioggia e
vento nel 1970, Non dimenticarti di me nel 1971
(e anche questo titolo suona bene nell’anno
della nostra nascita). Poi non si vide più
per un po’ ma tornò nel 1975 rifacendo
una gloriosa canzone di De Sica "Parlami d’amore
Mariù", e infine l’indecorosa
canzone per bambini Furia nel 1977 che spopola ancor
oggi e anche a Porcia è stata lungamente
applaudita da vecchi e bambini. Ora Mal ha sposato
una pordenonese e vive proprio a Pordenone e si
può vedere talvolta passeggiare per il centro.
Devo comunque dire che la sua esibizione a Porcia
nonostante tutto non è andata male ( e tra
i fan vicino al palco che applaudiva Furia è
stato notato anche Daniele Chiarello, ex disc jockey
di LT1 Radio Pordenone, baldo hockeista, ed ora
papà di giovane pongista....)
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