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Amarcord - 79^ puntata

Un saluto a tutti i pongisti vicini e lontani. Passate le ferie riprendiamo dunque a seguire la nostra storia sul tennistavolo pordenonese dalle origini ai giorni nostri, con qualche doveroso più o meno dovuto ai ricordi non sempre nitidi e con qualche condimento musicale d’annata.

Ci eravamo lasciati con la conquista della agognata serie A2 alla fine della B1 disputata nella stagione 1988-89 dal terzetto Urizio – Infantolino – Bertolotti. Arrivammo secondi e non primi, e dunque la promozione fu il frutto di un ripescaggio, ma la gioia fu comunque tanta. Si trattava della quarta promozione in sei stagioni, comunque un bel record. Finita la stagione ci fu la "solita" festa finale con pranzo e brindisi, ma già era nell’aria che stava cambiando qualcosa.

Il fautore del grande cambiamento fu il grande Antonio De Vito, che oltre a giocare più che decorosamente nel San Lorenzo (nonostante la pancetta), era un grandissimo appassionato e fu quello che si diede più di tutti da fare per dare alla società una veste più consona alla nuova situazione e a riunificare San Lorenzo ed Edera sotto un’unica bandiera per riunire le forze in vista degli impegnativi ostacoli. Sarà anche che Gino Zanelli negli ultimi anni si era un pochino stufato, a lui piaceva il piccolo cabotaggio e non vedeva tanto con piacere una squadra ad alti livelli, chiaramente onerosa da mantenere e bisognosa di mille cose. Io invece mi ero da sempre battuto per cercare di andare sempre più in alto ma capivo che così non si poteva continuare. L’ultimo tassello del mosaico fu messo con Sergio Chiarotto, che si disse disponibile ad acquisire la presidenza. Chiarotto, oltre ad essere mio cognato ( e pertanto l’avevo per bene "convinto") era all’epoca Presidente della Provincia, quindi con qualche possibilità in più di appoggiarci per ottenere qualche aiuto da sponsor. A proposito di sponsor, l’abbinamento con la Zanussi continuò anche in quegli anni, anche se ogni anno con qualche patema in più poiché la sponsorizzazione avveniva sempre con mille difficoltà e i soldi arrivavano sempre molto... dopo che erano stati spesi (con la conseguenza che qualcuno – indovinate chi ? – doveva necessariamente anticiparli). E poi l’importo era sempre quello, mentre la A2 significava molti più oneri, viste le ben maggiori necessità di spostamento. Ma di questo riparleremo. E così si decise di divorziare consensualmente da Zanelli e di abbandonare così dopo 16 anni circa la denominazione di "Edera" e di rispolverare la gloriosa San Marco fondata dai pionieri Bellavitis, Brunetta, Benini, Gasparotto, Michelazzi e me nel lontano 1971. Quindi la nuova stagione di A2 1989-1990 avvenne come San Marco, anche se l’atto dal notaio Severino Pirozzi fu stipulato il 13 gennaio 1990. In quella data fu ufficializzato il nuovo direttivo che vedeva Presidente Chiarotto, Vicepresidente De Vito, io segretario, consiglieri Gianni Antonelli, Gigi Pittini e Alberto Vianello. Direttori tecnici Gianni Olivo e Renato Borin. In pratica veniva sancita la fine della rivalità cittadina e l’inizio di una società forte per poter competere ad alti livelli. In dote il San Lorenzo portò anche una serie C per la seconda squadra.

Altro capitolo di cambiamenti: i giocatori. Nonostante la promozione acquisita Luca Urizio decise – non ricordo il motivo - di andare a giocare a San Donà. Ma per darci una mano in quel frangente ci mise in contatto con gli sloveni (all’epoca ancora yugoslavi) di Nova Gorica dove abitava un simpatico personaggio di nome Venceslav Pajnter che oltre a seguire gli atleti del posto conosceva anche quasi tutti i più forti giocatori sloveni e diceva che qualcuno di loro sarebbe sicuramente venuto volentieri a giocare e allenare in Italia. Anche Andrea Bertolotti mollò la presa: aveva fatto i miracoli in quei due anni di B1 conquistando da terzo uomo spesso qualche punto pesante, ma in A2 spazio per lui proprio non c’era. E così nell’estate del 1989, in piena rivoluzione societaria in atto, si dovette anche rivoluzionare la squadra, visto che del terzetto precedente restava solo Davide Infantolino, che era ormai legatissimo a noi.

E così io e Gigi ci ritrovammo in un pomeriggio estivo del 1989 a Nova Gorica in esplorazione, con l’appuntamento con un tale lungagnone dall’andatura dinoccolata (subito fu paragonato a Pippo di Walt Disney) che veniva da Celje (ridente località della slovenia) che quando ci fece vedere come giocava ci fece restare un po’ interdetti, perché era un difensore e non sembrava particolarmente forte.....ma fortunatamente dovemmo ben presto ricrederci... tanto che ancora oggi non ci siamo dimenticati di lui... il suo nome era Darijan (Dario) Vizjak.

"Non dimenticarti di me" fu portata a Sanremo nel 1971 dai Nomadi in coppia con Mal. Abbiamo visto Mal questa estate sul palco della sagra di Porcia, sempre uguale come sempre, forse solo con il ciuffo leggermente imbiancato. Paul Bradley - questo il vero nome - era un anonimo canantucolo che girava in Inghilterra in gruppi semi-sconosciuti, prima The Meteors e poi gli Spirits, e quindi passò con i Primitives e fu casualmente notato da Gianni Boncompagni mentre si esibiva in un pub, e questi lo portò in Italia nel 1965 e lo fece esibire al mitico Piper (dove c’erano già Patty Pravo, i Rokes e tanti altri). In quell’anno incide "YEEEEEEEEH" :

"I tuoi occhi sono fari abbaglianti e io ci sono davanti....

Ma io non devo bruciarmi con una come te...."

Quindi Bambolina nel 1967, Occhi neri occhi neri nel 1968, Tu sei bella come sei nel 1969 e Pensiero d’Amore nel 1969 che fu per molti mesi in cima alla Hit Parade. Poi ancora Sole pioggia e vento nel 1970, Non dimenticarti di me nel 1971 (e anche questo titolo suona bene nell’anno della nostra nascita). Poi non si vide più per un po’ ma tornò nel 1975 rifacendo una gloriosa canzone di De Sica "Parlami d’amore Mariù", e infine l’indecorosa canzone per bambini Furia nel 1977 che spopola ancor oggi e anche a Porcia è stata lungamente applaudita da vecchi e bambini. Ora Mal ha sposato una pordenonese e vive proprio a Pordenone e si può vedere talvolta passeggiare per il centro. Devo comunque dire che la sua esibizione a Porcia nonostante tutto non è andata male ( e tra i fan vicino al palco che applaudiva Furia è stato notato anche Daniele Chiarello, ex disc jockey di LT1 Radio Pordenone, baldo hockeista, ed ora papà di giovane pongista....)



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