Puntata estiva questa numero 77 del nostro amarcord,
giunto quasi a fine luglio...periodo questo
normalmente dedicato meno all’agonismo e più
alle riflessioni sulla stagione andata e ai piani
sulla prossima. E infatti...
Nel luglio del 1987 i nostri eroi si stavano ancora
leccando le vistose ferite provocate dai fatti ampiamente
raccontati nelle precedenti puntate. Avevo già
accennato alla fine del nostro rapporto con Mile
Matijevic. Sinceramente mi è dispiaciuto,
perché Mile era arrivato ad essere un uomo-simbolo
della squadra, anche quando non vinceva (e in B1
capitò abbastanza) comunque aveva un ardore
agonistico che era estremamente motivante per tutti
gli altri, e tutti lo seguivano comunque sempre
con interesse. Il problema di fondo fu che in quell’anno
di B1 la pallina girava molto più velocemente,
gli attaccanti erano molto più "cattivi"
e Mile mentre si trovava bene con i difensori, soffriva
invece gli attaccanti veloci che gli rubavano il
tempo e non lo lasciavano fare il suo gioco fatto
di tagli, lift e topspin mai troppo veloci.
Non ricordo precisamente come avvenne, e tantomeno
ricordo dove andò Mile l’anno successivo
(forse San Donà). Ricordo invece bene chi
venne al suo posto: fu infatti richiamato prontamente
alle armi il nostro ex Andrea Bertolotti, già
protagonista della serie C due anni prima. Andrea
era un giocatore ampiamente sperimentato ai livello
più bassi, ma in B1 era probabilmente un’incognita.
Comunque ricevette il beneplacito sia da Davide
(suo amico e concittadino, entrambi triestini doc)
che da Luca (e Luca era piuttosto selettivo nelle
sue opinioni).
La nuova stagione di B1 1987-88 iniziò normalmente
in settembre. Le squadre partecipanti furono in
buona parte quelle dell’anno precedente: quasi
sicuramente c’era il San Pancrazio Verona
di Fraccaroli e Stecher, il Marostica di Lesca e
Mocellin, il San Marco Verona di Lonardi ed Oltramari.
Ma ci furono anche altre squadre lontane di cui
ricordo molto poco. Mi pare che in quell’anno
ci fu anche una squadra di Oleggio, paesino disperso
tra la Lombardia e il Piemonte dove se non sbaglio
giocava il blasonato Cuzzoni. Probabilmente c’era
di nuovo la Canottieri Lecco. Forse il Monza.
Come ho già detto e ripetuto di quella stagione
e anche della successiva non è rimasta traccia
alcuna in mio possesso. Posso solo dirvi che ne
abbiamo vinte comunque parecchie. Luca ne perdeva
ben poche, Davide poco di più, e Andrea si
comportò più che dignitosamente non
facendo rimpiangere la partenza di Mile.
I miei pochi ricordi sono legati ai lunghissimi
viaggi. Una volta tornammo a casa di notte fonda
con una nebbia fittissima in autostrada (e Luca
correva comunque come se nulla fosse...) e altre
volte lunghe code dovute ad incidenti, traffico
e cose simili. Fu un altro anno di forte affiatamento,
gli incontri erano spesso delle battaglie (quelle
con le due veronesi erano divenute quasi proverbiali)
che si risolvevano nelle battute finali molto spesso
dopo 5-3 o 5-4 vincendo proprio grazie al carattere
di ognuno, sempre spronato dagli altri in panchina.
Gli incontri casalinghi erano come sempre seguitissimi,
anche se mi sembra di ricordare che il massimo di
pubblico con gli spalti pieni dell’Ex Fiera
lo avevamo avuto l’anno precedente. Tra i
Giudici Arbitri che venivano ad arbitrarci vorrei
ricordare oltre al mitico Ubaldo, anche un certo
Enrico Mascelloni, ora neo- Presidente della FITET
Friuli V.G. (a proposito, complimenti Enrico). Quella
volta però caro Enrico, ti ricordi che eri
un gran rompipalle? Hai avuto anche il coraggio
di ammonire Davide che è la persona più
calma e tranquilla che esista al mondo...
E saltiamo dritti dritti alla conclusione. Fortunatamente
di quella stagione ci sono rimasti due piccoli souvenir
poiché avevamo la bella abitudine di commemorare
i nostri piazzamenti; almeno così sappiamo
per certo come finì quel campionato. Nel
mio reliquiario c’è infatti un tagliacarte
con raffigurato il simbolo dell’Edera da un
lato e dall’altro l’iscrizione che recita:
STAGIONE 1987-1988 EDERA PORDENONE SECONDA CLASSIFICATA
SERIE B1 – QUINTA CLASSIFICATA SERIE C
E così abbiamo ritrovato anche le tracce
della seconda squadra (composta verosimilmente da
Antonelli, e...forse Vianello e Dal Fabbro,
ma non ne sono assolutamente sicuro...). Non
ho traccia del San Lorenzo da qualche tempo, ma
ritengo abbastanza probabile che anche Gianni, Claudio
Romano e De Vito avessero disputato la C in quella
stagione, non saprei dire però come finì.
IL secondo reperto di fine stagione è una
targa che mi venne donata da Luca al termine del
campionato, e questa recita così:
ALL’AMICO PAOLO BETUZZI - THE BEST C.T. firmato:
I TRE MOSCHETTIERI + UNO
A parte il Betuzzi con una t sola, restano ancora
molte incognite su quell’anno: innanzitutto
chi vinse il Campionato, visto che noi arrivammo
secondi. Non lo ricordo proprio. Mi limito a far
notare che dopo tre promozioni consecutive, un secondo
posto allo spareggio decisivo, un altro secondo
posto comunque rappresentò un altro bel successo,
ottenuto tra l’altro con una squadra "italiana"
che in quell’anno non coltivava speranze di
vittoria finale, ma ci andò vicino lo stesso.
Adesso ho caldo, siamo a fine luglio e vi lascio
con una chicca intonata alla stagione: si intitola
appunto "38 luglio":
"Là dove finisce il fiume comincia
il film
La storia tremenda di un elettrotecnico che seppe
inventare la pila
Era il 38 luglio e faceva molto caldo. Ed era scoppiata
l’afa
Quando all’elettrotecnico le venne una grossa
idea:
Si sdraiò per terra e si fece camminare
su un camion con rimorchio..."
Per chi non li conosce sono gli Squallor, primo
complesso italiano di rock "demenziale".
Erano quattro pazzi: Daniele Pace (morto nel 1985),
Totò Savio (morto nel 2004), Giancarlo Bigazzi
e Alfredo Cerruti. Il primo album del 1973 si intitola
TROIA: "Elena, un solo nome tu hai: E’
troia, la mia città..." che conteneva
anche oltre a 38 luglio anche "il silenzio"
(tre minuti di "blank") e "la
risata triste" (tre minuti di risate tristi,
ascoltare per credere...). Dopo Troia, vennero
PALLE nel 1974, POMPA nel 1977, VACCA nel 1978,
CAPPELLE nel 1979, TROMBA nel 1980 e molti altri.
In Pompa c’era la famosa BERTA:
"Pronto , casa Ambrosetti? C’è
la sua figlia Rosanna? SI? Me la fa scendere giù
che le devo dire una cosa a quella troia?"
il seguito è assolutamente irriferibile.
Quando la misi sul piatto di Radio Nuova Musica
nel 1977 ci furono ondate di telefonate di protesta,
tant’è che quasi mi vollero cacciare
dalla Radio (e dire che in quella emittente Danilo
Maddalon e Flavio Ciani non erano propriamente dei
puritani...) Anche "Torna Pierpaolo"
in Cappelle è assolutamente irriferibile
e purtroppo censurabile dall’inizio alla fine,
ma se ne avete voglia andatevelo ad ascoltare da
qualche parte se avrete la fortuna di trovarlo.
Io avevo all’epoca tutta la collezione degli
Squallor, e Luca Urizio mi chiese ripetutamente
di farne una copia su cassette in modo tale da poterle
ascoltare nel corso delle nostre lunghissime trasferte,
e così infatti feci....
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