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Amarcord - 73^ puntata

Finalmente anche Luca è comparso e lo salutiamo con piacere (la puntata n. 69 ha dato i suoi esiti...).
Concordo con lui che sono stati anni di bella amicizia, e aggiungo anche che se abbiamo fatto quello che abbiamo fatto si deve, oltre alla "forza pongistica" indiscussa di Luca e degli altri, anche a questo forte legame che ci ha subito uniti, per cui ad esempio le trasferte erano come delle gite scolastiche dove ci si divertiva quasi sempre parecchio, e anche qualche birichinata più o meno innocente commessa qua e là era sempre consentita...

Comunque sia avevamo proprio bisogno dell'aiuto di Luca per cercare di completare la nostra storia in questi anni dove lui è ora indiscusso protagonista e i miei ricordi vacillano.

Nel caso del film di Tinto Brass evidentemente ho toppato (in senso non pongistico) di brutto l'anno.
Ci resta però il dubbio, caro Luca, di come mai tu e Bojan Pavic siate tornati in albergo da soli...ma forse è meglio lasciar perdere , la puntata 69 è passata e rischiamo la censura di Andrea.
E poi sulla Sicilia avremo ben modo di parlarne più oltre.

Eravamo rimasti al CEFALO: ciò che successe in quel sabato pomeriggio di fine 1986 o forse inizio 1987.
L'incontro con la Banca Popolare di Marostica sarebbe iniziato alle 17.00 al campo centrale dell'Ex Fiera.
Verso le 16.00 fervevano i preparativi: la sistemazione del tavolo e delle transenne, dei segnapunti, delle panchine, si faceva un po' di musica, eccetera.
Vi avevo già detto che sulla palestra centrale l'illuminazione era arricchita da una potente lampada alogena che veniva montata di volta in volta all'altezza del centro del tavolo per mezzo di cavi d'acciaio che venivano tesi da una parte all'altra del ballatoio che sormonta il campo.
Ciò era stato imposto dal triestino Ervino Cossetto in qualità di commissario omologatore degli impianti in regione, diceva che le altre lampade non erano sufficienti.

Non ricordo chi fu... a commettere lo sciagurato gesto di mollare il cavo.... Probabilmente eravamo io, Renato Borin, Gianni Antonelli, ma forse anche altri (Vianello, Della Corte ?).

Sta di fatto che accadde l'irreparabile.
La lampada alogena (bella, spigolosa e...pesantina) cadde di colpo al piano sottostante, proprio sulla capoccia di Mile Matijevic che si stava riscaldando al tavolo. Mile stranamente non esplose nei suoi soliti anatemi in serbo-croato, ma si portò la mano al capo da cui sanguinava abbondantemente.
Chiamammo l'ambulanza, e Mile fu portato in ospedale dove rimase per un bel po' e dove ricevette anche alcuni punti di sutura.

Per la cronaca fu la seconda volta che un pongista pordenonese versò il proprio sangue sull'altare del tavolo verde...dopo Elio Riccio nel 1974 (fatto che ebbe strascichi non di poco conto che i fedeli lettori delle prime puntate si ricorderanno...).

Ma non era finita lì: l'incontro doveva comunque iniziare e mancava il terzo uomo.
Tutti gli altri (Antonelli e soci) si rifiutarono perché stavano disputando la serie C (se non sbaglio la seconda squadra era stata promossa l'anno prima) e se gareggiavano in B1 poi non potevano tornare in C, e così indovinate chi fu costretto contro la sua volontà a scendere in campo a fare una autentica figuraccia contro i vicentini Lesca, Renso e Mocellin?

Purtroppo fui io, e così dovetti immolarmi al sacrificio contro avversari largamente al di là della mia portata.
Meno male che c'erano Luca e Davide che i 5 punti li portarono a casa e – salvo errori – riuscimmo a vincere ugualmente... 5-3 o forse 5-4.

E così le giornate passavano e le vittorie aumentavano.
Anche se non ho riferimenti precisi, abbiamo vinto la gran parte degli incontri disputati in quell'anno.

Quella che all'inizio era una pazzia, cioè la quarta promozione consecutiva, stava acquistando concretezza: una pazza idea, un pensiero stupendo, un paradiso...


Nicoletta Strambelli, alias Patty Pravo, veneziana, cantava proprio così: iniziò nel lontano 1966 con "ragazzo triste" (Davide?) , nel 1968 la famosa "bambola" (tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola) dedicata a tutti i puntinatari... , nel 1969 "il paradiso", nel 1970 a Sanremo "la spada nel cuore" con Little Tony, la "pazza idea" nel 1973, e "pensiero stupendo" nel 1978. Cantò anche "i giardini di Kensigton" , trasposizione italiana della famosa " Walk on the wild side" di Lou Reed.

Patty-Nicoletta era una autentica trasgressiva e per questo mi piaceva: fu anche arrestata e portata nel carcere di Rebibbia a Roma, ed ebbe anche il coraggio di posare nuda nelle riviste per soli uomini (me la ricordo in posa con due aitanti maschioni e lei era in mezzo ...) e cantava:

"Pazza idea di far l'amore con lui

Pensando di stare ancora insieme a te!

Folle folle folle idea di averti qui

Mentre chiudo gli occhi e sono tua...."!





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