Welcome to !
Torna alla home page di Tennistavolo San GiorgioFormazione C1 nazionale, Tennistavolo San MarcoFormazione C2 regionale, Tennistavolo San GiorgioFormazione C femminile regionale, Tennistavolo San GiorgioD2Tutto su tornei csi e fitet, provinciali, regionali e nazionali


Amarcord - 70^ puntata

Stavamo parlando del terzetto Infantolino – Urizio – Matijevic che disputò la Serie B1 1986-1987.
Molti mi hanno rimproverato in quella occasione ed anche in seguito che la prima squadra aveva perso il collegamento con la realtà locale, poiché il terzetto titolare era composto da tre "non pordenonesi".
Mi pare però, visto con il senno di poi, che forse eravamo degli antesignani.
Guardate oggi cosa succede ad esempio nel calcio di serie A, dove l'Inter è arrivata a schierare 11 stranieri 11, o nel basket di A1 e A2 , dove ormai gli italiani sono una sparuta minoranza.
A me è sempre stato abbastanza chiaro che laddove il livello cresce ed aumentano contemporaneamente le esigenze tecniche da una parte e le esigenze di spesa dall'altra, occorre creare una catena virtuosa che coinvolga: pubblico - giornali - radio Tv – sponsor.
Il difficile è farlo nel ping-pong, sport come ben sappiamo molto povero e ancor oggi bistrattato nell'opinione pubblica generale.
Ecco dunque che la presenza di tre giocatori di adeguato livello rappresentava la premessa per avere: a) un buon livello tecnico;
b) un buon livello di spettacolo, e quindi
c) un interesse da parte del pubblico e dei media, e quindi
d) sponsor che potessero ripagare delle spese.
Aggiungo anche:
e) effetto trainante sul vivaio dei giovani virgulti.
Posso anche dire che questa catena ha funzionato abbastanza: l'interesse c'era, ed era dimostrato dalla gente che veniva e dai titoli sui giornali.
Le note meno liete venivano dallo sponsor; la ISE COSTRUZIONI che ci aveva in parte sovvenzionato l'annata precedente; infatti per il 1986-87 ci mandò a dire che non aveva più soldini da darci (pare che questa azienda fallirà qualche anno dopo...)e così eravamo di nuovo...in braghe di tela.
Per quanto riguarda il vivaio dei giovani virgulti...devo ammettere in sincerità che fu un fiasco, perché non ricordo giocatori pordenonesi forti nati in quegli anni dopo Claudio Romano.

Ci salvò per la seconda volta il nostro amico Gerardo Ciriani, che tra le sue molte amicizie aveva anche qualche santo nel paradiso Zanussi che doveva ancora fondersi nella svedese Electrolux.

Un bel giorno di quell'estate dunque fui chiamato da un personaggio importante di quel mondo che mi disse con disinvoltura che potevamo emettere una fattura per sponsorizzazione pubblicitaria per una bella sommetta di vecchie lire + IVA.
Che fu come acqua da bere per un assetato in mezzo al deserto, perché la stagione precedente tanto per cambiare si era conclusa in profondo rosso (quasi come il film di Dario Argento) nonostante l'apporto dell'ISE, e la nuova stagione di B1 si annunciava molto più costosa delle precedenti per molti evidenti motivi.

Fu simpatico che quando io chiesi che nome dovevamo mettere accanto al nostro o quantomeno sulle maglie, mi risposero che non lo volevano assolutamente, perché se si sapeva troppo in giro che loro "sganciavano" avrebbero avuto un'indesiderata processione alla porta...
Non era in altre parole proprio il tipo di sponsorizzazione che mi sarebbe piaciuta, ma ragazzi miei, vale sempre l'antica massima secondo cui "pecunia non olet" e quindi portammo a casa i quattrini, e ne fummo anche discretamente contenti.


Un'altra cosa che va detta è che, anche volendo, non avevamo più molta scelta per affiancare i tre titolari con altri.
Gigi, se non sbaglio, se ne tornò in giro per l'Italia da qualche parte (Cuneo? Gigi conferma se puoi), Antonelli si stava decisamente slegando dalla società e il suo posto di mio aiutante nella gestione della società fu preso un po' alla volta da Renato Borin, ex San Lorenzo, e superappassionato (ora da qualche anno, esauriti i nostri fasti, Renato sta collaborando con il Duomofolgore Treviso).

Gli altri, con loro buona pace, tipo Alberto Vianello, erano troppo inadeguati per una B1.

E poi ricordo che eravamo reduci da tre campionati d'avanguardia culminati da tre promozioni consecutive.

Come si poteva sporcare questo invadibile curriculum con una stagione scialba?
Ora forse avrete capito che quel sassolino che era stato lanciato tre anni prima partendo da Gigi, Alberto, Stivi e Fratacchioli si era via via ingrossato ed aveva assunto i connotati di un'autentica valanga che si faceva fatica a fermare anche se avessimo voluto farlo.
Sui giornali qualcuno scrisse già che eravamo a caccia della quarta promozione quando il campionato doveva ancora iniziare e la strada (lunga strada...) era tutta da percorrere.


"Andava a piedi nudi per la strada

Mi vide come un'ombra e mi seguì

Col viso in alto di chi il mondo sfida

E tiene in piedi un uomo con un si"


Beh, è vero che la strada era lunga e che tenevamo il viso alto di chi il mondo sfida, solo che per fortuna non eravamo a piedi nudi.
Io avevo la mia fedele Opel Kadett 1600 diesel (non turbo) che fece in quella stagione stragi di kilometri, anche se qualche volte andammo in trasferta con la Alfa di Luca che aveva un piedino...decisamente poco leggero sul pedale del gas; ricordo di aver visto il suo tachimetro una volta sui 240 in autostrada, e meno male che non c'erano ancora né autovelox né punti da perdere sulla patente...

La strofetta precedente invece sicuramente l'avete riconosciuta: è "Anima mia" dei Cugini di Campagna.
Parlando di finte checche, dopo Renato Zero non potevamo dimenticarci di loro: la prima voce solista si chiamava Flavio Paulin, che nel 1977 lasciò il posto ad un suo simile, il biondastro Nick Luciani che ancor oggi ci delizia ogni tanto con il suo "falsetto"; qualcuno dice che quella voce deriva dalla mancanza di attributi maschili, ma anche questo non è mai stato confermato...
Anche i Cugini, pur facendo canzoni ignobili, sono dei quasi coscritti: Anima Mia è del 1973, seguirono altre porcherie quali "Un'altra donna" nel 1974, "Tu sei tu" nel 1977 e "Dentro l'anima" nel 1978, più tante altre quasi sconosciute, e meglio così...





torna all'archivio amarcord

torna agli articoli del mese





Sito web della Polisportiva San Giorgio - settore Tennistavolo
Disclaimer - privacy
I contenuti presenti nel sito web sono stati realizzati da tennistavolosangiorgio.it

Dovessero tuttavia essere presenti contenuti appartenenti a terzi,
si prega di avvertire l'amministratore del sito web
all'indirizzo di posta elettronica info@tennistavolosangiorgio.it