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Amarcord - 68^ puntata

Pensavate di avermi perso? Spiacente, ma sono ancora qui a rompervi le scatole dopo una pausa di riflessione e di "brainstorming" (termine un po' sofisticato che vorrebbe significare più o meno "mettere il cervello in movimento" ) e nuovamente alle prese con la nostra storia solo e senza "aiuti" (nessuno si è fatto vivo, purtroppo) giunta all'estate del 1986.
Vi ho già narrato circa 15 anni di ping pong pordenonese, dal 1971 al 1986 e vi ho fatto anche un po' di colonna sonora di quegli anni, sperando che la cosa non vi sia dispiaciuta.

"Faccio in fretta un altro inventario

Smonta la baracca e via!

Cambio zona, itinerario, il mio indirizzo è la follia!"

"Lui chi è?"

Ma naturalmente Renato Fiacchini, meglio noto come Renato Zero, da "Mi vendo" del 1977, ma ne riparleremo più avanti.

Ecco invece, cambiata zona e itinerario, il nuovo inventario di ricordi che il faticoso brainstorming mi ha fornito in relazione all'annata 1986-1987, la prima volta in assoluto che una squadra pordenonese disputasse la serie B1, prima società della regione, finalmente saliti sul tetto dopo tanti anni:

  1. Luca Urizio e gli altri
  2. Lo sponsor
  3. La palestra
  4. Gli avversari
  5. Due episodi ("pesci") rimasti nella rete

Eravamo dunque rimasti alle celebrazioni della promozione dalla B2 alla B1 con quella intervista sul giornale che avevo riprodotto integralmente nella puntata scorsa con il Consigliere regionale Ciriani, che oltre ad essere un politico di razza, era fortunatamente anche un amico sia di Zanelli che di mio papà, e ci diede una mano più di qualche volta.
In quella occasione ci fu anche una festicciola – di solito si organizzava un pranzo di fine stagione, probabilmente alla "Scimmia" di Roraipiccolo, e si diede in giro un piccolo souvenir, che in quella occasione fu un quadretto con l'incisione delle nostre gesta Stagione 1985-1986 Edera ISE COSTRUZIONI 1a in serie B2 promossa in serie B1.

Non vi avevo mai detto in precedenza che il mio rifornitore di coppe, targhe, incisioni e souvenir vari era Paolo Zambon, titolare della omonima gioielleria di Piazza Colonna, che poi aprì anche in Viale Martelli, un po' dopo l'Ottica San Marco di Ennio Bellavitis.
Paolo Zambon era un ottimo incisore e ci confezionò nel tempo una moltitudine di coppe, targhe, medaglie ecc. per le premiazioni dei vari tornei e per cerimonie di vario tipo.
Paolo Zambon era in perenne ritardo sulle date di consegna, e dovevo sempre sollecitargli i lavori, ma era anche molto bravo, e mi faceva piangendo un po'...qualche sconto.

Dunque iniziamo parlando di Luca Urizio. Come venne Luca a Pordenone? Stavolta il gancio fu evidentemente l'amico Paolo Laera suo amico e compagno di squadra alla Lega Nazionale di Gorizia dove Luca era cresciuto. Paolo aveva parlato a Luca molto bene di noi e della bella stagione passata insieme. Luca aveva giocato a Padova, e probabilmente era giunto al capolinea di quella storia. Sta di fatto, che, proprio come gli altri in precedenza, il "matrimonio" si fece in due e due quattro.

Luca Urizio è stato, penso senza ombra di smentita, il più forte giocatore italiano che Pordenone abbia mai avuto in tutti questi anni. Non era perfettamente impostato , ma possedeva un fisico da paura. Luca con quell fisico avrebbe sfondato in molti altri sport oltre al ping pong.
Ma oltre che potente era eclettico, e questa era la sua caratteristica che piaceva da morire a chi lo vedeva giocare: alternava attacchi devastanti a difese al limite dell'impossibile; enorme sensibilità di palla, e grande intelligenza di gioco. Una volta scrissi che Fabio Brunetta (uno dei nostri pionieri del 1971) aveva in piccolo le sue caratteristiche.
Erano ambedue dei "talentuosi", giocatori istintivi e dunque spesso anche imprevedibili e forti anche per quello.
Proprio l'opposto di Davide Infantolino che faceva invece della corretta impostazione dei colpi e del blocco al tavolo i suoi punti di forza.

Dunque cari amici parte la B1 a settembre 1986 con il terzetto titolare Urizio - Infantolino - Matijevic.

Mile arriva così al suo terzo anno a Pordenone, ma inizierà stavolta a "soffrire" ben più dei precedenti anni.
Scoprimmo infatti ben presto che la B1 era tutt'altra cosa rispetto alla B2, sia per il valore delle squadre, sia per le distanze da percorrere...




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