Ancora un successo, e fanno dieci, per il tennistavolo
pordenonese targato ISE in serie B2.
Il 1 febbraio
1986 infatti tocca alla Lega Nazionale di Gorizia
venire all'Ex Fiera e prenderle di santa ragione.
Davide Infantolino fa tre punti e due Mile Matijevic
e Lega Nazionale se ne torna a casa in riva all'Isonzo
a meditare.
I goriziani sono di nuovo Shuster, Petronio
e Petagna come all'andata.
E come all'andata
le beccano sonoramente.
Il solo Shuster ha fatto
qualche punto in più ma con un gioco "di
contenimento, molto poco spettacolare" dicono
le cronache.
Nulla da fare però per Gigi
che cede i 2 punti , nettamente con Shuster (21-11,21-6)
mentre se la gioca un po' meglio con Petronio
(21-19,21-13).
Classifica: Edera ISE punti 20, a
punteggio pieno.
Surgelati Arena Verona punti 14,
Rovereto e Marlengo punti 12.
In Serie D Edera vincitrice per 5-1 sulla Quiriniana
Udine e San Lorenzo idem sul Latisana.
Il San Lorenzo
è ancora imbattuto.
I playoffs per salire in serie C si avvicinano.
Quarta di ritorno: Edera ISE impegnata a Porto
Marghera.
"Se dovesse vincere e il Verona perdere, per
i pordenonesi si tratterebbe della matematica promozione
in B1 con tre giornate di anticipo".
Così recitava il Gazzettino
del 8 febbraio.
Un rullo di tamburi...per favore!!! Che l'Edera
battesse il Porto Marghera era dato per facile.
E facile è stato, anche se comunque si è
trattato di un 5-2 con l'esordio stagionale
di Gianni Antonelli che cede i 2 punti.
Quello che
nessuno avrebbe pensato alla vigilia invece accadde:
la Lega Nazionale Gorizia scioglie i Surgelati Arena
di Verona con un inopinato 5-0.
E qui, cari amici devo sottolineare un evento storico
che non si era mai verificato e mai più si
verificherà in futuro, anche quando odoreremo
i profumi di A2 e A1 negli anni successivi.
Un quotidiano, per la precisione IL GIORNALE DI
PORDENONE che in pratica era una costola del Piccolo
di Trieste e che all'epoca aveva avuto un
discreto successo, arrivò in quella occasione
a dedicarci un titolo a nove colonne: " TENNISTAVOLO:
L'ISE E' PROMOSSA IN SERIE B1"
con un sottotitolo a cinque colonne: "Con
un anticipo di tre giornata arriva la matematica
certezza".
Praticamente era un titolo da calcio
o da pallacanestro dei tempi migliori.
Tengo il ritaglio di giornale ovviamente come una
delle tante preziose reliquie... dagli stemmi ricamati
a mano della san Marco del 1971 in poi...
Tirare in ballo i Queen con "We are the champions"
sarebbe troppo facile e scontato (lo fanno oramai
tutti quelli che vincono qualcosa, anche la coppa
del nonno...).
E poi, diciamolo, i Queen ne hanno
fatte anche tante di migliori, ad esempio..."We
will rock you", "Another one Bites the
dust", "Play the game", "Radio
GA GA" e naturalmente la mitica "Somebody
to love" del 1976...
"Can anybody find
me somebody to love" ripeteva la immensa voce
di Freddy Mercury.
A proposito, lo sapevate che
il "love" citato da Freddy era un po'
particolare: anche Freddy Mercury infatti era un
gay convinto, tanto che girò un videoclip
che vidi una volta con tutti i componenti dei Queen
travestiti stavolta non da marinai come i Village
People, ma proprio da donne dalla testa a i piedi.
E inevitabilmente Freddy poi pagò il prezzo
delle sue trasgressioni lasciandoci le cuoia per
AIDS nel 1991...
Torniamo ai nostri festeggiamenti . Otto punti
di vantaggio in classifica a tre giornate dal termine,
terza promozione consecutiva: questi sono i dati
di fatto, le chiacchiere le lasciamo agli altri.
E c'era ancora l'imbattibilità
stagionale (questa però se ne andrà
alla sesta di ritorno con l'Azzurra Gorizia
ma su questo episodio torneremo la prossima volta,
e d'altra parte si sa che... la verginità
è fatta solo per perderla...).
Tornando all'incontro
con il Porto Marghera, le cronache raccontano di
Antonelli che perse ma che giocò molto efficacemente
andando vicino al punto, pur con il suo gioco sgraziato.
Tutti i giornali spendono incensi su Mile Matijevic
e "Davidone Infantolato" – è
vero che la promozione in B1 è stato ovviamente
in gran parte per merito loro.
Ma è vero
che anche tutti gli altri contribuirono, ognuno
a suo modo: Mario Agarinis, Paolo Laera, Gigi Supergigi,
o meglio Gigi Remigi, e anche Gianni Antonelli.
E anche il tecnico in panchina che era ancora (per
l'ultimo anno) Walter Rossitto, e qualcuno
si è ricordato di citare, alla stregua della
tennistica Coppa Davis, anche il capitano non-giocatore
di nome Paolo Bettuzzi, che molti anni dopo diventerà
solo... un pescatore di ricordi...
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