Tornando un attimo alla puntata precedente qualcuno
mi potrebbe giustamente far notare una evidente
contraddizione quando prima ho parlato dell'affetto
con cui ricordo la genesi del ping pong pordenonese
all'Oratorio Don Bosco tra il 1968 e il 1971,
e dopo ho parlato di tanica di benzina (e ringrazio
anche Andrea per la leggera edulcorazione aggiunta).
Che ci volete fare, i sentimenti di amore e di odio
talvolta coincidono, gli opposti si toccano.
Lo
sapeva anche il signor Umberto Tozzi che nel 1977
se ne uscì con una melensa canzonetta dal
titolo "Ti amo" che faceva:
"Ti odio e ti amo
È una farfalla che muore sbattendo le ali
L'amore che a letto si fa
Prendimi l'altra metà"
Quella canzone, che ebbe un incredibile successo,
conteneva anche un autentico campionario di imbecillità,
tra le altre:
"Dammi il tuo vino leggero che hai fatto
quando non c'ero" e
"Fammi abbracciare una donna che stira cantando"
Quando la diffondemmo da Radio Nuova Musica suscitammo
altre telefonate di protesta, perché gli
ascoltatori di quella Radio erano abituati a ben
altra roba (punk-rock - jazz-rock - hard-rock, heavvy metal ecc.) e non sopportarono
simili scemenze.
Tanto per completare aggiungerò che Umberto
Tozzi iniziò nel 1976 con "Donna amante
mia" e fece poi parecchie altre canzonacce
oltre a "Ti amo".
Però la sua
"Gloria" nel 1979 fu ripresa da Laura
Branigan e divenne la n. 1 nelle classifiche USA.
Tanto per non smentire la tradizione di Lucio Dalla,
De Gregori, Ron e Village People, anche Umberto
Tozzi fece la sua finocchiata con "Gente di
mare" in coppia con Raf nel 1987:
"Gente di mare che se ne va
Dove gli pare, dove non sa"
Nello stesso anno si presentò a Sanremo
vincendo con Morandi e Ruggeri con "Si può
dare di più".
Questa canzone si presta
a molte interpretazioni, ma in campo pongistico
è quasi sempre valida: hai perso, potevi
dare sicuramente di più...
Scusandomi per la nuova digressione canora, a cui
spero abbiate fatto il callo, torno al Campionato
di B2 1985-86.
Al quarto turno l'Edera fa
poker di vittorie: a Porto Marghera si espugna il
campo veneto con un secco 0-5. Qui fa il suo esordio
stagionale Mario Agarinis.
Per Ingiostro, Bullo
e Zorzet contro Mario, Mile e Davide è notte
fonda.
Particolarmente ispirato Mario che rifila
un 21-8 21-8 al blasonato Ingiostro.
Però c'è un'altra squadra che continua
a vincere oltre all'Edera.
Si tratta dei Surgelati
Arena Verona (che in pratica, tolto lo sponsor,
è la San Marco Verona di Giulio Recchia);
scontro tra le due capoclassifica al quinto turno.
In serie D il San Lorenzo batte la Quiriniana Udine
(dove dovrebbero esserci ancora Gianni Franzolini
e Franco Princisgh retrocessi dalla C) per 5-3.
Ed eccoci al match-clou disputatosi a Verona il
9 novembre 1985 con l'esordio di Paolo Laera.
L'incontro è stato molto combattuto
e durò oltre tre ore.
Matijevic - Dalla
Valle 21-7, 21-11.
Dolce - Laera 21-15, 21-11.
Infantolino
- Ghezzer 21-18, 9-21, 21-12.
Dolce -
Matijevic 21-17, 10-21, 21-14.
Si, avete capito bene. Ecco quando Mile perse
da Dolce chiamato poi con disprezzo "quello sweet
man, glie la farò vedere io al ritorno".
Infantolino - Della Valle 21-14, 21-14.
Laera
- Ghezzer 21-13, 21-17.
Infantolino -
Dolce 21-15, 18-21, 21-17.
Dunque tre punti per
Davidone e uno solo per Mile e Paolo. In classifica
Edera ancora imbattuta a 10 punti su 5 gare, seguono
tutte le altre.
Dopo cinque incontri dunque i nostri avevano già
fatto capire, esattamente come lo scorso anno in
C, che erano i più forti.
L'entusiasmo
era alle stelle.
La gente agli incontri casalinghi
alla Ex Fiera era sempre di più (dovevo sempre
aggiungere nuove sedie...e non bastavano mai
in quella minuscola palestra).
I giornali ci dedicavano
ampio spazio attratti da questa squadra che per
il terzo anno consecutivo continuava a vincere dando
anche un bellissimo spettacolo.
In realtà
mancava ancora un bel pezzo di strada da lì
alla fine del campionato... e i sogni di Gloria
(come avrebbero detto Umberto Tozzi e Laura Branigan)
erano ancora lontani...
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