E' già da qualche puntata che ci stiamo
baloccando sull'estate 1985 quando, finita
vittoriosamente la serie C eravamo in procinto di
iniziare l'avventura in B2 sotto le insegne
dell'Edera ISE COSTRUZIONI, prima avventura
del genere mai successa in provincia di Pordenone.
Dunque è giunto il fatidico momento di presentare
Davide Infantolino.
Davide, triestino doc, ancora
piuttosto giovane (18 anni) aveva disputato le ultime
stagioni in B1 e B2 ad Udine con i Rangers insieme
a Saltarini, Cecchini e Frediani.
Non saprei dire
il motivo, ma Davide aveva già maturato l'idea
di cambiare aria da Udine, e quando ci fu il primo
abboccamento con lui, i giochi erano già
praticamente fatti.
Il gancio che ci portò
da lui fu il solito Mario Agarinis. I più
attenti lettori ricorderanno che Mario e Davide
avevano da poco disputato insieme e vinto il campionato
regionale nel Doppio Assoluto.
Su Davide si potrebbero spendere "fiumi di
parole" come cantavano gli sconosciuti Jalisse
vincendo inaspettatamente a Sanremo nel 1990.
Davide è uno di quei pochi giocatori che
aveva, ma è meglio dire "ha" visto
che è ancora molto attivo, il ping pong nel
sangue. Dotato di un fisico non certo irresistibile,
aveva il suo punto forte nella corretta impostazione
dei colpi, nel gioco di blocco e in un rovescio
che dire mortifero è poco. Era senza dubbio
alcuno il più forte giocatore che Pordenone
avesse mai avuto, meno atletico di Mile, ma più
efficace nei colpi.
Caratterialmente era tutt'un
altro discorso. Quanto era bravo e spavaldo nel
gioco Davide era timido, insicuro ed introverso
nel privato.
Legatissimo ai genitori, che chiamava
sempre, aveva trovato un altro padre putativo in
Ubaldo Romano (papà di Claudio) che lo invitò
spessissimo a casa ospitandolo a pranzo, cena e
a pernottare.
Anche con me si formò subito
un bel legame di amicizia che durò per molto
tempo (ora però è un po' che
non lo sento).
Ben presto divenne parte integrante
della squadra, e per parecchi anni fu anche la nostra
bandiera che ci accompagnò nelle trasferte
più insidiose e contro gli avversari più
feroci fino ad arrivare più tardi al culmine
della serie A1 e della Coppa Europea ETTU Nancy
Evans (ma di questo avremo ben modo di riparlarne).
Per ora limitiamoci a Davide in B2 che ben presto
conobbe Mile Matijevic e gli altri che erano Agarinis,
Pittini, Antonelli e Vianello. Avevo già
detto che in quell'anno ci lasciarono Stivi
Manfrin e frà Piero Fratacchioli mai più
rivisti ( almeno per ora...).
A completare la squadra
c'erano anche Maurizio Miceli, Giorgio Zanni
e tale Jean Jacques Mezzarobba, che a dispetto del
nome non era francese ma un italiano figlio di emigranti
(di lui le cronache non ricordano molto...).
C'era un'altra piacevole novità
in arrivo: il buon Gigi nel suo eremo lavorativo
a Predazzo in mezzo alle nevi dell'Alto Adige
aveva conosciuto un altro valente finanziere pongista,
un goriziano cresciuto nella Lega Nazionale di nome
Paolo Laera, e lo aveva convinto a tesserarsi con
noi per darci una mano, visto che lui era ancora
incasinato con il lavoro. Paolo, per la cronaca,
era già discretamente famoso in regione per
aver disputato alcuni campionati di C e B2 alla
Lega Nazionale con il suo amico Luca Urizio.
In
quelle stagioni a Gorizia la Lega, grazie ai due,
aveva sorpassato in valore i concittadini dell'Azzurra
Coceani, Leghissa e soci.
La B2 dunque si annuncia con le seguenti squadre
alla partenza del 5 ottobre 1985: Edera ISE, Rosmini
Rovereto, Azzurra Gorizia, Surgelati Arena Verona,
Montedison Porto Marghera, Cassa Rurale Villazzano,
Marlin Marengo e Lega Nazionale Gorizia.
Ora una breve pausa e poi andremo a vedere come
è andata...
Per concludere la puntata volevo scusarmi perché
mi sono accorto di avere un po' esagerato
in stupidaggini scrivendo di Lucio Dalla (comunque
quella della barca Catarro con il letto rosa a forma
di cuore è assolutamente vera).
Che ci volete fare...sono venute così...
Il mio mestiere in questa faccenda è un po'
quello del pescatore: butto le reti e pesco...ricordi.
A volte vengono su anche pesci che non si volevano
pescare, a volte anche scarpe vecchie... ma che
a volte con una lucidatina possono fare ancora la
loro discreta figura...
"Getta le tue reti, buona pesca ci sarà
E canta le tue canzoni, che burrasca calmerà
Pesca, forza, tira pescatore, Pesca e non ti fermare
Poco pesce nella rete, lunghi giorni in mezzo al
mare
Mare che non ti ha mai dato tanto, mare che fa
bestemmiare
Quando la sua furia diventa grande e la sua onda
è un gigante..."
Era il compianto Pierangelo Bertoli che iniziò
già malato di poliomielite nel 1973 con "Rosso
colore dell'anima" , fece tra gli altri
il famoso "Eppure soffia" nel 1976 (con
"il pescatore") e che nel luglio 1981
venne a Pordenone a cantare le sue canzoni in un
memorabile concerto organizzato anche da me. Anche
lui fece un'apparizione a Sanremo nel 1991
(l'anno dopo dei Jalisse sopra citati) con
"Spunta la luna dal monte" con i sardi
Tazenda: era forse questa la nostra storia, alla
ricerca della luna?
"Tra volti di pietra, tra strade di fango,
cercando la luna cercando
Danzandoti nella mente, sfiorando tutta la gente,
a volte sciogliendosi in pianto..."
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