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Amarcord - 54^ puntata


La volta scorsa abbiamo ricordato Franco Princisgh, ma prossimamente parleremo anche del novello sposo udinese Gianni Franzolini, storico compagno di doppio di Franco ma anche mio personale compagno di doppio nell'attività interbancaria che io e Gianni facemmo anche abbastanza intensamente dal 1984 in poi sotto le insegne della Banca del Friuli e che ci diede anche qualche discreta soddisfazione a livello nazionale.

Altra notizia di fine 1984: per la prima volta nella storia del t.t. pordenonese un giocatore si aggiudica un Torneo Nazionale: è successo a Mile Matijevic al Torneo nazionale di terza categoria a Padova, e vi assicuro, perché l'ho visto, che non si trattò di una passeggiata, ma di incontri tutti molto tirati e sofferti, tipici delle "battaglie" che faceva Mile quasi sempre.

Dunque il soldato Mile, allora assolutamente sconosciuto in Italia, fece fuori nello stupore generale nell'ordine: Sbrissa del Castelfranco, Beggio del Padova, Cianci di Siracusa, Gubellini del Modena, Margutti della Fortitudo Bologna, Sturani del Bologna anche lui, e in finale Pezzi del Cus Firenze.
C'era anche Bertolotti che arrivò ai quarti di finale, e le cronache dell'epoca dicono che a Padova ci andarono anche Vianello e Fratacchioli, forse alla sua ultima gara prima di sparire (mi viene ora un sospetto, che fosse andato per l'occasione in pellegrinaggio dal Santo, e da lì convertito in monaco e rinchiuso poi in un monastero? Frà Fratacchioli suonerebbe bene, e bene me lo immagino anche con un saio al posto della tuta...).
E Piero passò anche un turno contro un tale veneziano di nome Lovigi, mentre Alberto perse subito.

Un altro aneddoto che vale la pena di ricordare: in quella stagione si giocava la serie C nella Palestra laterale dell'Ex Fiera, meglio nota come palestra piccola.
Era piccola ma sinceramente a me non dispiaceva, aveva un che di intimo. Le sedie non bastavano mai perché la gente che veniva a vedere gli incontri era sempre più numerosa, attratta da Mile ma anche dagli altri, e dal fatto che questa squadra che vinceva sempre si era fatta un certo nome anche sui giornali.
Aggiungo anche che il gioco di Mile era abbastanza spettacolare da vedere, con i suoi muscoli sempre tesi, con i suoi rumorosi grugniti di approvazione o di incazzatura in serbo-croato, e per il fatto che con lui gli scambi duravano parecchio, perché come vi ho già detto gli mancava il colpo potente per chiudere presto il punto.
In altre parole era un po' l'antitesi del gioco cinese, e alla gente tutto ciò piaceva.
Avevamo dunque parecchie decine di spettatori, probabilmente arrivammo vicini al centinaio. La palestra aveva però il neo della poca illuminazione.
Così grazie ad un blitz presso il Comune di Pordenone, riuscimmo a farci mettere una lampada alogena ad alta luminosità in mezzo. Però questa doveva essere fatta scendere dal soffitto ogni volta per mezzo di un complicato meccanismo che si azionava con una lunghissima asta metallica con un gancio in cima (tipo quelli che si usano per le tenda da sole).

Per cui ogni volta eravamo molto fantozzianamente alla prese con questa lunghissima asta nel tentativo di centrare il gancio per far scendere la lampada, e questo era spesso un po' complicato... e piuttosto comico da vedere...



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