Mamma mia, vi giuro che quando ho iniziato questa
cosa qualche mese fa mai più avrei pensato
di scrivere 50 puntate, e men che meno avrei pensato
che alla cinquantesima eravamo ancora lontani dalla
meta. Sarà che quando si batte 50 ci si guarda
indietro e si scopre di colpo con sgomento il tempo
passato? Ogni riferimento a fatti e persone note
è come sempre del tutto casuale, non è
vero..... amici del 1957 ?
Visto che stiamo divagando, vorrei soffermarmi
un attimo su una persona che mi è scivolata
dalla penna (pardon, dalla tastiera) un paio di
puntate fa. Parlando di Mario Puppin fuggiasco e
fedifrago Giudice Arbitro triestino ho citato il
grande Fabrizio De Andrè, grande cantautore
genovese. La canzone si intitolava proprio "Un
giudice" (prima combinazione) e guarda un
po' (seconda combinazione) era proprio del
1971 (anno del nostro big bang), tratta dall'album
"non al denaro non all'amore né
al cielo" . Giuro che non l'avevo fatta
apposta. Il mio riferimento precedente non era al
"ruolo" ma alla "statura",
e a questo punto mi torna in mente l'intera
strofa:
"Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di
statura
Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente
O la curiosità di una ragazza irriverente
Che si avvicina solo per un suo dubbio impertinente:
Vuole scoprir se è vero
Quanto si dice intorno ai nani
Che siano i più forniti della virtù
meno apparente
Fra tutte le virtù la più indece
– e –e – e – eeente...."
Ricordo anche che in occasione del successivo album
"Storia di un impiegato" del 1973 (quello
con "canzone di maggio" e "il
bombarolo" ) De Andrè venne all'Ex
Fiera di Pordenone a cantarlo tutto quanto. Ricordo
che alternava una canzone e un bicchiere di whiskey...
Saltiamo con la nostra macchina del tempo dal 1973
al 1984 e diciamo ancora qualcosa su Mile Matijevic.
Con il suo carattere gagliardo si guadagnò
ben presto la simpatia di tutti (o quasi). Parlava
l'italiano decisamente male e diceva sovente
degli strambolotti che rimarranno celebri quasi
come le canzoni di De Andrè, ad esempio:
"PALINA HA ROTONDA" per dire che poteva
vincere o perdere
"TANTO PALINA SUDO" per dire che sudava
tanto e doveva cambiarsi spesso la maglietta (ne
chiedeva almeno tre o quattro per incontro)
Altre frasi quasi impronunciabili le diceva in
serbo-croato quando si arrabbiava durante gli incontri,
tipo "PICKU MATERINU" che in triestino
equivarrebbe a "VA IN MONA DE TO MARE"
e altre ancor peggio...
A me riservava "POCHI SCIOLDI POCA MUSICA"
che alludeva al fatto che doveva essere foraggiato
con adeguato denaro sonante per giocare bene. A
questo proposito ho dovuto ben presto capire che
la maledizione di Ennio Bellavitis aveva colpito
ancora: ci era capitato tra le mani un altro ebreo
nato sul monte Sinai e cresciuto sulle rive del
mar Morto (che evidentemente non era vicino alla
Palestina ma bensì in Croazia, allora solo
regione della Repubblica socialista federale Yugoslava.)
Prima di ogni altra cosa occorreva saldare i suoi
conti, a cui teneva più di ogni altra cosa.
In quell'anno facemmo il campionato con un
budget di circa 2 milioni di vecchie lire di contributi
vari (regione, comune, Coni, Endas) e il buon Mile
ne prese più di metà per i suoi...
servigi.
Nell'incontro inaugurale all'Ex Fiera
con il Castelfranco vincemmo per 5-2. Ma la sorpresa
di quell'incontro non fu Matijevic e nemmeno
Bertolotti, ma il nostro Alberto Vianello, che si
prese il lusso di far fuori il numero 1 dei padroni
di casa, uno dei più quotati juniores nazionali,
un biondino di nome Luigi Sbrissa. Altri incontri
del primo turno: Guttalin Padova – Duomofolgore
Treviso 5-2, Quiriniana Udine – Kras Sgonico
0-5, Este – Adria 3-5. Prossimo incontro a
Sgonico con il Kras...
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