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Amarcord - 49^ puntata


Continua la tormentata storia dell'estate 1984.

Naturalmente il problema di tesserare Matijevic lo risolsi anche senza l'aiuto del fedifrago e fuggiasco Mario Puppin. Non chiedetemi però come feci, perché proprio non lo ricordo. C'era però un ultimo ostacolo da superare. Un paio di giorni prima dell'ultimo giorno utile bisognava andare a Rijeka da Matijevic a fargli firmare le carte e a ritirare il nulla-osta della Federazione Yugoslava con tanto di stella rossa (e probabilmente c'era anche l'effige di Tito in copertina).

Mia mamma mi guardò sbigottita un mercoledì verso le 19.00 quando le dissi che stavo andando a Rijeka per tesserare un giocatore di ping pong e mi serviva per questo la sua Opel Manta Bianca perché la mia lancia Beta Coupè era ferma dal meccanico (come spesso succedeva a quella macchina) e sperando che la Carta Verde (l'assicurazione internazionale) fosse in ordine. Meno male che mia mamma si era ormai abituata da tempo alle mie mattane. Scrollò ugualmente la testa, ma mi diede le chiavi.

Arrivai a Rijeka verso le 22.00 (che per la Yugoslavia di quella volta era come essere nel deserto del Sahara) quasi puntuale all'appuntamento presso la Stazione Ferroviaria. Lì mi accolsero Mile e un altro suo parente. Dopo aver firmato e consegnato i preziosi documenti, sarei dovuto tornare a casa a notte fonda, ma fui invitato a pernottare a casa della famiglia Matijevic dove mi diedero un giaciglio fino al mattino e verso le 5 o giù di lì ripartii per Udine dove mi aspettava la mia giornata lavorativa. Ma la missione era compiuta. Mi sentivo come un Cavaliere medioevale con il Sacro Graal in mano.

Dunque riuscimmo a completare il tutto in tempo e Mihajlo detto Mile Matijevic divenne ufficialmente il terzo straniero del tennistavolo pordenonese, dopo il pioniere USA Dennis Brown (alias Rocky Roberts) ed il francesino di Lione Marc Charmasson.

C'era però un'altra tegola in arrivo: il buon Gigi era stato convocato presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza, e sarebbe stato via da Pordenone un bel po'. Nonostante una formale richiesta fatta dal Presidente Zanelli in data 27.9.1984 per avere Gigi disponibile nelle date degli incontri di serie C, Gigi non lo vedemmo invece per molto tempo, salvo qualche brevissima comparsa. Con il senno del poi tutto il male non venne per nuocere, perché a Predazzo tra le alpi Gigi conobbe Paolo Laera, finanziere anche lui e forte giocatore goriziano che ci tornerà utile più tardi, ma solo parecchio più tardi. Ma per ora serviva dunque un altro giocatore al posto di Gigi.

La scelta ricadde su quel Andrea Bertolotti, triestino doc, che ci era capitato come avversario pochi mesi prima nelle fila del Sakura Grado. Avevamo il suo indirizzo e telefono ed il gioco fu presto fatto. Il Grado era rimasto in D, ed Andrea accettò subito e di buon grado di venire ad ingrossare la nostra pattuglia a comporre il terzetto base con Matijevic ed Alberto Vianello. Non lo capimmo subito, ma avevamo quasi involontariamente realizzato una corazzata che nella stagione 84-85 sbaragliò letteralmente il campo in serie C e lasciò ben poco spazio ai malcapitati avversari che ci capitavano tra le mani. Il match inaugurale si doveva svolgere a Castelfranco Veneto in settembre contro una signora squadra di nome San Liberale con tali Bazan e Sbrissa che sapevamo essere notevolmente forti ed insidiosi...


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