Ieri sera in palestra ho avuto la piacevole sorpresa
di incontrare due persone che non vedevo da tempo:
Mario Agarinis ed Enrico Mascelloni, entrambi patrimonio
del pongismo udinese e non solo. Enrico mi ha raccontato
che è candidato a diventare il prossimo Presidente
Regionale FITET, e questo mi fa sicuramente piacere,
se vi ricordate quanto scrissi parecchie puntate
fa circa la strenua difesa esercitata da sempre
dai triestini per mantenere la sede del Comitato
regionale a casa loro.
Così Enrico rinverdirà
le gesta di don Sambo del 1976 , 31 anni dopo. Speriamo
solo che le cose non facciano la stessa fine di
quella volta...
Enrico, se non l'avessi
capito, te lo dico a chiare lettere: "stai
attento a chi ti metti vicino!", uomo avvisato
mezzo salvato... Don Sambo fu pugnalato dai
suoi consiglieri fedifraghi, la storia insegna...
Di Mario Agarinis abbiamo già avuto modo
di parlarne fugacemente in varie puntate. Ora però
Mario casca proprio a fagiolo nella nostra storia,
giunta all'estate del 1984. Il perché
lo capirete oltre...
Mario Agarinis praticamente lo conosco da sempre.
E' una di quelle persone che con il ping pong,
per quanto lo conosco, ha sempre avuto un rapporto
viscerale, quasi morboso. Il mio primo ricordo di
lui risale addirittura al 1970, anno in cui si andava
in giro a fare tornei sotto il nome di "Circolo
ENDAS" prima che nascesse la San Marco. Mario
era già là, fisico atletico, buona
impostazione dei colpi, se non ricordo male era
già 3/2 in classifica, che all'epoca
significava guardare buona parte del mondo pongistico
dall'alto al basso. Ai tornei era sicuramente
uno dei primi tra gli udinesi insieme agli Archidiacono
e Piani.
Sapeva attaccare ma all'occorrenza
anche difendere. Raramente non lo si vedeva a qualche
appuntamento. Anche ai Tornei estivi a Lignano Sabbiadoro
del 1972-73-74 (che si disputavano all'aperto
presso i campi di tennis e minigolf, sperando che
non tirasse troppo vento e che il sole non ti accecasse)
Mario difficilmente mancava.
Un anno facemmo il
doppio insieme e mi sembra tanto che arrivammo primi
o secondi.
Con l'andare del tempo la sua fama
si appannò un pochino. Lo ricordo perdere
ad un Torneo regionale verso il 1976 da un suo concittadino,
tale Monfredo.
Mi sembra che Mario all'inizio
fosse tesserato per la "Libertas La Cantina",
poi qualche anno più tardi fondò la
Quiriniana (che prese il suo nome dalla Chiesa di
San Quirino ad Udine, dove giocavano nelle catacombe
situate proprio sotto la Chiesa).
Poi l'ho
perso di vista credo fino al 1982 o giù di
lì. Mario ebbe in quegli anni anche un brutto
incidente stradale da cui né uscì
con qualche affanno.
Quando per motivi di lavoro
mi sono trasferito ad Udine nel 1984 lo vedevo più
spesso, anche perché lui per motivi di lavoro
era appassionato di analisi finanziaria e ci scambiavamo
conoscenze in merito. E poi si finiva per andare
a fare due tiri in catacomba.
Ricordo che lui fu
uno dei primissimi – insieme a Coceani - a
mettere la puntinata lunga, e tra il 1980 e il 1982
(più o meno) ne raccolse i frutti diventando
di botto Seconda categoria e vincendo Tornei a man
bassa. E così andò a fare nientepopodimeno
che la Serie A1 in quel di Bolzano, mi sembra per
un paio di anni. Poi andò anche da altre
parti ma non ricordo proprio dove.
E così Mario conobbe a Bolzano un fortissimo
difensore croato di nome Vidovic, suo compagno di
squadra. Vidovic era un difensore di alta scuola,
che alternava una puntinata lunga e una corta di
nome "Magic".
E un bel giorno, nella
tarda estate del 1984 Mario Agarinis mi prese vicino
e mi diede una soffiata... che cambierà
per l'ennesima volta il corso dei nostri eventi...
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