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Amarcord - 40^ puntata


Prima di riprendere il filo della puntata precedente sui puntini lunghi e su chi li usava, consentitemi una piccola parentesi datata 1974.

Domenica scorsa, passando in bicicletta dalle parti di San Quirino, ho notato che in quella doppia curva che c'è a Sedrano, poco prima della Trattoria Stella, manca un paracarro.
Quel paracarro lo buttai giù io nel febbraio 1974 quando, in sella alla mia vespetta bianca "primavera" stavo andando ad Aviano allo scopo di organizzare il secondo Torneo alla Base NATO, dopo il grande successo avuto nel 1973 e su cui vi ho già raccontato.
Dunque scivolai su una macchia d'olio ed andai a cadere rovinosamente sbattendo con il naso sul paracarro.
Mi raccolse un prete di passaggio con il naso ridotto ad un grumo sanguinolento.
Poi, vennero in mio soccorso Fabio Brunetta e Danilo Michelazzi che mi portarono a casa.

Ad Aviano quel giorno non ci andai, il naso incredibilmente resse alla botta e un po' alla volta tornò normale, ed il secondo torneo al Recreation Center della Base lo facemmo lo stesso un paio di mesi dopo.
Anche questo ebbe una buona partecipazione, anche se inferiore al mitico torneo del 1973.
Si giocò con il sistema della "doppia eliminazione" che andava in voga a quei tempi.
Praticamente non c'erano i gironcini, ma due tabelloni, uno per chi vinceva e uno per chi perdeva la prima volta.
Uno usciva definitivamente quando perdeva due volte e quindi veniva estromesso da tutti e due tabelloni.
Questa formula, che consente di giocare parecchio, è molto lunga e il torneo in questione si concluse a tarda ora con la vittoria del monfalconese Aldo Donda.
Temo che il pioniere Dennis Brown alias Rocky Roberts stavolta non partecipò, forse se ne era già andato in giro per il mondo con la sua banda di strani amici ricamatori ...

Fine della parentesi. Ma come vi ho già detto, quando vengono i ricordi, occorre tenerli da conto prima che se ne tornino via.

Torniamo al 1980/82. Dunque Gianni Antonelli.
Gianni è comparso sulla scena dalla ribalta della Casa dello Studente, che già aveva dato i natali a fior fior di personaggi prima di lui.
Cito solo Roberto Gasparotto, che non ha mai conosciuto Gianni Antonelli, ma che sicuramente aveva con lui alcune analogie.
Gianni comparve un bel giorno nella sala giochi, quella con i soffitti bassissimi, e lì pare che passasse i pomeriggi a giocherellare con gli studenti di passaggio. E lì incontrò Gigi, e iniziò pian piano un'amicizia, cementata poco dopo dai "puntini lunghi" che stavano prendendo piede e che ad ambedue piacquero molto.

Gianni era anche persona di apparente grande affabilità, nato in provincia di Terni, ma vissuto a Ferrara, era all'inizio il classico emiliano di battuta pronta e amico di tutti.
Non ricordo perchè poi Gianni approdò all'Edera e non al San Lorenzo, immagino solo perchè l'Ex-Fiera era molto vicina a casa sua dove viveva con moglie e figlia piccola.

All'Edera Gianni entrò in punta di piedi, ma ben presto prese il controllo della situazione, anche con il beneplacito mio e del Presidente Zanelli vista tanta disponibilità da parte sua. Teneva le chiavi, faceva le pulizie (forse), dava disposizioni su orari, portava suppellettili varie (ricordo una bacheca e uno specchio).
Insomma collaborava molto attivamente alla gestione della società.

Dal punto di vista tecnico il suo gioco era efficace nei colpi, ma desolantemente brutto da vedere. Aveva una schiacciata di dritto violenta, ma la portava con un movimento innaturale dovuto al fatto che usava tenere il corpo troppo vicino al braccio. Per l'amor di Dio, quasi tutti noi ci siamo portati dietro gravi difetti, chi più chi meno, dovuti alla mancanza di impostazione iniziale, ciò che a basket si chiamano "i fondamentali". Però nel caso di Gianni devo dire che aveva un gioco proprio brutto da vedere. Con le puntinate lunghe però l'efficacia dei suoi colpi aumentò ancora, aggiungendo un rovescio veramente impestato.
Pur tuttavia nei primi anni 80 Gianni non diventò particolarmente forte. Il salto di qualità lo fece parecchi anni dopo, non saprei dire come, ma verso la metà degli anni 90 Gianni diventò veramente ostico anche a livelli discretamente alti.
All'inizio fu anche mio compagno di doppio per due o tre anni, e nella mia taverna ho una foto che ci riprende in azione ad un torneo nazionale; ci intendevamo anche abbastanza bene e forse abbiamo anche vinto qualcosa insieme.
Poi, non so dire come, non so dire perchè, qualcosa nel tempo cambiò e Gianni un po' alla volta smise di essere l'amico di tutti per diventare, un po' alla volta... il nemico di tutti.

Siccome però mi piacerebbe l'obiettività, gradirei anche a questo proposito sentire l'opinione di chi c'era, e lo conosceva...

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