Il 1976 come detto fu un anno abbastanza particolare.
Nel mese di settembre, oltre alla scena già
descritta del pongista impazzito perchè non
riusciva a ciapar la baluta, causa scosse ondulatorie
e sussultorie Mercalli e Richter, c'è da
menzionare un Torneo regionale svoltosi all'Ex Fiera
che segnò praticamente la fine di un'epoca.
Ricordo che Danilo Michelazzi portava abitualmente
in quell'anno una tuta gialla antinebbia; nonostante
questa dopo quell'occasione nessuno lo vide più
con la racchetta in pugno (come ho già detto
se ne andò a Milano a studiare alla Bocconi).
Più o meno la stessa cosa fece Fabio Brunetta,
che dopo andò ad aprire una farmacia - se
non sbaglio a Cornuda nel trevigiano.
E anche il sottoscritto nel mese di novembre se
ne andò ad iniziare gli studi - ebbene sì,
lo ammetto, anch'io in campo economico - la malattia
aveva colpito anche me - in quel di Bologna.
E da quel momento in poi purtroppo la vita pongistica
si limitò ai fine settimana.
A Bologna per un certo periodo frequentai la locale
Fortitudo di Franco Andriani, non sapendo che ci
sarei tornato parecchi anni dopo per andare ad "acquistare"
il cartellino di un giocatore di nome Gionata Poli,
nel secondo anno di A1 e partecipazione alla Coppa
ETTU.
Tra il 1976- 1980 invece andavo a passare qualche
serata da studente universitario in cerca di relax
dopo giornate passate in mezzo alle bombe molotov
e ai candelotti lacrimogeni.
A Bologna infatti c'era un po' di confusione in
quegli anni di forti contestazioni giovanili; io
cercavo di stare alla larga, ma non sempre ci riuscivo.
Ad esempio quando la polizia uccise uno studente
di nome Lo Russo io ero a pochi mesi di distanza,
ma non divaghiamo troppo.
Nei fine settimana e nelle pause continuavo a frequentare
l'Ex Fiera riempita di pacchi per i profughi del
terremoto.
Posso anche ammettere che anch'io ebbi almeno un
paio di occasioni per sperimentare gli scatoloni
nel senso espresso nella puntata precedente.
C'era infatti una giovane fanciulla che veniva regolarmente
ed era desiderosa di essere ammaestrata nell'arte
del manico e delle palline.
Peccato che fosse brutta e antipatica come la fame,
e di questa non riesco a ricordare nemmeno il nome!
Concludiamo con qualche altro nome che mi è
venuto in mente di pongisti che bazzicavano l'Ex
Fiera in quell'anno: uno era un tale Babuin, che
rivaleggiava con Danilo Narduzzi nell'arte della
sfiga pongistica.
Un altro era un tale Remo Giontella che si spacciava
per cugino del mitico Roberto, ma sul tavolo era
una frana come il Babuin.
Infine mi sono ricordato di un Romano che non era
parente di Claudio o di Ubaldo (che conosceremo
tra poco) ma era un altro Romano che dopo qualche
fugace apparizione al tavolo preferì il basket,
e nelle fila del Pordenone fece campionati di b1
o b2.
Ricordo anche che questo Romano qua aveva due sorelle
che in ambienti maschili si diceva di facili costumi.
Una di queste si chiamava Gioia, l'aveva dimostrato
sposando un mio compagno di classe, Sandro Daniotti,
dopo - pare - essere rimasta incinta, credo nel
1973.
Ho un fugace ricordo di averla vista anni prima
anche in ambito pongistico, forse al Don Bosco o
forse al San Lorenzo?
Per caso c'è qualcuno dei miei fedeli lettori
che si ricorda di questo particolare ed antichissimo
gossip ?...
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