Il 1976 fu un anno decisamente particolare, e
non solo in ambito pongistico.
La mattina del 6 maggio io ero molto contento in
quanto mi rigiravo tra le mani la mia prima patente
di guida (avevo compiuto 18 anni pochi mesi prima)
che mi avrebbe consentito di abbandonare cicli e
motocicli per entrare nell'era delle quattro ruote.
Alla sera dello stesso giorno, poco dopo le 20.00,
la cuspide del campanile di Cordenons (vicino a
casa mia) alta una ventina di metri girò
completamente sul suo asse e si pose in posizione
eccentrica rispetto al campanile stesso, assomigliando
in questo modo a certi puntini proibitissimi che
io e Gigi vedemmo qualche anno più tardi,
in una piovosa giornata, nel laboratorio del diabolico
TONI HOLD a Graz in Austria (e che ovviamente portammo
a casa gongolando).
Invece in una serata di settembre dello stesso
anno mi trovavo a passare nei pressi della Casa
dello Studente.
Anche nel 1976 la sala giochi dal soffito ultra-basso
continuava ad attirare pongisti alla prime armi.
Vidi un ragazzo, ma non uno dei più noti,
poteva essere Rigo o Canciani, che usci' di colpo
spalancando la porta ed andò in strada completamente
stravolto, e ripeteva come un disco rotto:
"LA BALUTA, LA BALUTA...NON ARIVAVO A CIAPARLA...
NO XERA DRITA... ERA STORTA!!!"
No, signori, non era ancora il tempo delle puntinate
lunghe di Toni Hold o di altri, era il TERREMOTO
che ci fece compagnia in quel 1976.
L'evento fu straordinariamente nefasto per tutti
i danni che provocò a persone e a cose in
tutto il Friuli.
In ambito pongistico noi ne risentimmo in modo
tutto sommato limitato.
Però gran parte del nostro prezioso spazio
conquistato presso la Ex Fiera di Via Molinari ci
fu requisito e adibito a deposito di materiali (cibo
in scatola, vestiti usati e cose simili) da destinare
ai profughi.
Questa cosa durò poi "all'italiana"
per alcuni anni, cosicchè dovemmo abituarci
per un bel po' a giocare di fianco a scatoloni pieni
di pannolini, scarpe vecchie, giocattoli eccetera.
Visto che c'era anche qualche presenza femminile
all'epoca, qualcuno pensò bene di adibire
scatole e scatoloni a giaciglio per consumare qualche
frettoloso rapporto tra una pallina e l'altra.
Venne ritrovato là in mezzo anche qualche
palloncino usato.
Bè, però molti in quell'anno del palloncino
facevano a meno.
A tutti è noto l'abnorme incremento demografico
che ci fu a Pordenone nel 1977.
In seguito li chiamarono "i figli del terremoto",
conseguenza direi inevitabile delle lunghe nottate
passate nelle tende o nei sacchi a pelo nei cortili,
possibilmente con la figlia carina del vicino di
casa...
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