Welcome to !
Torna alla home page di Tennistavolo San GiorgioFormazione C1 nazionale, Tennistavolo San MarcoFormazione C2 regionale, Tennistavolo San GiorgioFormazione C femminile regionale, Tennistavolo San GiorgioD2Tutto su tornei csi e fitet, provinciali, regionali e nazionali


Amarcord - 22^ puntata


Completiamo la puntata precedente andando a dare un'occhiata a quanto succedeva fuori dalla nostra Regione nel 1976 e dintorni.

Per dire la verità non è che si andava lontano molto spesso, visti anche i costi dei mezzi di trasporto.

Ricordo la partecipazione più volte al Torneo nazionale di Verona che era un classico di inizio stagione, e un torneo estivo a Bordighera.
A Verona c'era (e c'è) una squadra omonima alla nostra: la San Marco B.M. (che se non erro sta per Borgo Milano) guidata da Giulio Recchia.
All'epoca questa società aveva una valanga di ottimi giocatori , ma ne ricordo abbastanza bene solo uno, Stefano Lonardi, che passò nel giro di pochissimi anni da 3/4 a Prima Categoria.

A Treviso c'era la Duomofolgore che faceva la serie C con Gava, Dotto, Livolsi e Furlanetto.
Li incontrammo in un paio di amichevoli, erano più forti ed esperti di noi.

Poi mi ricordo di Edith Santifaller che già quella volta era la bandiera del Recoaro Bolzano; bassa e un po' cicciona non aveva propriamente il fisico della pongista, però era brava e vinceva tanto.

Quando la vide Bellavitis la prima volta esclamò : " AO' ANVEDI CHE DU ZINNE CHE CCIA' QUELLA!" alludendo alla sua probabile ottava taglia di reggiseno.

Altre squadre erano a Padova, ad Este, a Mestre, a Adria e...sicuramente molte altre.

A livello nazionale ho già citato le principali città pongistiche: Firenze (Bosi, Sardelli, Malesci) , Senigallia (Costantini, Manoni, Apolloni), Sant'Elpidio a Mare, Milano (Alberto Pelizzola), Roma (Roberto Giontella, cresciuto si dice alla stessa scuola di Bellavitis dove insegnava un tale Migliarini che Bellavitis andava a salutare a Grado d'estate ), Napoli (Rosario Troilo).

In campo femminile il dominio della Sonia Milic fu messo in discussione da una pugliese di nome La Gioia.

Sempre a quel tempo iniziarono a venire in Italia i primi sparuti stranieri, ma non erano forti e famosi come oggi.

Mi pare che un greco di nome Priftis andò a giocare con Bosi a Firenze e pochi altri.

Visto che siamo in vena nominiamo anche qualche pongista che era forte sul serio: nella vecchia Yugoslavia c'erano tre pezzi da novanta che furoreggiavano e contendevano ai cinesi lo scettro mondiale: Surbek, Stipancic e Karakasevic.

Il primo in particolare, Dragutin Surbek mi è rimasto impresso in un vecchio filmato in cui tirava dei missili terra-aria in topspin da due-tre metri dietro al tavolo e in posizione china e laterale rispetto al tavolo stesso; mi sembrò un autentico mostro, e uno dei miei maggiori rammarichi è di non averlo potuto vedere dal vivo.

I nostri Bosi e Giontella potevano andare a vendere cioccolatini al suo confronto.

Poi c'erano i fortissimi svedesi Alser, Johansson e Bengsson, tutti poi divenuti famosi per aver dato il nome a dei manici di racchetta.

In Francia c'era un difensore- funambolo di nome Jacque Secretin: si metteva lontanissimo dal tavolo e prendeva tutte le bordate che gli tiravano gli attaccanti di turno che rimandava con palle altissime e super-tagliate.

Erano dei bei tempi per il tennistavolo anche per il grande spettacolo che questi campioni offrivano.

In seguito invece l'evoluzione del gioco imposta dai cinesi comportò scambi sempre più forti e rapidi con la conseguenza di velocizzare, ma anche di abbruttire decisamente il gioco...

torna all'archivio amarcord

torna agli articoli del mese




Sito web della Polisportiva San Giorgio - settore Tennistavolo
Disclaimer - privacy
I contenuti presenti nel sito web sono stati realizzati da tennistavolosangiorgio.it

Dovessero tuttavia essere presenti contenuti appartenenti a terzi,
si prega di avvertire l'amministratore del sito web
all'indirizzo di posta elettronica info@tennistavolosangiorgio.it