Ho concluso la puntata precedente parlando della
"povertà" dei primi pongisti pordenonesi.
Un'ultima annotazione su quella preistoria pongistica
(prima di lasciarcela definitivamente alle spalle)
sui mezzi di locomozione utilizzati.
Il sottoscritto, come Michelazzi ed altri bocia,
andava in bici ma spesso anche in treno e qualche
volta pure in autostop.
Una volta per raggiungere Valvasone sotto la pioggia
fui tirato su da una 500 nera che inondai con i
miei vestiti zuppi d'acqua.
Fabio Brunetta forse era il più benestante,
e si muoveva su una Jeep che beveva benzina come
una spugna.
E la benzina costava... parecchio.
Gasparotto su una Mini Minor rossa con cui infrangeva
ogni norma del Codice Stradale.
Ennio Bellavitis aveva una 500 L nuova fiammante
(credo fosse un regalo dei genitori) abbastanza
parca nei consumi, ma nonostante ciò prima
di ogni trasferta la sua richiesta prima di imbarcarci
era la seguente: "AO' REGAZZi' , CACCIA DU
PIOTTE"
E così ci si arrangiava in qualche modo,
ma comunque si arrivava (quasi) sempre a destinazione.
Tornando ad anni un po' più recenti, devo
fare altre ammende ad una puntata precedente in
cui ero stato un po' frettoloso.
Nel 1976 la situazione in regione era la seguente:
Eccardi aveva fondato il Circolo Marina Mercantile
mentre la Julia faceva solo il femminile con la
Hauser (figlia del defunto Nereo) e la Badini.
Il CMM era una corazzata con Cipolat, Krizmancich,
Venuti, Pessina, Walter Pertot e Shuster.
Al CUS Trieste erano due fratelli Renni e Gianni
Torrenti.
Ai Ricreatori Comunali Trieste Bertolotti, Roberto
Pertot e i fratelli Pilotto Stefano e Roberto.
Alla Quiriniana Udine Agarinis, gli Archidiacono
e Luca Traine.
Ai Rangers Udine Burra e Monfredo, ma stavano iniziando
Franzolini e Princisgh.
A Gorizia Carli Sfiligoi e Coceani, tutti ostici
difensori.
A Trieste c'erano altri italo sloveni, l'Esperia
Pio XII con Zerial e Saul.
C'era infine Mameli a Trieste ma non ricordo in
quale squadra.
Gioco' una finale dei Campionati triveneti al tempo
limite con Sergio Birsa: due difensori pallettari
avevano fatto fuori tutti i topspinari del Triveneto.
Ciò mise in dubbio la bontà delle
nuove metodologie degli attaccanti, ma credo che
sia stata l'ultima voilta che accadde una cosa simile...
e le puntinate lunghe dovevano nascere ancora...
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