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Amarcord - 20^ puntata


Ho concluso la puntata precedente parlando della "povertà" dei primi pongisti pordenonesi.

Un'ultima annotazione su quella preistoria pongistica (prima di lasciarcela definitivamente alle spalle) sui mezzi di locomozione utilizzati.

Il sottoscritto, come Michelazzi ed altri bocia, andava in bici ma spesso anche in treno e qualche volta pure in autostop.

Una volta per raggiungere Valvasone sotto la pioggia fui tirato su da una 500 nera che inondai con i miei vestiti zuppi d'acqua.

Fabio Brunetta forse era il più benestante, e si muoveva su una Jeep che beveva benzina come una spugna.
E la benzina costava... parecchio.

Gasparotto su una Mini Minor rossa con cui infrangeva ogni norma del Codice Stradale.
Ennio Bellavitis aveva una 500 L nuova fiammante (credo fosse un regalo dei genitori) abbastanza parca nei consumi, ma nonostante ciò prima di ogni trasferta la sua richiesta prima di imbarcarci era la seguente: "AO' REGAZZi' , CACCIA DU PIOTTE"
E così ci si arrangiava in qualche modo, ma comunque si arrivava (quasi) sempre a destinazione.

Tornando ad anni un po' più recenti, devo fare altre ammende ad una puntata precedente in cui ero stato un po' frettoloso.

Nel 1976 la situazione in regione era la seguente: Eccardi aveva fondato il Circolo Marina Mercantile mentre la Julia faceva solo il femminile con la Hauser (figlia del defunto Nereo) e la Badini.

Il CMM era una corazzata con Cipolat, Krizmancich, Venuti, Pessina, Walter Pertot e Shuster.

Al CUS Trieste erano due fratelli Renni e Gianni Torrenti.

Ai Ricreatori Comunali Trieste Bertolotti, Roberto Pertot e i fratelli Pilotto Stefano e Roberto.

Alla Quiriniana Udine Agarinis, gli Archidiacono e Luca Traine.

Ai Rangers Udine Burra e Monfredo, ma stavano iniziando Franzolini e Princisgh.

A Gorizia Carli Sfiligoi e Coceani, tutti ostici difensori.

A Trieste c'erano altri italo sloveni, l'Esperia Pio XII con Zerial e Saul.

C'era infine Mameli a Trieste ma non ricordo in quale squadra.
Gioco' una finale dei Campionati triveneti al tempo limite con Sergio Birsa: due difensori pallettari avevano fatto fuori tutti i topspinari del Triveneto.
Ciò mise in dubbio la bontà delle nuove metodologie degli attaccanti, ma credo che sia stata l'ultima voilta che accadde una cosa simile... e le puntinate lunghe dovevano nascere ancora...

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