Mi accorgo di qualche imprecisione commessa nella
puntata precedente.
Il Narduzzi oggi grande esponente della Lega Nord
si chiama Danilo.
L'amico di Fabio Zanelli non era Pierluigi Basso
(quello era all'oratorio San Marco nel 1971, anche
lui poi divenuto commercialista) mentre il nome
di questo Basso qua mi pare fosse Andrea ma non
sono sicuro, comunque era figlio di un Preside.
Infine tra i nomi di ieri avevo dimenticato Gianfranco
Manfrin, che rivedo con piacere in palestra dopo
tanti anni.
Anche lui fa il commercialista?
Ma basta con questi pongisti-commercialisti.
Raengo, Pilisi, Basso, Manfrin, e mi sa che non
è ancora finita.
Che fosse un malattia contratta sul tavolo verde?
Mah!
Andiamo avanti allargando un po' lo spettro visivo
sempre su quel 76-77.
Qui ci aiutano quelle classifiche pubblicate da
Gigi parecchie puntate fa.
Al San Lorenzo abbiamo detto che Gianni e Gigi si
erano contornati da una pattuglia di valore: era
migliorato tantissimo Adelino Bernava, biondino
magro e piccolino, ma era diventato attaccante di
grido.
Stefano Val, ancora alla ricerca delle risposte
alle sue domande in tema di contenuto di mutandine
femminili, aveva anche lui fatto dei bei progressi,
anche se era un po' frenato da un fisico un po'
pacioccone.
Comunque con Gigi faceva un bel doppio "allievi".
Poi c'era Roberto Bortolus che aveva iniziato ad
impugnare la racchetta a penna alla cinese(credo
che sia l'unico caso di pennaiolo pordenonese) ma
non aveva sfondato più di tanto.
Roberto Zaccheo anche lui giochicchiava discretamente.
Un discorso a parte merita Diego Varnier, biondino
anche lui con i capelli a caschetto, un po' più
in carne di Bernava.
Lui secondo me aveva la migliore impostazione tecnica
di tutti, veramente dei colpi di diritto e rovescio
fatti bene, topspin e tutto quanto in regola, ed
era ancora molto giovane e in fase di crescita.
Quando la San Marco andò in C l'anno prima
Diego venne con la San Marco per fare esperienza,
e per questo servì l'assenso dei suoi genitori
per il passaggio dal san Lorenzo.
Tutto ciò all'epoca fece un certo scalpore:
era il primo pongista che "saltava il fosso"
da una squadra all'altra, in piena guerra fredda
con il muro di Berlino bello altro che divideva
ancora le due società in piena rivalità
tra loro.
Il tutto comunque durò solo un anno.
Diego non combinò nulla di buono, e se tornò
al san Lorenzo da dove era venuto, e lì mi
pare che abbia giocato solo un paio d'anni prima
di sparire nel nulla.
Questo è il primo caso nella nostra storia
pongistica di giocatore di buon livello ed ottime
potenzialità che ha inspiegabilmente abbandonato...il
campo.
Dopo di lui il pensiero non può non andare
a Claudio Romano una decina di anni dopo, ma anche
di questo ne riparleremo.
Tornando ancora alle classifiche del 1976, spiccano
i triestini del CUS Trieste Renni, Venuti e Floreani,
residuati della vecchia squadra che faceva la A
anni primi con Peterlini e Cossutta.
Sempre a Trieste Cipolat, Krizmancich e Roberto
Pertot facevano la C ai Ricreatori Comunali del
maestro Pipan.
Walter Pertot invece era con gli italo sloveni del
SOKOL Aurisina.
A Udine furoreggiava ancora Mario Agarinis che
in quegli anni lasciava la Libertas per fondare
una società nuova: la Quiriniana che giocava
in una catacomba sotto la chiesa di San Quirino
ad Udine (era il primo cambio di società
di Agarinis che ne fece tantissimi altri in seguito)
insieme a Tosoratti e uno degli Archidiacono.
Lucio Saltarini stava iniziando tra i Rangers di
Fabello e mi sembra di averlo battuto in un torneo
ad Aviano.
Idem Lanera, da non confondere con Laera che iniziò
più tardi a Gorizia.
Fedrigo e Ferrando appartenevano alla Vermeglianese
di Ronchi del Legionari, uno era un pancione e uno
un arcigno difensore.
Ponga, Donda e Michelini a Monfalcone.
Ancora a Trieste nella Julia di Claudio Eccardi
c'erano Pessina e Paoli e i figli Euro ed Alessandra.
Tra le donne furoreggiava ancora Sonia Milic del
KRAS Sgonico, campionessa d'Italia di singolo, con
una nutrita schiera di altre fanciulle italo slovene,
(Vesnaver, Doljak, Sedmach ed altri nomi impronunciabili)
che allora come ora facevano il bello ed il cattivo
tempo in campo femminile, e non solo in regione...
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