Welcome to !
Torna alla home page di Tennistavolo San GiorgioFormazione C1 nazionale, Tennistavolo San MarcoFormazione C2 regionale, Tennistavolo San GiorgioFormazione C femminile regionale, Tennistavolo San GiorgioD2Tutto su tornei csi e fitet, provinciali, regionali e nazionali


Amarcord - 18^ puntata


Mi accorgo di qualche imprecisione commessa nella puntata precedente.
Il Narduzzi oggi grande esponente della Lega Nord si chiama Danilo.
L'amico di Fabio Zanelli non era Pierluigi Basso (quello era all'oratorio San Marco nel 1971, anche lui poi divenuto commercialista) mentre il nome di questo Basso qua mi pare fosse Andrea ma non sono sicuro, comunque era figlio di un Preside.
Infine tra i nomi di ieri avevo dimenticato Gianfranco Manfrin, che rivedo con piacere in palestra dopo tanti anni.
Anche lui fa il commercialista?
Ma basta con questi pongisti-commercialisti.
Raengo, Pilisi, Basso, Manfrin, e mi sa che non è ancora finita.
Che fosse un malattia contratta sul tavolo verde? Mah!

Andiamo avanti allargando un po' lo spettro visivo sempre su quel 76-77.
Qui ci aiutano quelle classifiche pubblicate da Gigi parecchie puntate fa.
Al San Lorenzo abbiamo detto che Gianni e Gigi si erano contornati da una pattuglia di valore: era migliorato tantissimo Adelino Bernava, biondino magro e piccolino, ma era diventato attaccante di grido.
Stefano Val, ancora alla ricerca delle risposte alle sue domande in tema di contenuto di mutandine femminili, aveva anche lui fatto dei bei progressi, anche se era un po' frenato da un fisico un po' pacioccone.
Comunque con Gigi faceva un bel doppio "allievi".
Poi c'era Roberto Bortolus che aveva iniziato ad impugnare la racchetta a penna alla cinese(credo che sia l'unico caso di pennaiolo pordenonese) ma non aveva sfondato più di tanto.
Roberto Zaccheo anche lui giochicchiava discretamente.

Un discorso a parte merita Diego Varnier, biondino anche lui con i capelli a caschetto, un po' più in carne di Bernava.
Lui secondo me aveva la migliore impostazione tecnica di tutti, veramente dei colpi di diritto e rovescio fatti bene, topspin e tutto quanto in regola, ed era ancora molto giovane e in fase di crescita.
Quando la San Marco andò in C l'anno prima Diego venne con la San Marco per fare esperienza, e per questo servì l'assenso dei suoi genitori per il passaggio dal san Lorenzo.

Tutto ciò all'epoca fece un certo scalpore: era il primo pongista che "saltava il fosso" da una squadra all'altra, in piena guerra fredda con il muro di Berlino bello altro che divideva ancora le due società in piena rivalità tra loro.
Il tutto comunque durò solo un anno.
Diego non combinò nulla di buono, e se tornò al san Lorenzo da dove era venuto, e lì mi pare che abbia giocato solo un paio d'anni prima di sparire nel nulla.

Questo è il primo caso nella nostra storia pongistica di giocatore di buon livello ed ottime potenzialità che ha inspiegabilmente abbandonato...il campo.
Dopo di lui il pensiero non può non andare a Claudio Romano una decina di anni dopo, ma anche di questo ne riparleremo.

Tornando ancora alle classifiche del 1976, spiccano i triestini del CUS Trieste Renni, Venuti e Floreani, residuati della vecchia squadra che faceva la A anni primi con Peterlini e Cossutta.
Sempre a Trieste Cipolat, Krizmancich e Roberto Pertot facevano la C ai Ricreatori Comunali del maestro Pipan.
Walter Pertot invece era con gli italo sloveni del SOKOL Aurisina.

A Udine furoreggiava ancora Mario Agarinis che in quegli anni lasciava la Libertas per fondare una società nuova: la Quiriniana che giocava in una catacomba sotto la chiesa di San Quirino ad Udine (era il primo cambio di società di Agarinis che ne fece tantissimi altri in seguito) insieme a Tosoratti e uno degli Archidiacono.
Lucio Saltarini stava iniziando tra i Rangers di Fabello e mi sembra di averlo battuto in un torneo ad Aviano.
Idem Lanera, da non confondere con Laera che iniziò più tardi a Gorizia.
Fedrigo e Ferrando appartenevano alla Vermeglianese di Ronchi del Legionari, uno era un pancione e uno un arcigno difensore.
Ponga, Donda e Michelini a Monfalcone.
Ancora a Trieste nella Julia di Claudio Eccardi c'erano Pessina e Paoli e i figli Euro ed Alessandra.

Tra le donne furoreggiava ancora Sonia Milic del KRAS Sgonico, campionessa d'Italia di singolo, con una nutrita schiera di altre fanciulle italo slovene, (Vesnaver, Doljak, Sedmach ed altri nomi impronunciabili) che allora come ora facevano il bello ed il cattivo tempo in campo femminile, e non solo in regione...

torna all'archivio amarcord

torna agli articoli del mese




Sito web della Polisportiva San Giorgio - settore Tennistavolo
Disclaimer - privacy
I contenuti presenti nel sito web sono stati realizzati da tennistavolosangiorgio.it

Dovessero tuttavia essere presenti contenuti appartenenti a terzi,
si prega di avvertire l'amministratore del sito web
all'indirizzo di posta elettronica info@tennistavolosangiorgio.it