Torniamo sull'argomento dei materiali utilizzati,
che avevamo già iniziato qualche puntata
fa, ma ora dopo due-tre anni c'è stato qualche
cambiamento.
Intanto i tavoli: alla Ex Fiera si iniziò
comprando un Luposport Superersival di seconda mano,
tavolo verde molto scuro che non mi piaceva troppo.
Col 1976 la dotazione si arricchì con un
meraviglioso Supercadran Simonis, che sopravvive
ancor oggi in palestra. Per dire la verità
non era lo stesso Supercadran di qualche anno prima,
era un po' più lento ed..economico, ma se
è sopravvissuto fino ad oggi dopo infinite
battaglie vuol dire che qualcosa valeva.
Anche al San Lorenzo ci fu un tavolo nuovo, ma
proprio non ricordo quale. Di certo quei due Valsport
vecchissimi e tutti consumati ai bordi acquistati
da chissàchi e chissàquando furono
messi a far legna da ardere. Dei Conny Freundorfer
della Casa dello Studente abbiamo già detto.
I due tavoli ER dell'ex Circolo ENDAS (ER sono le
iniziali della fabbrica Ernesto Rovera) continuarono
ancora per un bel po'.
Ah, dimenticavo di dire che dopo il primo anno
all'Ex Fiera lo spazio ci venne raddoppiato transennando
altri spazi dietro agli spalti: ora vi trovavano
posto 4 tavoli, 5 con un po' di buona volontà.
Sul quinto (che credo fosse un infimo tavolaccio)
avevamo comprato addirittura una macchina fantascientifica
per quei tempi, un robot lanciapalline che schizzava
palline a più non posso anche roteando. E
la cosa più bella è che in quei felici
anni non si pagava neanche un centesimo; negli anni
seguenti però le cose poi cambiarono...e
di parecchio!
Andiamo alle racchette. Avevamo trovato per rifornirci
un superfornito negozio a Treviso: la JU RAPIDA
del signor Ravini. Le Butterfly (Sriver e Tempest)
non erano più un miraggio ma realtà,
però avevano il difetto di costare parecchio.
Il buon Danilo Michelazzi era famoso per entrare
nel negozio in impermeabile anche quando c'era il
sole. Usciva dal negozio con una pallina comprata
e con 20 gomme sapientemente celate nelle fodere
del soprabito. Per la cronaca erano tempi in cui
tantissimi giovani si recavano alla Standa e in
altri negozi per fare la spesa...a modo loro, e
molte volte finivano nelle maglie delle assistenti
che avvisavano i genitori delle bravate.
Mi risulta però che Danilo fosse un autentico
specialista del ramo, e l'abbia sempre fatta franca.
Ennio Bellavitis invece non partecipava alle gite
a Treviso: lui riteneva che le sue gomme lisce come
specchi potessero ancora tirare avanti qualche anno
ancora. C'erano anche le primissime ANTITOP, il
primo che le usò fu il triestino Sergio Birsa.
Un'ultima annotazione: in una di queste gite andai
a Treviso con la mia vespetta bianca (che aveva
sostituito nel frattempo la trafugata bici Maino
color verde menta) e su richiesta di Pino gli portai
a casa un borsone enorme blu marca JU RAPIDA, che
praticamente occupava tutta la Vespa avanti e retro.
Non so come ho fatto a portarlo, me lo chiedo ancora...
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