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Amarcord - 16^ puntata


Torniamo sull'argomento dei materiali utilizzati, che avevamo già iniziato qualche puntata fa, ma ora dopo due-tre anni c'è stato qualche cambiamento.

Intanto i tavoli: alla Ex Fiera si iniziò comprando un Luposport Superersival di seconda mano, tavolo verde molto scuro che non mi piaceva troppo. Col 1976 la dotazione si arricchì con un meraviglioso Supercadran Simonis, che sopravvive ancor oggi in palestra. Per dire la verità non era lo stesso Supercadran di qualche anno prima, era un po' più lento ed..economico, ma se è sopravvissuto fino ad oggi dopo infinite battaglie vuol dire che qualcosa valeva.

Anche al San Lorenzo ci fu un tavolo nuovo, ma proprio non ricordo quale. Di certo quei due Valsport vecchissimi e tutti consumati ai bordi acquistati da chissàchi e chissàquando furono messi a far legna da ardere. Dei Conny Freundorfer della Casa dello Studente abbiamo già detto. I due tavoli ER dell'ex Circolo ENDAS (ER sono le iniziali della fabbrica Ernesto Rovera) continuarono ancora per un bel po'.

Ah, dimenticavo di dire che dopo il primo anno all'Ex Fiera lo spazio ci venne raddoppiato transennando altri spazi dietro agli spalti: ora vi trovavano posto 4 tavoli, 5 con un po' di buona volontà. Sul quinto (che credo fosse un infimo tavolaccio) avevamo comprato addirittura una macchina fantascientifica per quei tempi, un robot lanciapalline che schizzava palline a più non posso anche roteando. E la cosa più bella è che in quei felici anni non si pagava neanche un centesimo; negli anni seguenti però le cose poi cambiarono...e di parecchio!

Andiamo alle racchette. Avevamo trovato per rifornirci un superfornito negozio a Treviso: la JU RAPIDA del signor Ravini. Le Butterfly (Sriver e Tempest) non erano più un miraggio ma realtà, però avevano il difetto di costare parecchio.

Il buon Danilo Michelazzi era famoso per entrare nel negozio in impermeabile anche quando c'era il sole. Usciva dal negozio con una pallina comprata e con 20 gomme sapientemente celate nelle fodere del soprabito. Per la cronaca erano tempi in cui tantissimi giovani si recavano alla Standa e in altri negozi per fare la spesa...a modo loro, e molte volte finivano nelle maglie delle assistenti che avvisavano i genitori delle bravate.

Mi risulta però che Danilo fosse un autentico specialista del ramo, e l'abbia sempre fatta franca.

Ennio Bellavitis invece non partecipava alle gite a Treviso: lui riteneva che le sue gomme lisce come specchi potessero ancora tirare avanti qualche anno ancora. C'erano anche le primissime ANTITOP, il primo che le usò fu il triestino Sergio Birsa.
Un'ultima annotazione: in una di queste gite andai a Treviso con la mia vespetta bianca (che aveva sostituito nel frattempo la trafugata bici Maino color verde menta) e su richiesta di Pino gli portai a casa un borsone enorme blu marca JU RAPIDA, che praticamente occupava tutta la Vespa avanti e retro. Non so come ho fatto a portarlo, me lo chiedo ancora...

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