Stavamo parlando di come don Sambo di Gorizia
avesse sfidato i triestini della FITET, Martinolli
e Puppin, anno 1976.
Apro una breve parentesi sui triestini in genere:
persone generalmente simpatiche ma con due difetti
congeniti:
1) non sanno parlare italiano ma solo il loro dialetto
- cossa te ga dito, cossa te ga fato, mulo te si
mato, andemo ciò...
2) pensano sempre che Trieste sia caput mundi: tutto
il mondo inizia a Trieste e finisce a Trieste, ciò
che succede "fora" da Trieste non ha alcuna
importanza.
Anche nel ping pong queste due caratteristiche
furono sempre rispettate.
A Trieste doveva risiedere "ad honorem"
il Comitato Regionale della FITET; pensare che potesse
essere spostato era reato di lesa maestà.
Ebbene il sornione don Sambo riuscì a conquistarsi
le simpatie di alcuni scontenti e quatto quatto
in occasione del rinnovo delle cariche riuscì
a farsi eleggere Presidente, primo non triestino
della storia.
Io che lo appoggiavo fui nominato Consigliere Regionale
con delega (e te pareva) ai Giochi della Gioventù.
In quel periodo facevo collezione di tessere: ero
contemporaneamente atleta, dirigente, giudice arbitro,
commissario provinciale e quindi consigliere regionale.
In seguito anche allenatore.
Oggi potremmo definirlo come un grandioso conflitto
di interessi.
Non è però che ne fossi proprio entusiasta.
Le riunioni erano super-pallosissime, quasi sempre
la sera tardi lontano da casa.
Fu un Comitato Regionale travagliato e di breve
durata.
I triestini riuscirono nell'arco di 7-8 mesi a
rovesciare la situazione facendo dimettere 2 membri:
uno era Paolo Birsa, l'altro mi pare fosse il siciliano
Filippo Mondello.
Si andò a nuove elezioni e l'anno seguente
avvenne la restaurazione: don Sambo fu cacciato
dal Palazzo e vinse un altro triestino, tale Fabiani
che durò pochi anni, in seguito cacciato
dalla FITet con l'infamante accusa di furto.
Poi in seguito quel posto fu ricoperto parecchi
anni da Mario Puppin (ex Fiduciario Arbitri) e poi
in tempi più recenti da Adriano Piani e da
ultimo l'attuale Giuseppe Zorzi, tutti rigorosamente
triestini DOC.
Un secondo tentativo di contrastare l'egemonia
triestina avvenne una quindicina di anni fa, il
candidato era di Latisana, non ricordo il nome;
ma nonostante fosse appoggiato da Pordenone, Udine
e Gorizia non riuscì nel suo intento... e
Trieste (con le sue forti appendici italo-slovene)
continuò a reggere indisturbata il timone
del ping pong regionale...
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