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Amarcord - 139^ puntata

Dopo una pausa un po’ lunga in cui gli avvenimenti di oggi hanno preso il sopravvento sui ricordi di ieri, rieccoci nuovamente qui alle prese con la nostra telenovela pongistica che avevamo lasciato l’ultima volta alla fine di novembre del 1994 quando la San Marco collezionò un magnifico poker di successi in B1 (Cus Torino, Regaldi Novara, Villazzano, Marostica), e ora alla sesta di andata era attesa dal big match casalingo contro la capoclassifica Verzuolo Cuneo.
E proprio come si temeva è stato il polacco dal nome assolutamente impronunciabile Tomasz Czyzewsky l’arma in più con cui il 4 dicembre 1994 i piemontesi espugnarono l’Ex Fiera.
Il polacco era quella volta al primo anno in Italia e dunque quasi sconosciuto.
Ma ben presto si è rivelato per quello che era: giocatore di assoluto livello internazionale, capace di aggredire qualunque pallina e dotato di una botta di rovescio assolutamente micidiale.
Nota statistica: era la seconda volta che la San Marco se la doveva vedere con un pongista polacco dopo sua maestà il fu Andrzej Grubba che ci riporta ancora una volta alla mente quel famoso incontro di Coppa ETTU Nancy Evans, che seppur perso 0-5 tre anni prima contro i tedeschi del Zugbrucke Grenzau, resta il punto più alto mai raggiunto dalla San Marco e da qualunque altra squadra maschile del Friuli Venezia Giulia nell’ultimo cinquantennio.
Se qualcuno desidera rinfrescarsi la memoria, può andare a rileggersi le puntate 106-107-108 nell’archivio del sito.
E come Grubba, anche il connazionale Czyzewsky fece con noi bottino pieno.
Il solo Luca Urizio, tra l’altro sofferente per una ricorrente sinusite, ha tentato sino all’ultimo di ostacolarlo ed ha ceduto solo agli ultimi colpi del terzo set (Luca notoriamente contro gli avversari più blasonati si esalta ed è capace delle migliori prestazioni).
Molto bene tra gli ospiti anche la vecchia conoscenza De Col (ex Cus Torino) che ha regolato sia Saltarini che Urizio apparso nell’occasione un po’ spento.
Due punti per la San Marco sono venuti sul terzo uomo, Abbà, da Luca e Lucio, anche questi non senza difficoltà.
Nulla da fare infine per Stefano Val, gli avversari erano assolutamente fuori dalla sua portata.

Ora il Cuneo resta al comando della classifica, e la San Marco insegue a quattro lunghezze.
Prossimo impegno in Alto Adige a Marlengo, attualmente al penultimo posto, e quindi con fondate speranze di successo...

SAN MARCO PORDENONE – A4 VERZUOLO CUNEO 2-5.
Czyzewsky (VE) – Val (SM) 21-19,21-16.
Urizio (SM) – Abbà (VE) 21-19,12-21,21-11.
De Col (VE) – Saltarini (SM) 21-11, 21-16.
Czyzewsky – Urizio 21-18, 17-21, 21-15.
De Col – Val 21-8, 21-17.
Saltarini – Abbà 21-18, 18-21, 23-21.
De Col – Urizio 21-12, 21-12.

In D2 la seconda squadra della San Marco vinceva a Grado sul Sakura che era prima di allora imbattuta.
Autori della bella impresa Bet, Della Libera e Borin.
Dunque si doveva andare ad archiviare il 1994 ed il girone di andata con la trasferta in Alto Adige a Marlengo, nei pressi di Merano.
E proprio come il precedente anno in B2 l’Alto Adige portò male ai colori del tennistavolo pordenonese: la San Marco infatti incassò la terza sconfitta stagionale, e forse così archiviò anche le (poche) speranze di promozione in A2.
Stavolta il successo dei locali porta il nome di un ragazzino, il quindicenne Von Pfostl, che aveva imparato molto bene l’arte della pallina di celluloide, tanto che in pochissimi colpi ha conquistato uno dopo l’altro tutti e tre i punti a sua disposizione, risultando così l’arma vincente dei suoi.
Forse se Luca avesse affrontato il baby con meno superficialità le cose sarebbero potute andare diversamente, ma Luca, genio e sregolatezza del ping pong, era fatto così.
Luca poi si riscattava andando a sconfiggere con una certa disinvoltura gli altri due avversari Stangher e Vinatzer, ma Lucio non andava oltre il punto su Stangher, e Stefano, che pure mostrò scampoli di bel gioco, ha ceduto sia a Vinatzer che a Von Pfostl.
E così la San Marco archiviò il girone di andata con il bilancio di quattro successi e tre sconfitte, bilancio tutto sommato accettabile visto che l’obiettivo era la salvezza in questo importante campionato conquistato dopo due anni di B2.

MARLIN MARLENGO – SAN MARCO PORDENONE 5-3.
Saltarini (SM) – Stangher (MA) 21-12, 21-18.
Vinatzer (MA) – Val (SM) 21-18, 11-21, 21-7.
Von Pfostl (MA) – Urizio (SM) 21-16, 21-9.
Vinatzer – Saltarini 21-17, 15-21, 21-13
Urizio – Stangher 21-12, 21-7
Von Pfostl – Val 21-16, 21-16.
Urizio – Vinatzer 21-18, 21- 17.
Von Pfostl – Saltarini 21-14, 21-14.

Dalla polvere di un vecchio raccoglitore di scartoffie ho rinvenuto un altro reperto che forse ci aiuta a mettere un po’ a fuoco cosa succedeva in regione nel 1994: le classifiche degli atleti regionali inseriti nelle classifiche nazionali: al primo posto c’era ovviamente Luca Urizio numero 64 d’Italia, secondo Igor Milic numero 90, terzo Lucio Saltarini numero 157, tutti e tre seconda categoria.
Quindi seguivano i terza categoria: al quarto posto c’era Paolo Mian tornato a Trieste dopo i due anni con noi.
Al quinto Frediani, al sesto Antonelli, al settimo Leghissa, all’ottavo Marjan Milic, al nono Petronio, al decimo Val.
Da citare anche al dodicesimo posto Mario Agarinis e al quattordicesimo Gigi Pittini. Siccome abbiamo visto che Gigi e Gianni Antonelli giocavano in questa stagione nel Veneto a Marostica, si deduce che queste classifiche fossero quelle di inizio stagione.
Probabilmente il fatto che manchi Gianni Olivo dipende dal fatto che lui era tesserato anche nella precedente stagione con il Settimo, e quindi nel Veneto.

Ed ora...passiamo al dolce: “Sao come si fao la marmellata, con frutta zuccherata e un po’ di liquorao E sao come si fao la cioccolata, con una mescolata di zucchero e cacao... Cacao Cacao, cacao dal gusto esagerao, cacao cacao Cacao, però cacao meravigliao...”.

Sulle note di questa “Cacao meravigliao” nel 1987 e nel 1988 andò in onda sulla RAI in seconda serata la trasmissione “Indietro tutta”, che replicava la precedente “Quelli della notte”, un programma che prendeva in giro la televisione commerciale ambientata in una nave dove l’ammiraglio Renzo Arbore era attorniato da belle ragazze, Nino Frassica faceva lo sgangherato “bravo presentatore”e Mario Marenco faceva Riccardino, un bambino molto dispettoso… ma la storia di Renzo Arbore parte da molto più lontano...

Nato a Foggia nel 1937, ma napoletano di adozione; era il preistorico 1965 quando alla radio (rigorosamente in AM) Arbore e Boncompagni ideano la famosa “Bandiera Gialla” prendendo il nome dalla canzone di Gianni Pettenati, inno della gioventù ante-sessantotto, che faceva ascoltare le canzoni che andavano per la maggiore in quel periodo (il primo Morandi, Patty Pravo, Little Tony, Caterina Caselli ecc.).
A questa seguì, sempre per radio, “Per voi giovani” nel 1967 e “Alto Gradimento” nel 1970, e in TV “Speciale per voi”, una sorta di processo ai cantanti dell’ epoca.
In particolare Alto Gradimento fu una trasmissione assolutamente dirompente: ogni puntata procedeva senza un apparente filo logico, e le battute erano volutamente demenziali, in netta controtendenza rispetto a tutto quanto esisteva all’epoca. Tra i personaggi impersonati da Arbore e Boncompagni ricordo l’ex gerarca fascista Catenacci, il professor Aristogitone, Max Vinella, un improbabile squinternato giornalista, il colonnello Buttiglione, la Sgarrambona (che impersonava la donna amata da Boncompagni), l’ indefinibile Scarpantibus (che diede il nome anche alla discoteca di Codroipo), Malik Maluk, lo scalpellino arabo che ripeteva sempre “fangala”, e moltissimi altri strampalati personaggi.
La prima puntata andò in onda nel luglio del 1970 e la sigla era “Rock around the Clock” nella versione orchestrale di James Last. Si dice che Alto Gradimento nacque da un’ispirazione dei pionieri della San Marco Fine Life, Brown Girl, Broken Gasp e Little Wells poco prima di fondare la società...
In televisione Arbore conosce il successo nel 1976 con “L’altra domenica” , trasmissione della domenica pomeriggio sul secondo canale che si poneva in netta contrapposizione con la tradizionale “Domenica In” di Corrado sul primo canale.
E lì iniziò a portare in Tv il suo stile irriverente e goliardico, con l’allora sconosciuto Roberto Benigni nei panni di un critico cinematografico, il cugino americano muto Andy Luotto, le ambigue Sorelle Bandiera (Fatti più in là…) , i primissimi Cochi e Renato e Paolo Villaggio (Fantozzi, Fracchia ed il terribile dottor Kranz e il suo cammello di peluche..).
Nel 1980 dunque il successo di “Quelli della notte” con una serie di personaggi un po’ comici e un po’ surreali: Nino Frassica faceva il frate Antonio da Scasazza, lo pseudo-filosofo napoletano Riccardo Pazzaglia, l’intellettuale Massimo Catalano, cultore dell’ovvio, che diceva “meglio essere ricchi e in salute che poveri e malati”, il comunista romagnolo Maurizio Ferrini, e poi Simona Marchini, Mario Marenco, Andy Luotto, Roberto D’Agostino ed altri stralunati individui. Nel 1986 decide dei partecipare a Sanremo con la ambigua: “Metti che ti presenti a una ragazza e dici “suono bene il clarinetto” Metti che lei capisce tutta un’altra cosa e ti fa subito l’occhietto...”
E questo strampalato clarinetto agguanta il secondo posto tra la sorpresa generale, andando vicino a strappare il successo a “Adesso tu” di Eros Ramazzotti e sorpassando Gianni Bella con “Senza un briciolo di testa” che si piazza terza.
In seguito Renzo si è dato alla musica napoletana, nel 1991 fonda l’Orchestra Italiana con lo scopo di farla conoscere nel mondo, e ancora oggi, seppur invecchiato, si vede ancora qua e là con un po’ di pancetta a suonare il sax, cantare, e sparare qualcuna delle sue battute...
Personaggio dunque poliedrico, geniale ed irriverente, Renzo Arbore si è conquistato un posto di assoluto rilievo nello spettacolo italiano degli ultimi decenni.
Amante anche delle belle donne, è stato legato anche a Mariangela Melato e Mara Venier. Ah dimenticavo, un giorno di tanto tempo fa Luca Urizio mi rivelò che lui era un acceso fan di Renzo Arbore, e che si è registrato tutte le puntate di “Quelli della Notte” e di “Indietro a tutta” e ancora ogni tanto le rivedeva per farsi una ghignata...
Anche a me le goliardate sono sempre piaciute parecchio, e così insieme a Luca e agli altri ascoltavamo in macchina, nel corso delle lunghe trasferte in B1 negli anni ottanta, le cassette con tutta l’opera omnia degli Squallor, che con Arbore avevano alcune affinità...

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