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Amarcord - 138^ puntata

Buon anno nuovo, amici pongisti vecchi e nuovi, e torniamo a fare un tuffo nel passato cercando di andare avanti in questa lunga cronistoria sul nostro passato che ci accompagna da molto tempo.

Eravamo rimasti alla fine di ottobre del 1994, con la San Marco impegnata in B1, dopo il roboante successo per 5-3 ottenuto sulla Regaldi Novara.
L’incontro successivo ci vedeva impegnati con la cenerentola, la Cassa Rurale di Villazzano (Trento).
Apro una veloce parentesi solo per notare che sia il Regaldi Novara che il Villazzano li abbiamo incontrati anche nella corrente stagione 2009/2010 in C1 e A2 veterani.
Ciò conferma il fatto che anche la storia pongistica è fatta di cicli e ricicli, e che le squadre più importanti sono quelle che resistono all’usura del tempo e delle stagioni, molto spesso sono sempre quelle, anche se nel tempo cambiano i giocatori.
Ma torniamo a noi: i trentini potevano contare sull’esperienza di Marchiori e sulle temibile puntinata “curl” di Giuliano Moratelli.
Anche lui una vecchia, anzi vecchissima conoscenza.
Ricordo un giovanissimo Moratelli nella Polini Rovereto in uno spareggio con la San Marco per andare in serie C nel paleolitico anno 1975, vinsero 5-4 dopo una feroce battaglia con i nostri pionieri Brunetta, Bellavitis e Michelazzi.
E invece nel 1994 all’ultimo momento Moratelli diede forfait e venne sostituito dal giovane Paiar, che rimediò un paio di brutte figure opposto a Luca e Lucio.
Il migliore del Villazzano fu Parisi, autore di ben due punti, ottenuti su Stefano e su Luca (!!) reo di aver preso sottogamba l’incontro prima snobbando l’avversario e non riuscendo poi ad entrare in palla per recuperare la partita; cose che a Luca ogni tanto capitavano.
Bene Stefano, che ottiene un bel punto su Marchiori palesando grinta e disciplina tattica.
Le cronache dicono che il Giudice Arbitro, l’udinese Solari, si fece notare per le frequenti interruzioni e per alcune decisioni un po’ bizzarre.
Questo fu il tabellino: SAN MARCO – VILLAZZANO 5-2.
Parisi (VI) –Val (SM) 21-9,21-15
Urizio (SM) –Paiar (VI) 21-11,21-10.
Saltarini (SM) –Marchiori (VI) 18-21, 21-13,21-12.
Parisi – Urizio 21-16,21-19
Val – Marchiori 21-19,21-13
Saltarini – Paiar 21-8,21-8
Urizio – Marchiori 21-13, 14-21, 21-11.
Con questa affermazione la San Marco, guidata in panchina da Marzio Tarlao, restava saldamente ancorata al secondo posto; le due capolista Vigevano e Cuneo hanno entrambe vinto confermandosi in testa.
Il prossimo turno vedrà queste due squadre impegnate nello scontro diretto, mentre la San Marco se la dovrà vedere con il Marostica (mamma mia, ecco un'altra deja vu che dovremo affrontare nei veterani tra pochi giorni...).
In D2 prima affermazione delle seconde linee San Marco: Della Libera, Borin ed il debuttante Ornella piegano il Latisana per 5-1.

Torniamo in B1: reduce dunque da tre vittorie consecutive, la San Marco tenta di centrare il poker affrontando il Marostica di Renso, Granzotto e Simeone.
E fu...cappotto. Dunque a Marostica ci fu un bel 0-5 senza tante discussioni maturato in un’ora circa di gioco.
In questi casi è difficile capire dove finiscano i meriti dei nostri e dove inizino i demeriti dei padroni di casa, che sono riusciti a conquistare solo la miseria di un set, apparendo la brutta copia della squadra che l’anno prima ci diede delle brutte gatte da pelare in B2.
In gran spolvero Stefano, vincente con facilità su Renso e con qualche difficoltà in più su Granzotto.
Altri due punti per Lucio, che ha schiodato con disinvoltura le difese di Simeone smentendo chi lo vedeva in difficoltà con i difensori.
Un punto solo per Luca su Granzotto, di più non serviva.
BANCA POPOLARE MAROSTICA – SAN MARCO 0-5.
Val (SM) – Renso (MA) 21-17,21-15.
Saltarini (SM) – Simeone (MA) 21-17,21-18
Urizio (SM) – Granzotto (MA) 21-11,21-15
Saltarini – Renso 21-14,21-19
Val – Granzotto 21-16,14-21,21-18.

L’atteso big-match tra Cuneo e Vigevano è stato appannaggio del Cuneo per 5-3 che resta imbattuta a 10 punti.
La San Marco aggancia il Vigevano al secondo posto con 8 punti.
Tutte le altre inseguono.
Il prossimo turno, in programma in dicembre, ci avrebbe visto opposti proprio alla capolista Cuneo guidato dall’impronunciabile polacco Tomasz Czyzewsky.
Un ultimo aneddoto che merita di essere citato: il Marostica in quella stagione 1994-95 oltre alla squadra in B1 ne aveva anche una in B2, e sapete chi ci giocava ? Ma guarda un po’: erano proprio i nostri Gigi Pittini e Gianni Antonelli, emigrati quell’anno in Veneto in cerca di fortuna...
Siamo sempre a novembre 1994.
Tempo fa vi ho raccontato di una "telenovela" con il Comune di Pordenone che reclamava il pagamento di una fattura di 3.349.859 lire per 10 anni di utilizzo della sala da noi occupata presso l’ex-Fiera.
Dopo aver fatto inutilmente notare per mesi l’irregolarità di tale pretesa, e dopo che furono anche pubblicati severi articoli sui giornali su questa grottesca vicenda, capimmo che non c’era nulla da fare ed arrivammo a chiedere la sola rateizzazione della somma in 24 mesi.
Il Comune ci rispose che per garantire la rateizzazione serviva una fidejussione bancaria del costo di circa 800.000 lire, facendo così salire ancora il costo della faccenda.
E all’orizzonte stava spuntando un’altra novità: il comune per il futuro intendeva regolare l’utilizzo della sala con delle convenzioni-capestro che prevedevano ulteriori spese ed altri oneri vari.
Era un’ Odissea, un’Odissea nello spazio..."un gruppo di cinque astronauti sono in volo a bordo dell’astronave Discovery diretta verso Giove, governata dal supercomputer HAL.
In prossimità di Giove Hal impazzisce e cerca di uccidere David Bowman e Frank Poole, ma Bowman riesce a sopravvivere e disabilitare Hal.
Vicino a Giove Bowman trova un monolito nero che lo porta a sorvolare panorami alieni, fino a trovarsi in un impossibile appartamento settecentesco dove vede sé stesso invecchiare rapidamente, il tutto sulle note di "Così parlò Zarathustra" di Strauss...".
Era il 1968 quando mi emozionai vedendo alla sala del Don Bosco questo epico e stranissimo film "2001 Odissea nello spazio", del più grande regista del secolo, Stanley Kubrick. Nato a New York nel 1928 Kubrick ha iniziato nel 1951 con un documentario "Day of the Fight" , ma i suoi maggiori capolavori sono stati: Orizzonti di Gloria nel 1957, Lolita nel 1962, il dottor Stranamore nel 1964; dopo 2001 Odissea nello spazio Kubrick nel 1971 prese spunto dalla nascita di un club di tennistavolo a Pordenone per ideare il suo film più controverso: "Alex ( Malcolm Mc Dowell) è il capo dei Drughi, una banda di teppisti che trascorre le notti a rapinare e torturare le persone nelle loro case, pestare barboni e ingaggiare feroci lotte con le bande rivali. Alex fa uso di mescalina e ama l’ultraviolenza. Nel corso di una rapina Alex viene arrestato e si sottopone ad un programma di rieducazione che consiste nel rivedere scene di violenza sullo schermo sulle note della Nona Sinfonia di Beethoven. Quando esce di prigione Alex si ritrova in una società estranea e medita il suicidio...".
Si dice che Kubrick per narrare la storia di Alex prese spunto dalle losche imprese del giovane pongista pordenonese Broken Gasp.
Da sottolineare nel film la colonna sonora che conteneva l’ouverture del Guglielmo Tell e la Gazza Ladra di Rossini, oltre alla Nona di Beethoven stravolta al sintetizzatore da Wendy Carlos, genio della musica elettronica. Da citare anche il rifacimento della famosa "Singing in the rain" intonata da Alex durante un feroce pestaggio.
Era dunque l’autunno del 1971, era da pochi mesi nata la San Marco, ed il sottoscritto tredicenne aveva un problema: come poter vedere il citato film “Arancia Meccanica” nonostante il divieto ai minori di anni 18. Il problema fu risolto con una certa facilità: avevamo a disposizione un certo numero di tessere ENDAS (quel Circolo vicino all’Hotel Santin dove le palline finivano spesso nelle pizze…) dove era facile falsificare la data di nascita, e così il 1957 con abili mosse di penna e gomma divenne 1952, e poi scovammo un cinema a Maniago dove pare che i controlli fossero molto blandi...e il gioco fu fatto, e potei così godermi in pace le imprese di Alex...
Per concludere il discorso su Kubrick vorrei citare altri film bellissimi: “Shining” nel 1980 tratto da un celebre romanzo di Stephen King con Jack Nicholson impazzito con il pugnale in mano, il crudo “Full Metal Jacket” del 1987 con il soldato Joker impegnato nella guerra del Vietnam, e l’ultimo, “Eyes Wide Shut” che uscì dopo la morte del regista, con Tom Cruise impegnato a tradire Nicole Kidman in strane frequentazioni in club di scambisti. Ciao Stanley, regista dissacrante e mai banale, sei stato il più grande, mi manchi...


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