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Amarcord - 137^ puntata

Ottobre 1994
Dopo il blitz di Torino ai danni del Cus, le racchette pordenonesi impegnate in B1 ospitano un’altra forte e blasonata formazione piemontese, il Regaldi Novara, una delle società di tennistavolo più blasonate d’Italia, nonché formazione candidata alla promozione in A2.

Gli ospiti erano tre forti ed esperti seconda categoria, Quaglia, Cuzzoni e Bilucaglia, ed il pronostico alla vigilia pendeva nettamente a loro favore.
Erano venuti a Pordenone convinti di un facile successo, e invece...
Il match fu uno dei più belli e spettacolari disputatisi all’Ex-Fiera, all’insegna del gioco spettacolare e del massimo equilibrio.
Più quadrati gli ospiti, più estrosi ed imprevedibili i nostri, apparsi migliorati nettamente rispetto alla precedente esibizione in casa di quindici giorni prima con il Vigevano.
E, cari miei, stiamo parlando, come avrete capito, della storia di un grande successo della San Marco.
L’artefice è stato ancora una volta Luca Urizio, che non finiva mai di stupire: in quella occasione è apparso in uno di quei giorni di “grazia” dove tutto gli riusciva facile, anche i colpi più difficili.
Luca dunque ha “rullato” tutti e tre gli ospiti massacrandoli nettamente, macinando chilometri passando spesso e volentieri dall’attacco alla difesa anche più volte nello stesso scambio, dovendo solo ricorrere al terzo set, in quanto il ritmo dei suoi scambi era troppo elevato per poter reggere tanti colpi consecutivi a quel livello di sforzo fisico.

Lucio Saltarini dal canto suo ha palesato degli ottimi progressi, con topspin di dritto che hanno fatto “bruciare” la pallina, e mantenendo una buona concentrazione a differenza di altre volte. Da citare due spigoletti centrati da Lucio nella ottava partita, giocata “punto a punto” con Bilucaglia, che hanno suscitato le ire degli ospiti.
Infine Stefano Val, l’eroe di Torino, stavolta non è riuscito a conquistare punti, ma troppa era la differenza dei valori in campo.
La San Marco chiude così il terribile trittico iniziale con due successi e una sconfitta: un bilancio più che positivo che nessuno sperava alla vigilia.

Ora la classifica vede al comando le imbattute Cuneo e Vigevano, e la San Marco le insegue due punti sotto.
Il prossimo incontro vedrà un impegno sulla carta più agevole, contro la Cassa Rurale di Villazzano Trento.
Questo fu il tabellino dell’incontro:
SAN MARCO PORDENONE – REGALDI NOVARA 5-3.
Bilucaglia (RE) – Val (SM) 21.14,21-9;
Urizio (SM) – Quaglia (RE) 18-21, 21-11,21-16
Cuzzoni (RE) – Saltarini (SM) 16-21, 21-17,21-15
Urizio – Bilucaglia 12-21, 21-16,21-15
Cuzzoni – Val 21-18, 21-12
Saltarini – Quaglia 21-9, 21-18
Urizio – Cuzzoni 21-9, 12-21, 21-9
Saltarini – Bilucaglia 21-16, 23-21.

E’ un po’ di tempo che non ci diamo un’occhiata intorno.
Fortunatamente ho rinvenuto qualche reperto che dirà qualche notiziola in più su quanto successe in quell’autunno del 1994.
Intanto ci fu una ennesima assemblea nazionale Fitet in quel di Chianciano Terme.
Fu come spesso accadde una assemblea “bulgara”, in quanto Stefano Bosi fu candidato unico rieletto a suffragio universale, dunque incontrastato dominus del tennistavolo italiano.
In un articolo apparso sulla rivista federale vi sono sperticati elogi da parte dei vari intervistati con un titolo “Sarà un’Italia di Serie A” ma non si capisce proprio il nesso di questo titolo con la rielezione di Bosi...
In Serie A1 continua il solito duello tra Ferentino (Di Napoli, Piacentini, Li Yi) ed Alfaterna Nocera (Costantini, Mondello, Dong Lun) con Costantini ancora imbattuto dopo tre turni.
In A femminile comanda Castelgoffredo, e il Kras Sgonico arranca all’ultimo posto.
La nazionale italiana (Mondello – Nannoni – Piacentini) in Lega Europea a Terni perde 4-1 dalla repubblica Ceca confermando che “L’Italia di serie A” è ancora solo una fantasia dei visionari presidenzialisti...
Sulla rivista federale, parlando della serie B1, c’è una piccola citazione per la San Marco Pordenone, all’inseguimento del Vigevano, “a metà strada tra tranquillità e preoccupazione”.
C’è molta attesa per gli Internazionale d’Italia, in programma a novembre a Bolzano, organizzati dalla immarcescibile e sempiterna Edith Santifaller.
Torneo regionale di quarta categoria a Sgonico, due iscritti della San Marco non sono stati ammessi alle gare domenica mattina in quanto arrivati alle 9.30 invece che alle 9.00 nonostante avessero preannunciato il ritardo dovuto al traffico e che le gare non fossero ancora iniziate.
Ho espresso personalmente i complimenti al sig. Divo e a tutti gli altri che hanno caldeggiato tale decisione per il grande senso di sportività dimostrato anche in questa occasione.
Si trattava di un torneo di importanza del tutto relativa dove l’importante doveva essere giocare e basta, e invece...
Un trafiletto inquietante rinvenuto dal “Gazzettino” : la Corte d’Appello di Trieste ha confermato una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per una serie di reati risalenti al 1982: il condannato era accusato di aver ricettato una Ferrari 308 rubata e di aver fatto uso di documenti falsi per perfezionare tale intento.
Il presunto colpevole è un ex pongista pordenonese degli anni 70, conosciuto negli ambienti della mala con il suo nome di battaglia “Broken Gasp” , gli si attribuirono efferati delitti, si diceva di lui che fosse anche introdotto negli ambienti della stregoneria, del satanismo e della magia nera...

“Got a black magic woman Got a black magic woman I got a black magic woman Got me so blind I cant’ see That she’s a black magic woman She’s tryin’ to make a devil out of me…”
“Ho una donna della magia nera.. Si, ho una donna della magia nera.. Mi ha fatto diventare così cieco che non riesco a vedere Che lei è una donna della magia nera E sta cercando di farmi diventare un diavolo…”

E con questa “Black magic woman” del 1970 siamo a parlare di uno dei più grandi chitarristi mondiali del secolo, il messicano Carlos Santana, che chiude il nostro piccolo trittico dedicato al festival di Woodstock.
Carlos, ben presto emigrato negli Stati Uniti, iniziò nel lontano 1966 formando i “Santana Blues Band” a San Francisco, con un mix di jazz, di blues e di musica latina, ma non ebbe un grande successo.
Si presentò quindi a Woodstock da quasi sconosciuto, ma ricevette in quella occasione un’ottima accoglienza ed il brano strumentale “Soul Sacrifice” si può definire il suo primo grande successo.
Carlos si esibì a Woodstock sabato 16 agosto 1969 verso le 15.00 , poco prima di Janis Joplin e dei Grateful Dead.
Il primo album “Santana” arrivò fino al quarto posto nelle classifiche USA.
Ma il vero successo fu il successivo “Abraxas” che fece oltre 4 milioni di copie nel mondo. La copertina che fece scandalo raffigurava una donna di colore che parla con un essere alato, la donna era una strega, l’essere alato era il demone Abraxas.
All’alba del 1971, avendo saputo della nascita della San Marco, i Santana meditarono di sciogliersi, e invece con l’ispirazione della San Marco e di Broken Gasp composero “Santana III” con altri grandi successi come “Everybody’s everything” (“Ognuno è ogni cosa”) che evidentemente dedicarano ai pordenonesi.
E ancora nello stesso anno la famosa: “Oye como va, mi ritmo, bueno pa gozar, mulata…” Stupefacenti, difficoltà finanziarie, litigi tra i componenti della band furono le caratteristiche dei Santana dell’epoca. Ma anche grande musica, con “Caravanserai” nel 1972 e “Welcome” nel 1973, con una spiccata tendenza verso il jazz e la fusion, abbandonando il rock, ma ciò gli fece calare le vendite.
Di conseguenza nel 1976 con “Amigos” tornarono su musica più orecchiabile, latina e funky.
La famosa “Europa” li riportò in testa alle classifiche. Altri discreti successi nel 1981 “Winning” e “Hold on” nel 1982, ma la band stava scivolando verso il declino. Ma Carlos non si diede per vinto, cambiò tutti i componenti del gruppo, e nel 1999 incise “Supernatural”, considerato uno dei migliori album di tutti i tempi, premiato con 3 dischi di platino e 9 Grammy Awards.
Forse ci ricordiamo di più: “Como duele el corazon, como me duele estar vivo, sin tenerte aun lado amor, corazon espinado...”
Inutile dire che Carlos è attivo tutt’oggi e ogni tanto si vede in tv da qualche parte.
La sua sapiente miscela di rock, salsa, blues, jazz e fusion ne fa uno dei massimi musicisti mondiali di questo secolo, anche se il Santana di oggi è molto lontano da quello rockettaro e un po’ lisergico che suonò a Woodstock nel 1969.

Per concludere il discorso su Woodstock, ho ancora negli occhi il film che ritrae oltre agli artisti, anche scene originali con gente nuda che si rotolava nel fango, alcool e droghe di ogni genere, sesso libero, mancanza di igiene e di cibo, trasgressione oltre ogni limite.
Negli anni seguenti si capì che Woodstock era solo una utopia, e come tale svanì pian piano e rimase nel tempo solo un ricordo, ma si può ben dire che rappresentò una pietra miliare nel costume e nel modo di pensare di milioni di giovani (basti pensare a tutti i cantanti “beat” italiani che da lì presero spunto) e ogni tanto di quell’utopia sento il rimpianto e molta nostalgia...





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