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Amarcord - 135^ puntata

Un saluto a tutti gli affezionati lettori (che per quanto ne so sono abbastanza numerosi) di questa rubrica.
Se non sbaglio è ormai da tre anni e da 135 puntate che vado avanti a raccontare questa storia, e ormai non manca più molto alla fine.
Ora partiremo a parlare della stagione di B1 1994-1995 che ci occuperà qualche puntata.
Quindi la stagione 1995-1996 che è stata la dodicesima e ultima della nostra grande parabola, ma su questa e sul periodo successivo, che potremmo definire la “seconda grande depressione” andremo via molto velocemente.
La minestra ve l’ho già abbastanza allungata.
Qualcuno dice che la pasta fagioli è anche più buona quando dopo qualche giorno si allunga un po’, ma non vorrei esagerare e farvi fare indigestione.
Poi ci sarà il gran finale con un paio di puntate speciali “superamarcord”che mi frullano in testa da qualche tempo, ma ogni cosa a suo tempo, e a suo tempo, Dio volendo, ci arriveremo.

Dunque riprendiamo il filo del discorso e dei ricordi con la formazione della San Marco al via della stagione 1994-95, ammessa alla B1 dopo un altro ripescaggio estivo, composta da Luca Urizio, Lucio Saltarini, Stefano Val, Mario Agarinis e Oscar Dal Fabbro, la nostra eterna riserva.
18 settembre 1994: si comincia questa B1 alla Ex Fiera opposti al Florens Vigevano.
I nostri Luca, Lucio e Stefano hanno lottato caparbiamente su tutte le palline, sono stati in vantaggio per una buona metà del match, prima 1-0, poi 2-1 e anche 3-2 grazie alla buona vena di Luca e Lucio, apparsi tonici e capaci esprimere al meglio i loro pungenti colpi di attacco. Purtroppo però la sesta, la settima e l’ottava partita sono state tre “stecche” consecutive: Stefano perde con Casini, Luca con Fusco e Lucio di nuovo con Casini, e così tutti a casa.
Che dire ? Intanto, onore al merito degli avversari: Fusco e Casini erano dei navigati seconda categoria capaci di continue variazioni di ritmo che hanno messo in grave difficoltà i nostri. Luca e Lucio non hanno giocato male, ma hanno avuto il demerito di cedere le armi nel momento decisivo.
Per Stefano il discorso era diverso: per lui la B1 si dimostrava ancora molto “stretta”, in allenamento si comportava molto bene, ma negli scontri ufficiali veniva fuori l’inesperienza a questo livello.
Purtroppo ora il calendario riservava alla San Marco un altro severissimo impegno: bisognava andare a Torino a rendere visita al Cus dove militava il cinese Zhang, che già in passato diede dei dispiaceri ai nostri. E poi ancora sarebbe venuta all’Ex Fiera il Regaldi Novara di Cuzzoni, una delle pretendenti alla A2. Per iniziare era proprio un trittico terribile...
Questo dunque fu il tabellino del primo incontro:
SAN MARCO PORDENONE – FLORENS VIGEVANO 3-5.
Saltarini (SM) – Righini (VI) 15-.21,21-11,21-13.
Fusco (VI) – Val (SM) 21-14,21-15.
Urizio (SM) – Casini (VI) 21-12,21-16.
Fusco – Saltarini 21-14,21-14.
Urizio – Righini 21-8,21-10.
Casini – Val 21-8,21-16.
Fusco – Urizio 21-18, 21-15.
Casini – Saltarini 21-14,21-9.

L’obiettivo della stagione era la salvezza, cosa non facile dato il buon livello tecnico di tutte le squadre e le tre retrocessioni programmate. Da Torino non volevamo assolutamente tornare a casa a mani vuote...

“Goin’ home my baby Goin’ home my baby Goin’ home to see my babe...”

“Andando a casa, ragazza, Andando a casa, ragazza, Andando a casa a vedere la mia ragazza...”

In una calda serata estiva qualche settimana fa io e Gigi ci siamo recati a vedere la proiezione all’aperto di un film dedicato al Festival di Woodstock che si svolse nell’agosto 1969 in questa piccola località degli Stati Uniti. E questi erano i Ten Years After con il mitico chitarrista Alvin Lee che hanno eseguito in quella occasione una performance inimitabile con “I’m going home”. Questo gruppo appartiene alla storia del rock inglese: nati nel preistorico 1961 con il nome di “Jaybirds” Alvin Lee, Chick Churchill, Leo Lyons e Ric Lee fecero un genere musicale abbastanza strano, con un amalgama di blues, rock and roll e rock psichedelico che andava in quei lontani anni, e poi scivolarono nel hard rock. Il primo vero successo fu l’album live “Undead” che conteneva la prima versione di Going Home, tratta credo da un brano di Elvis (ma su questo punto non ho trovato conferme).
Qualche anno dopo, nel 1971, in seguito alle notizie provenienti dall’Italia circa la formazione a Pordenone di una band di tennistavolo che avrebbe oscurato la loro crescente fama, per reagire i Ten Years After composero forse il loro maggior successo: “I’d love to change the world” (dall’album “Space in time”) dedicata alla nascente San Marco, dove convivono la chitarra elettrica con quella acustica, entrambe suonate magistralmente da uno scatenato Alvin Lee.
Anche l’esibizione di Woodstock fu un capolavoro. Negli anni seguenti composero altri album meno famosi, come “ Positive vibrations” e “About Time” fino al 1989, poi si persero le tracce, e del psichedelico pazzo genio della chitarra (e si dice quasi cieco) Alvin Lee si perdono le tracce, ma continuerò le ricerche...e vi saprò dire.
Per quanto riguarda Woodstock, questo Festival meriterebbe molte puntate, per quello che ha rappresentato e per gli artisti incredibili che si sono esibiti, ne cito solo alcuni: Richie Havens, Arlo Guthrie, Joan Baez, Santana, Janis Joplin, Grateful Dead, Creedence Clearwater Revival, The Who (che iniziarono a suonare alle 4 del mattino), Jefferson Airplane, Joe Cocker, Crosby Stills Nash & Young, Jimi Hendrix che suonò per ultimo lunedi 18 agosto 1969 alle 9 del mattino. Assenti illustri i Beatles, Bob Dylan, i Doors, i Led Zeppelin, i Jethro Tull.
500.000 persone parteciparano a quel lontano epocale evento che di sicuro contribuì solo due anni più tardi alla nascita della San Marco...





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