Anche quest'anno vi propongo una puntata estiva in cui inizierei a parlare di qualche esibizione di cantanti rigorosamente amarcord che si sono esibiti recentemente da queste parti.
Ad esempio con la romana Fiorella M'annoia che ho visto a Spilimbergo. Fiorella sembra ancora una giovincella con il suo fisico longilineo e la bionda chioma raccolta in una treccia. Ma pochi sanno che il suo esordio risale al lontano 1968 in cui partecipa come comparsa in qualche film con scarso successo.
Debutta in quell'anno a Castrocaro con "Un bimbo sul leone", e negli anni successivi incide parecchi altri dischi rimasti quasi sconosciuti. Nel 1971 c'è anche lei ad onorare la nascita della San Marco con "Mi gira la testa", ma ci mette altri 10 anni prima di confezionare il suo primo successo "Caffè nero bollente" che serve ai suoi spettatori per combattere la voglia di schiacciare un pisolino durante i suoi concerti.
Del 1984 è "Come si cambia", che gli arbitri di tennistavolo proponevano ogni 5 punti (oggi ogni 2) e faceva:
"come si cambia per non morire, come si cambia per ricominciare..."
Ma forse il suo maggiore successo è del 1987 "Quello che le donne non dicono":
..."E' difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare,
tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche
neanche quando ti diremo ancora un altro si...".
Quindi seguono tanti altri successi fino ad oggi, ma a parte la bella "Le notti di maggio" del 1988 non ricordo altri brani che hanno lasciato veramente il segno.
L'esibizione di M'annoia a Spilimbergo è stata piuttosto tiepida, Fiorella non riesce a coinvolgere il pubblico e quando intona "I cieli di Irlanda" c'è stato un altro abbiocco generale. Ed infine non ci ha risparmiato un bel pistolotto contro il progresso e le case farmaceutiche, all'insegna di quel falso moralismo tanto caro a molti cantanti di grido da Celentano in giù (che i loro compensi milionari se li tengono bene stretti ma predicano contro la fame nel mondo...).
Mi dispiace Fiorella ma il voto è 5 meno.
Invece nell'inedita cornice del Piancavallo alle 17.00 (orario di inizio degli incontri casalinghi della San Marco negli anni ruggenti e di nuovo sarà così nella prossima stagione) proprio alla fine di una pista da sci si è esibito Francesco De Gregori. Anche Francesco, si sa, non è coinvolgente, ma la sua bravura travalica ogni dubbio. Come al solito si alterna al piano, chitarra, armonica e tira fuori dal cappello canzoni vecchie e nuove, tutte validissime.
Mi viene in mente una delle meno note "Festival" dedicata alla memoria di Luigi Tenco, che trasmette emozioni da far accapponare la pelle. La bellezza del palco incastonato tra le montagne con il sole al tramonto ha reso lo spettacolo assolutamente unico. Voto 8.
Eravamo rimasti alla fine di quel campionato di B2 1993-1994 che alla fine ci vide secondi dietro il Marlengo dopo quella brutta sconfitta nell'incontro conclusivo.
Fu una debacle, ma c'era una bella notizia riparatrice che ci stava aspettando, l'estate ci avrebbe portato una lieta novità che potreste già immaginare...ma ne parleremo alla prossima.
Alla fine di maggio mandammo una lettera al Comune di Pordenone riguardo quell'addebito di oltre 3 milioni per l'utilizzo della sala in Ex Fiera con 10 anni di retroattività, contestandone nuovamente la legittimità.
Tra l'altro facevamo notare che la San Marco era stata rifondata con atto notarile nel 1990, per cui come si potevano chiedere addebiti per il periodo 1983-1990 in cui esisteva la Polisportiva Edera? Mistero.
Per cercare di chiudere la faccenda in modo indolore proponemmo comunque al Comune di pagare una somma forfettaria di Lire 1.500.000 a 300.000 lire all'anno per cinque anni.
Il bilancio della stagione si chiude con entrate per 22.658.334 lire e uscite per 26.871.488 lire, quindi con un ennesimo disavanzo di oltre 4 milioni. Spicca l'importo di lire 2.153.203 speso per la definizione della causa "Cividin" (si tratta delle spese legali sostenute per la famosa causa relativa alla roba rubata nel pullman nel 1987). Come sempre il disavanzo veniva coperto dal sottoscritto e dal Presidente Sergio Chiarotto nella speranza di recuperarlo la stagione successiva.
Speranza che di solito purtroppo era destinata a rimanere tale...
La serie D2 con Renato Borin e i giovani finì con un (poco) onorevole quarto posto.
Gli atleti tesserati furono 22, di cui una decina di giovani che (come al solito) si sarebbero ben presto persi per strada...
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