Come sappiamo dal 1975 in poi prima l'Edera e poi la San Marco hanno usufruito di uno spazio autogestito a tempo pieno alla Ex-Fiera di Via Molinari.
Non era una reggia, ma comunque una bella comodità disporre di uno spazio dove ci stavano sei tavoli abbastanza comodamente.
Poche società di tennistavolo ce l'avevano ed era un nostro legittimo vanto. Si trattava di una sala ricavata sotto le tribune della palestra centrale che il Comune di Pordenone ci concedeva con la formula del comodato: a noi spettavano solo gli oneri della pulizia e della manutenzione ordinaria.
Il 14 dicembre 1993 però cadde un autentico fulmine a ciel sereno: il Comune, senza in precedenza aver comunicato nulla, ci inviò una fattura di Lire 3.349.859 per l'utilizzo della sala.
Ad una nostra richiesta di delucidazioni ci fu risposto che si trattava degli arretrati dal 1984 (sic!) ad ora, quindi per 10 anni.
Abbiamo tentato inutilmente di respingere la fattura, ma i solerti ragionieri comunali ce la mandarono nuovamente.
Sembrava abbastanza evidente che il Comune di Pordenone ignorava le più elementari regole del diritto: come si può pretendere di riscuotere un affitto senza aver in precedenza stipulato un contratto o un accordo, e senza aver nemmeno quantificato all'inquilino il canone che deve pagare?
E poi, come si possono pretendere 10 anni di arretrati a bilanci chiusi da molti anni?
O forse bisognava andare a chiedere ai soci di 10 anni prima un'integrazione della propria quota sociale tale da spesare l'addebito richiesto oggi? E' evidente che il parto del Comune di Pordenone era un'autentica mostruosità giuridica.
Inoltre anche l'importo richiesto era decisamente esorbitante e non si capiva come fosse stato calcolato.
Una bella tegola dunque, che si aggiungeva alle tasse imposte dalla Fitet, mediamente triplicate rispetto alla stagione precedente grazie alla illuminata politica del balzello facile imposta dal Presidente federale. Dunque oltre agli scontri sul tavolo la San Marco era impegnata in altri combattimenti...forse anche più cruenti, contro le vessazioni della Federazione da un lato e del Comune di Pordenone dall'altro.
Poi salterà fuori prossimamente anche un terzo fronte di combattimenti...ma su questo vi lascio un attimo in suspance, i lettori più attenti dovrebbero ricordarsi di una certa rogna che era rimasta in sospeso da alcuni anni.e di cui mi toccherà riparlarne tra poco.
Tornando alla fattura incriminata, andammo a perorare la nostra causa dal Presidente del Coni che era ancora il mitico prof. Cadin cercando con il suo aiuto di impietosire il Comune.
N.B. Il Sindaco era allora Alfredo Pasini, proprio quello al quale avevamo fatto i complimenti per la sua elezione. Complimenti veramente azzeccati!
14 febbraio, San Valentino, e arriva il dodicesimo successo consecutivo.
Anche stavolta (come quasi sempre) l'affermazione non è stata delle più facili: l'avversario di turno era il Tramin Termeno, squadra invischiata nella lotta per non retrocedere, e pertanto molto combattiva. Iniziava male Val che non riusciva ad arginare gli attacchi del biondo Toll.
Poi Lucio e Luca piegavano con disinvoltura Ghetta e Doppelhammer. Ma poi Lucio si faceva irretire anche lui da Toll che sparava dei missili terra-aria imprendibili.
E poi Val trovava il modo di perdere da un Ghetta non trascendentale.
Sul 2-3 per gli ospiti meno male che Luca prendeva in mano la situazione regolando Dopelhammer, poi Lucio ha liquidato Ghetta ed infine Luca ha ottenuto il punto del 5-3 su Toll con le sue tipiche giocate spettacolari che raccolgono sempre meritati applausi.
Dunque quando mancano due giornate al termine San Marco ancora imbattuta a punteggio pieno e Marlengo secondo a quattro punti di distanza. Se si conquisterà anche la vittoria a Brescia nel prossimo e penultimo turno sarà promozione matematica, ma il destino doveva riservarci ancora qualche sorpresa...
Mentre nelle parti basse della classifica l'Azzurra Gorizia era oramai retrocessa, e Brescia, Padova e Termeno lottavano per non farle compagnia.
SAN MARCO PORDENONE - TRAMIN TERMENO 5-3.
Toll (TR) - Val (SM) 21-18,21-17.
Saltarini (SM) -Doppelhammer (TR) 21-9,21-8.
Urizio (SM) - Ghetta (TR) 21-19,21-15.
Toll - Saltarini 9-21,21-7,21-18.
Ghetta - Val 21-13,21-9.
Urizio- Doppelhammer 15-21,21-7,21-8.
Saltarini - Ghetta 21-13,21-8.
Urizio - Toll 21-7,25-23.
Ultimi referti della polverosa raccolta di Gigi, ancora in quel di Latisana il 22.1 1994:
Serie C LATISANA - MAROSTICA "A" 5-2
Pittini - Orsolon 21-15,21-9.
Pittini - Fazia 21-14,21-19.
Gli altri punti dei latisanesi sono di Antonelli (2) e Rossetti (1 e due sconfitte).
Invece il 19.2.1994:
LATISANA - CEAR FERRARA 5-1.
Gigi vince con Occhi e Malisani.
Altri 2 punti di Antonelli e 1 per Callegaro.
Dunque si stava preparando una bella festa per la promozione in B1...
"Che bella festa, che splendida festa tutti fanno per noi!
Ma che giornata .movimentata!
Passa la banda, chissà chi la manda a suonare per noi!
Che cannonata di serenata!...
Ma che musica, che musica che musica maestro
Hai trovato la via giusta per la celebrità.."
Avrete riconosciuto la nazional-popolarissima Raffaella Roberta Pelloni, showgirl bolognese ma anche discreta cantante, meglio nota come Raffaella Carrà.
Dopo qualche apparizione da comparsa in film che non ricorda nessuno Raffaella debutta in televisione nel 1969 con lo spettacolo "Io Agata e tu" con Nino Ferrer e Nino Taranto.
Di qui viene proiettata a Canzonissima 1970 con Corrado dove scandalizza i bigotti per l'ombelico scoperto e canta la citata "Ma che musica maestro" sigla della trasmissione. Quindi anche lei subisce l'influenza della nascita della San Marco, prima le dedica "Chissà se va" (sigla di Canzonissima 1971) e poi un ballo propiziatorio da lei inventato che rimarrà nella storia, il "Tuca-Tuca" in cui prima si inchina e poi risale davanti al suo partner con movenze altamente ambigue e conturbanti.
Prima lo fece con il ballerino Enzo Paolo Turchi, e in seguito fu famoso quello fatto con Alberto Sordi.
Nel 1972 fece "Maga Maghella", nel 1973 "T'ammazzerei", nel 1974 "Din don dan" e "Rumore", nel 1975 "Male", nel 1976 "Forte forte forte", nel 1976 la scandalosissima "A far l'amore comincia tu" :
"Se lui ti porta su un letto vuoto, il vuoto daglielo indietro tu
Fagli vedere che non è un gioco, fagli capire quello che vuoi..."
nel 1977 "Fiesta", nel 1978 "Tanti auguri" che faceva invece:
"Com'è bello far l'amore da Trieste in giu
Com'è bello far l'amore io son pronta e tu
Tanti auguri a chi tanti amanti ha."
Giuro che non ho mai capito perché ha citato Trieste e non magari Bolzano o Aosta, che sarebbero stati geograficamente più plausibili, ma lasciamo stare...di certo comunque anche questo era un testo notevolmente disinvolto!
E ancora nel 1979 "E salutala per me", nel 1982 "Ballo ballo" e tante altre. Poi va in Spagna e ha un successone anche là, poi torna in Italia a contare i fagioli, poi "carramba che sorpresa" ed altre amenità del genere.
Che dire? La musica di Raffaella è veramente musicaccia fatta per soddisfare i palati meno esigenti, ma la sua voce non è affatto male. Quello che mi piaceva di lei era il suo anticonformismo: ombelico fuori, gambe in bella evidenza (degna emula delle gemelle Kessler), testi alquanto sbarazzini. Beh, tutto sommato si è visto e si è sentito di peggio, .molto di peggio...
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