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Amarcord - 128^ puntata

Dicembre 1993. Come tutti gli anni si cerca di fare un bilancio dell'anno che si va a chiudere per la San Marco, giunta alla rispettabile età di 23 anni.
Il bilancio - si diceva - è senz'altro soddisfacente.
Dopo i fasti di due stagioni in A1, che però è stata abbandonata senza grossi rimpianti visti i costi del tutto proibitivi rispetto alle magre risorse disponibili, la San Marco è ripartita la stagione scorsa dalla B2 con una prima squadra di giovani che sono riusciti a cogliere il terzo posto.
La stagione in corso 93-94 è poi iniziata con i graditi ritorni dei beniamini Luca Urizio e Lucio Saltarini, che insieme a Stefano Val e Paolo Mian hanno conquistato vittorie su vittorie.
Tanto che ora, a metà stagione, la San Marco è imbattuta al comando della classifica nel suo girone di B2, ed appare la più seria candidata per la promozione in B1.
Nelle varie manifestazioni individuali si sono registrati risultati di prestigio, tra cui l'affermazione di Stafano Val nel Torneo dei Terza categoria di Sgonico e il secondo posto di Luca Urizio nell'Assoluto di Gorizia.
Vi è poi la seconda squadra che si sta facendo le ossa in D2 con Dalla Libera, Diana, Pagotto, Manzon, Roder e Gasparini sotto la guida di Renato Borin.
Le cose vanno meno bene, ma questo è un antico ritornello, quando ci si sposta dal piano sportivo al piano finanziario.
A causa delle minori entrate del CONI dal Totocalcio la Federazione Italiana Tennistavolo in questa stagione ha mediamente triplicato tutti i tipi di tasse-gara, affiliazioni ecc. (cfr puntata precedente, nell' articolo "terre desolate e centri federali" quando si parla degli intollerabili balzelli ai quali le società vengono sottoposte dalla Fitet...).
A ciò si aggiungono onerose spese di gestione e l'acquisto di materiali, come le gomme ed altro, che, proveniendo da paesi lontani, sono sempre più cari.
Ultima novità: la convenzione che il Comune di Pordenone si accinge a stipulare per la fruizione della sala che la San Marco utilizza alla Ex Fiera che costringerà, a quanto pare, ad un nuovo sacrificio economico.
Ecco dunque che anche per il t.t., come del resto per tutte le discipline "povere" che si reggono sul volontariato, si preparano tempi sempre più duri ed il 1994 non promette in questo senso nulla di buono.

Tornando al t.t. giocato, il giorno 8 gennaio inizia il girone di ritorno della B2.
Ospite alla Ex Fiera è il Q7 Padova, formazione già piegata all'andata con un secco 0-5.
I padovani però nel torneo hanno saputo poi conquistare tre successi grazie alle buone prove di Ric Griggio (divenuto nostro affezionato lettore e che dunque salutiamo di nuovo cordialmente) e Pettenò.
Per la San Marco c'era l'intenzione di concedere un turno di riposo a Luca Urizio.

E così inizia il 1994 con una vittoria, ma molto di misura (5-4).
Dunque i pordenonesi, forse stancati dalle feste di fine anno, non hanno fornito una buona prestazione. In particolare Stefano Val che il 6 gennaio aveva dominato il torneo di Sgonico qualificandosi per gli italiani, con i padovani invece proprio non si è visto: gioco fiacco, mancanza di aggressività e lucidità, troppi errori, specialmente sul dritto.
E così il buon Stefano finisce la sua incolore prova lasciando inopinatamente tutti e tre i punti a Griggio, Boscolo e Pettenò.
Meno male che invece Lucio Saltarini era in discreta giornata e ha conquistato tutti e tre i punti a sua disposizione (l'ultimo alla fatidica nona con Boscolo). E meno male anche che alla fine Luca Urizio è sceso in campo, ma ha fatto solo due punti, regalando un punto in bella a Pettenò.
Alla fine di buono c'è stato solo il mantenimento della imbattibilità stagionale e con questa la testa della classifica.

Ma il turno seguente la San Marco sarà attesa da un impegno senza dubbio più difficile a Marostica che all'andata fece dannare i nostri con Granzotto e Simeone in gran spolvero.
Sarà bene dunque che Val e soci si diano una regolata...
Questo il tabellino dell'incontro:

San Marco - Q7 Padova 5-4.
Boscolo - Val 21-17,21-18.
Saltarini - Pettenò 21-19,21-17.
Urizio - Griggio 21-18,21-12.
Pettenò - Val 22-20,21-17.
Urizio - Boscolo 21-18,21-10.
Saltarini - Griggio 17-21,21-15,21-11.
Pettenò - Urizio 17-21, 23-21,21-19.
Griggio - Val 21-11,21-11.
Saltarini - Boscolo 21-10,21-11

E così la nostra storia ha imboccato l'anno 1994 in un mondo che ogni anno diventa più difficile, più selvaggio...

"Oh baby, baby, it's a wild world
It's hard to get by just upon a smile
Oh baby, baby, it's a wild world
And I'll always remember you like a child, girl..."

"Oh tesoro, è un mondo selvaggio
E' difficile farcela solamente con un sorriso
Oh tesoro, è un mondo selvaggio
Ti ricorderò sempre come una bambina, ragazza..."

1948. nasce a Londra da papà cipriota e mamma svedese Stephen Demetre Georgiou che diverrà uno dei più grandi cantautori del secolo.
Dal 1977 dopo la conversione alla religione islamica cambia nome (un po'come il pugile Cassius Clay divenuto Mohammed Alì) e si fa chiamare Yusuf Islam.
Ma tutti noi lo ricorderemo per sempre come il gatto Stevens, Cat Stevens, per i suoi occhi vagamente felini.
Inizia nel 1967 con album che non riscossero un particolare successo quali "Matthew and son" e "New Masters" di cui si ricorda solo il singolo "I love my dog", un po' strano per uno che si fa chiamare gatto.
Quindi si ammala di tubercolosi e resta per qualche tempo isolato in un sanatorio.
Ma nel 1970 inizia a cogliere i segnali degli imminenti stravolgimenti planetari provenienti da Pordenone e pubblica di seguito due album memorabili quali "Mona bone Jakon" e "Tea for the Tillerman", e alla nascita della San Marco dedica nel 1971 "Teaser and the firecat".
In questi album vi sono successi stellari quali la citata "Wild World" ma anche "Father and son", "Morning has broken", "Lady d'Arbanville", "Moonshadow," "Ruby Love", "Peace Train" brani immortali, anche con collaborazioni importanti di Peter Gabriel (Genesis) e Rick Wakeman. Lo stile è molto delicato, quasi struggente, canzoni d'amore con voce dolcissima e roca al tempo stesso, contorni mistici e chitarre acustiche ammalianti, un mix che rimarrà unico nel suo particolarissimo genere.
Altri album di successo nel 1972 "Catch bull at four", e "Foreigner" nel 1973 dedicato ad un giovane di ambigue origini irlandesi, Jan O' Live, che tentò dopo quell'anno, con l'aiuto di Greens Kizzy, alla fine riuscendovi dopo aspre battaglie, ad infrangere la supremazia di Fine Life e Brown Girl dopo la misteriosa scomparsa di Broken Gasp e Little Wells.

Gli album seguenti "Buddha and the Chocolate Box" e "Numbers" segnarono uno stile un po' più rockeggiante e meno intimista. "Oh very young" è l'ultimo suo grande singolo di successo.
Nel 1975 venne una sola volta in Italia in concerto a Roma, grande è il mio rimpianto di non essere andato a vederlo.
Dopo la conversione all'Islam Yusuf ha praticamente smesso di cantare e di suonare.
Ha fondato associazioni benefiche, è stato messo nella black-list dopo gli attentati del 11 settembre 2001, ma quatto quatto pare che stia progettando un ritorno alla grande sulle scene, sempre che Maometto gli dia il permesso.

I miei ricordi sono legati agli anni in cui frequentavo l'alternativa Radio Nuova Musica (1977-1978) e come forse ho già scritto, conducevo una trasmissione la domenica sera che si intitolava "Dolce dolcissimo" dedicata alla musica sdolcinata in contrapposizione ai capoccia Danilo e Flavio che andavano solo a hard-rock.
Oltre al piacere di trasmettere qualche bel brano, ammetto che c'era sempre anche la speranza di commuovere qualche radioascoltatrice, e spesso Cat Stevens funzionava a meraviglia, e si ricevevano poi interessanti telefonate.

Ce n'era una in particolare particolarmente intrigante che mi chiedeva sempre di mettere sul piatto questa:

"It's not time to make a change
Just relax, take it easy,
You're still young, that's your fault
There's so much you have to know..."

"Non è tempo di cambiare
Rilassati, prendila con calma
Sei ancora giovane, questa è la tua colpa
Hai ancora molte cose da conoscere
"
(da Father and Son, 1971 - dedicata ad Anna Maria, 1978)





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