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Amarcord - 125^ puntata

E siamo arrivati al mese di ottobre del 1993.
Quarto incontro, quarto successo, la San Marco in quell'inizio di stagione non scherzava proprio.
All'Ex Fiera era di turno il blasonato Duomofolgore Treviso. Come scrivevo a proposito dell'Azzurra Gorizia, anche per il Duomofolgore Treviso si trattava di uno scontro che evocava antiche lotte, quando nella preistoria dei primi anni 70 Ennio Bellavitis e soci andavano a buscarle dai troppo esperti Dotto, Gava e Furlanetto, e magari dall'anziano Trifoglio.
Stavolta i trevigiani potevano contare su una più che discreta formazione composta dall'asso croato di Pola Valdimir Dragic, ben coadiuvato dai giovani Freschi e Paccagnan.
I nostri le hanno provate tutte per mettere in difficoltà il croato, in apparenza non trascendentale e invece efficacissimo sulla distanza, sempre concentrato sulle palline che contano.
Per lui tre punti: né Luca Urizio né Lucio Saltarini sono riusciti a venire a capo di questo giocatore, capace di improvvisi quanto letali contrattacchi.
Luca si è comunque ben "vendicato" conquistando gli altri due punti su Freschi e Paccagnan, e Lucio su Paccagnan.

Ma non era ancora finita. Stefano Val, dopo essersi aggiudicato per un soffio lo scontro iniziale con Paccagnan, all'ottavo incontro aveva di fronte Freschi: le cronache narrano di un incontro nervosissimo e di un punto contestato aggiudicato dall'arbitro a Val con conseguenti intemperanze della panchina e dei tifosi trevigiani.

Stefano, apparso anche in quella occasione troppo nervoso, perse la concentrazione e con questa i punti finali che diedero a Freschi in bella il successo del 4 pari.

Meno male che alla nona c'era Lucio Saltarini che ha mantenuto la lucidità sufficiente per regolare uno spento Paccagnan.
Certo che le analogie con quanto è successo in tempi recenti con gli stessi protagonisti Val e Freschi (anche se ora vestono la stessa maglia) sono veramente sorprendenti.
Alla fine, grande fu la felicità per i due sofferti punti che consentivano alla San Marco di mantenere la testa della classifica a punteggio pieno insieme al Marlengo che aveva espugnato il campo di Brescia per 5-2.

Nel prossimo incontro si andrà in Alto Adige a trovare il Termeno.

SAN MARCO PORDENONE - DUOMOFOLGORE TREVISO 5-4.
Val (SM) - Paccagnan (TV) 20-22,21-18,23-21.
Dragic (TV) - Saltarini (SM) 21-19,21-19.
Urizio (SM) - Freschi (TV) 21-11,21-18.
Dragic - Val 21-14,21-14.
Urizio - Paccagnan 21-14,21-8.
Saltarini - Freschi 21-13,21-14.
Dragic - Urizio 21-17,21-18.
Freschi - Val 13-21,21-15,21-17.
Saltarini - Paccagnan 21-15,21-12.

In serie D2 ancora una sconfitta per i boys Della Libera, Diana e Pagotto, che subiscono un 5-2 dal Cus Udine.


E passiamo così alla quinta vittoria consecutiva a casa del Termeno. Ghetta, Toll e Doppelhammer (anziano ex-Bundesliga) erano sulla carta un buon terzetto.
Ricordando il 5-4 con il Treviso, stavolta i nostri non si sono concessi distrazioni, e hanno regolato nettamente gli avversari, Doppelhammer compreso, quasi sempre per due set a zero.
L'unico patema l'ha avuto Val che ha concesso il punto della bandiera a Toll, e nell'ultimo incontro con Ghetta ha trovato modo di attaccar briga con la panchina avversaria (ancora!!!) per futili motivi di gioco.

TRAMIN TERMENO - SAN MARCO PORDENONE 1-5.
Trizio (SM) - Doppelhammer (TE) 21-12,21-17.
Toll (TE) - Val (SM) 21-17,21-13.
Saltarini (SM) - Ghetta (TE) 21-13,21-19.
Trizio - Toll 21-10,21-11.
Saltarini - Doppelhammer 21-18,21-14.
Val - Ghetta 21-14,15-21,21-18.

Notizie poco liete dagli altri campi: il Marlengo ha espugnato Marostica e così la San Marco continua ad andare a braccetto con gli altoatesini in testa alla classifica, e tutto lasciava prevedere uno scontro diretto al calor bianco in programma per il 13 novembre a Pordenone.

Di sicuro comunque la San Marco, con cinque successi consecutivi e ancora imbattuta, si stava ben vendicando dei dispiaceri subiti nelle ultime due stagioni: la sfortunatissima retrocessione dalla A1 (91-92) e quindi l'incolore campionato di B2 (92-93)...

"Io credo che lassù
C'era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re...
Nasce così la vita mia
Come comincia una poesia..."

Questa strofa di "Vent'anni" è datata 1970 e quindi fu evidentemente ispirata alla imminente nascita della San Marco che vent'anni più tardi avrebbe disputato il suo primo campionato di A1.
E lui è Giovanni Capone, un "guaglioncello" che in un sobborgo di Napoli negli anni 60 si guadagnava da vivere facendo il garzone.
Nel 1966, ispirandosi con non poca megalomania ai regnanti del principato di Monaco, si sceglie il nomignolo di Massimo Ranieri.
Nel 1967 il primo successo "Pietà per chi ti ama".
Nel 1968 va a Sanremo con "Da bambino" in coppia con i Giganti, quindi porta al Cantagiro "Preghiera per lei".
I primi veri successi comunque sono nel 1969, di nuovo a Sanremo con "Quando l'amore diventa poesia" con Orietta Berti e vincendo il Cantagiro con le famose "Rose rosse per te ho comprato stasera e il tuo cuore lo sa cosa voglio da te".
Ancora nel 1969 "Se bruciasse la città" e debutta come attore nel film "Metello" vincendo anche dei premi.
Nel 1970 la citata "Vent'anni" e "Sogno d'amore".
Nel 1971 ancora una sinfonia per la neonata San Marco con "Via del Conservatorio" e "L'amore è un attimo".
Nel 1972 "Erba di casa mia".
Nel 1974 "Per una donna".
Poi inizia una lunga carriera di attore, specialmente teatrale, che lo porterà a trascurare la carriera canora.
Salvo tornare a Sanremo e vincerlo nel 1988 con l'ispirato pezzo "Perdere l'amore":
"Lasciami gridare, rinnegare il cielo (forse Stefano Val l'ha preso alla lettera.)
Prendere a sassate tutti i sogni ancora in volo."


Massimo Ranieri si è esibito pochi giorni fa al Verdi di Pordenone, ma non sono andato a vederlo.

Lui è bravo, niente da dire in proposito, e quando canta gli si gonfiano tutte le vene che ha nel collo e in testa, ma la sua musica appartiene ad un filone che ho sempre mal digerito, vedasi Al Bano, per cui...passo...





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