Vi avevo già avvisato nella puntata scorsa che i reperti dell'inizio del 1993 in mio possesso hanno dei "buchi" e dunque sono costretto a saltare qualche incontro.
In questa puntata andiamo a vedere che cosa è rimasto agli annali di quei mesi di B2.
Intanto un piccolo passo indietro, avendo ritrovato il tabellino della vittoria con l'Este alla sesta di andata che si giocò il 17.1.1993:
Cosciani - Gambarin 21-18,21-17.
Val - Menara 21-16,21-13.
Mian - Crivellaro 21-17,6-21,21-9.
Val - Gambarin 21-9,21-16.
Cosciani - Crivellaro 16-21, 21-18,21-19.
Dunque a Este fu uno 0-5 senza discussioni che confermava la San Marco nelle zone alte della classifica in attesa della sfida con la capoclassifica Calto Rovigo.
Peccato però che di quest'incontro che concluse il girone di andata disputatosi a fine gennaio al Palamarmi non ci sia rimasto nulla, nemmeno il punteggio finale, e in questo caso la memoria non mi aiuta...
Posso solo arguire che fu una sconfitta, Roncolato e Giri erano una buona spanna sopra il nostro attuale livello.
Anche della prima di ritorno (con l'Azzurra Gorizia in casa) non è rimasto nulla, ma da alcuni riscontri incrociati ho desunto che abbiamo vinto, bissando il successo ottenuto all'andata a Gorizia.
E passiamo così pari pari alla seconda di ritorno.
All'andata eravamo stati sconfitti in casa dal Tramin Termeno per 2-5, al ritorno in Alto Adige invece.ci siamo vendicati.
Altro match aspramente combattuto: nelle battute iniziali i padroni di casa Toll, Ghetta e Bertignoll si erano portati in vantaggio prima per 3-0 e poi per 4-1.
Ma a quel punto i nostri hanno saputo inanellare un poker di quattro partite vittoriose anche se tutte sul filo del rasoio, che hanno consentito prima la rimonta e poi il successo finale dopo oltre 4 ore di gioco.
Stavolta sugli scudi Stefano Val, autore dei punti vincenti su Toll e Bertignoll, un po' in ombra Paolo Mian, che però si è riscattato alla "nona" conquistando il punto decisivo su Bertignoll.
Questa vittoria consentì di mantenere il terzo posto in classifica alla spalle di Rovigo e Ferrara.
In D2 altro successo per 5-4 , con Borin, Dalla Libera e Roncaglia (toh, chi si rivede...) che piegano a fatica i Rangers Udine.
27.2.1993. Terzo successo consecutivo per la San Marco.
Al Palamarmi era di scena l'Alto Adige Bolzano, formazione cenerentola del torneo a zero punti e quindi già retrocessa. Doveva essere una facile vittoria, e invece è stata un faticoso 5-3.
In campo Oscar Dal Fabbro al posto di Stefano Val.
Le cronache narrano di gioco abulico e poco incisivo da parte di tutti, forse per la mancanza di stimoli che questo incontro comportava.
I tre punti degli ospiti sono stati tutti dal difensore Eberard Walzl, che con il suo gioco anomalo fatto di palleggi e strani allunghi di rovescio ha messo in difficoltà tutti e tre i pordenonesi; trovo in questo delle sorprendenti analogie con il forte difensore Andrea Galler che abbiamo incontrato pochi giorni fa (quindici anni più tardi rispetto al 1993) a Cles, sempre in Trentino Alto Adige...corsi e ricorsi...
Dopo una sosta il Campionato riprenderà il 20 marzo in casa con il Cear Ferrara, seconda in classifica, con due punti in più di noi. In pratica si trattava di uno spareggio per la seconda piazza, poiché il Calto Rovigo era ancora imbattuto ed irraggiungibile.
Nel frattempo a Pordenone si era disputato un torneo per la qualificazione agli italiani di terza categoria e il capitano Stefano Val conseguì un brillante secondo posto dietro al goriziano Petronio.
E dunque l'incontro con il Ferrara, che purtroppo andò molto male: praticamente un monologo degli ospiti che ci diedero un sonante cappotto:
Mugellini - Mian 21-14,21-18.
Mazzotti - Cosciani 20-22,21-15,21-14.
Romagnoli - Val 21-13,21-16.
Mazzotti - Mian 21-14,21-18.
Mugellini - Val 21-13,26-24.
Paolo Mian è stato maltrattato dal numero tre del Ferrara Mugellini, un difensore che in quest'occasione si è rivelato attaccante dal dritto micidiale.
Val si è fatto nuovamente irretire dalla antitop dello scaltro Romagnoli. Da dimenticare le ultime due prove di Mian e Val.
Stefano non trovava di meglio da fare che ingaggiare una focosa quanto inutile battaglia verbale con Mugellini e con il G.A. Martina in merito ai servizi ai limiti del regolamento effettuati dallo stesso Mugellini.
E con questo incontro terminano i miei reperti su quella B2 1992-93 che contrassegnò una stagione tutto sommato di transizione dopo i fasti precedenti. Ma la nostra parabola non era ancora finita...le prossime stagioni vedranno dei piacevoli ritorni...
In quei mesi continuava anche il mio impegno nella raccolta, elaborazione, commenti dei risultati delle serie A maschile e femminile che facevo direttamente per la Fitet, dopo che la Lega di serie A era praticante stata annientata dalla Fitet alla fine del 1992, come narrato in precedenza, episodio sicuramente molto singolare e mai del tutto chiarito nelle sue motivazioni.
Anche in quella stagione 92-93 fu un impegno molto faticoso e senza alcun riconoscimento del lavoro svolto.
L'ambiente era sempre estremamente litigioso e poco collaborativo, e lavorarvi fu scarsamente gratificante. Mensilmente venivano pubblicati sulla rivista federale (la cui redazione era tornata a Roma dopo la parentesi di Bologna) anche dei miei articoli di commento ai campionati che stranamente non venivano censurati nonostante io li scrivessi come sempre senza troppi peli...sulla lingua, denunciando spesso le tutte le manchevolezze a cui assistevo (ad esempio a causa di un reclamo del Cus Messina, tutti i play-out furono congelati per circa un mese...).
Comunque, solo per la cronaca, in quella stagione la A1 maschile era divisa in due gironi, nel primo le squadre più forti erano Livorno, Cagliari, Fiuggi e Siracusa, e nel secondo Nocera e Ferentino.
In A femminile Coccaglio e Verona nel girone A, Angera e Castelgoffredo nel girone B. Nelle statistiche individuali i due cinesi Yang Min del Cagliari e Sun Ling dell'Alfaterna Nocera ai primi posti, tra gli italiani il migliore ancora Massimo Costantini nonostante in quella stagione fosse emigrato a giocare in quel di Lecce.
Ancora in quei primi mesi del 1993 il nostro Gigi in serie C furoreggiava in quel di Latisana con la sua nuova squadra. Dalla sua raccolta estraggo:
Latisana - Q7 Padova B 2-5.
Gigi vince con Griggio ma perde con Furlan.
Fincantieri Trieste - Latisana 0-5.
Gigi vince con Gabrovez e Della Mea.
Latisana - Vicenza 5-3. Gigi fa tre punti su Caldognetto, Ceretta e Gottardo.
Porto Margera - Latisana 2-5. Altri 3 punti di Gigi su Kerstulovich, Bullo e Facchin.
Latisana - Duomofolgore TV 3-5. Gigi vince con Paccagnan e Mazzariol ma perde con Freschi.
Q7 Padova A - Latisana 5-4. Gigi vince con Tanzola e Lincetto ma perde con Pinelli.
Q/ Padova B - Latisana 5-0. Gigi perde con Griggio e Bragotto.
E questa dunque la dedichiamo a Gigi:
"Je vais vous raconter
Avant de vous quitter
L'histoire d'un p'tit village pres' de Napoli...
Et quand il arrivait la foule s'accrarait
"ARRIVA GIGI L' AMOROSO !"
"Prima che ve ne andiate
voglio raccontarvi
la storia di un piccolo paese nei pressi di Napoli...
e quando arrivò la folla esclamò:
"ARRIVA GIGI L'AMOROSO !"
1933: da genitori calabresi in Egitto, in un sobborgo del Cairo nasce Iolanda Cristina Gigliotti, che diventerà negli anni a venire una delle maggiori artiste del secolo, normalmente conosciuta con il nomignolo di Dalida.
Miss Egitto a 17 anni, nel 1954 Dalida va a Parigi in cerca di fortuna. Del 1956 il primo disco "Madona", ma il primo successo fu "Bambino" che le fece vendere mezzo milione di dischi in Francia in poco tempo. Nel 1960 si fa conoscere anche in Italia reinterpretando "Romantica" (che vinse Sanremo 1960) e "Milord" di Milva.
Nel 1962 grande successo con "Petit Gonzales" e altro grande successo con "Le dance de Zorba" nel 1964, e "Aranjuez la tua voce" nel 1967.
Nel frattempo la sua vita sentimentale fu alquanto travagliata: nel 1961 sposa Lucien Morisse, ma pochi mesi dopo lo lascia per il pittore Jean Sobieski, quindi lascia anche lui per Christian de la Maziere, quindi si innamora del nostro Luigi Tenco con cui partecipa a Sanremo 1967 ("Ciao amore ciao") ma questi si suicida con un colpo di pistola alla tempia.
E anche Dalida poi tenta il suicidio dal quale fu salvata in extremis...ma solo per quella volta.
Nel 1968 furoreggia in Italia con "Dan Dan Dan" ma subito dopo scappa in Nepal per coltivare la religione indù.
Nel 1970 sta con tale Richard Chanfray che morirà suicida anni dopo, esattamente come Morisse e Tenco.
Quindi si mette con l'attore Alain Delon con il quale canterà più tardi la famosa "paroles paroles", ma stranamente Alain Delon non si suicidò.
E continua intanto a sfornare successi, nel 1970 si scalda sfornando "Darla Dirladada" e "Lady d'Arbanville" e finalmente all'alba del 1971 viene a conoscenza di uno strano fenomeno nascente in Italia, la nascita di una società di tennistavolo a Pordenone che poteva oscurare la sua fama ed ha per questo una profonda crisi depressiva, ma invece di suicidarsi stavolta dedica alla nascita della San Marco "Une vie" ("Una vita"):
"Une vie, parle plus bas
Non le choses de l'amour
Paroles, paroles, il faut du temps..."
"Una vita, parla più piano
Non le cose dell'amore
Parole, parole, ci vuole del tempo..."
Nel 1973 incide "Il venant d'avoir 18 ans" , in italiano "18 anni".
Del 1974 è la citata "Gigi l'amoroso" che fu la numero uno in 12 Paesi.
Nel 1975 incide il primo esempio di disco-music francese "J'attendrai" e nel 1976 rielabora la famosissima "Besame mucho". Nel 1981 le viene consegnato un disco di diamante per aver venduto 90 milioni di dischi in tutto il mondo in sette lingue diverse.
Oggi si parla di 120 milioni di dischi venduti.
Nel 1987 riesce a fare ciò che non le era riuscito vent'anni prima: seguendo la sorte dei tre compagni suicidatisi, a Montmartre, chiusa nella sua villa, ingerisce un micidiale cocktail di barbiturici e si toglie la vita lasciando un breve ma significativo messaggio scritto: "Perdonatemi, la vita mi è insopportabile".
Dalida fu forse la prima cantante europea ad essere al tempo stesso bravissima e trasgressiva.
Oltre alla vita sentimentale assai sregolata e alle provocanti esibizioni in pubblico con l'esibizione di spacchi vertiginosi già negli anni 60 e 70, tra l'altro prese le difese del movimento gay, cui dedicò una canzone nel 1972, precorrendo in questo i tempi dei Village People...
Voce profonda,calda e sensuale, anche se le musiche erano quelle piuttosto melodiche di una volta, ancora oggi suscita qualche brivido quando mi capita di ascoltare qualche sua canzone...sperando che non mi invogli al suicidio.
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