E dunque si giocò l'ultimo incontro del 1992 in B2 nell'inedita cornice del Palamarmi contro il San Liberale di Castelfranco Veneto.
Il Castelfranco evocava piacevoli ricordi: chi infatti non si ricordava delle battaglie sostenute dal gladiatore Mile Matijevic otto anni prima contro il biondino Luigi Sbrissa in quella famosa serie C 1984-85, pietra miliare nella nostra pluridecennale avventura?
E anche dell'inopinata vittoria di Alberto Vianello, sempre su Sbrissa?...
L'incontro, tanto per cambiare, fu molto combattuto e durò oltre 4 ore.
Non ricordo se c'erano dei giocatori di hockey incavolati con noi perchè avevano bisogno del loro impianto, ma potrebbe essere...
L'inizio fu ottimo. Tre punti di seguito per noi grazie ai successi di Val, Mian e Cosciani rispettivamente su Badoer, Bazan e Sbrissa (sì, proprio lui, ancora biondino ma un po' meno giovincello). Poi a un passo dal 4-0 (e probabilmente anche del 5-0) Stefano Val ha avuto un attimo di deconcentrazione consentendo la rimonta in bella a Bazan.
In seguito, dopo il 4-1 firmato da Cosciani su Badoer, l'incontro sembrava di nuovo sul punto di concludersi, invece è venuta fuori l'esperienza di Sbrissa e Bazan con 3 punti consecutivi: Sbrissa ha piegato Mian e Val e Bazan ha fatto fuori Cosciani.
Morale 4 pari.
Fortunatamente Paolo Mian ha mantenuto la lucidità sufficiente al nono incontro per sbarazzarsi del difensore Badoer senza patire i suoi puntini lunghi, portando a casa il punto del 5-4 e del successo finale.
Con questo incontro si raggiunse quota 6 punti (tre successi in cinque incontri), una posizione tranquilla in classifica, e finalmente il diabolico anno 1992 si poteva dichiarare concluso.
Ricordiamo ancora solo per un attimo che l'anno era iniziato con la squadra ancora in A1, e ancora con buone possibilità di rimanervi.
Purtroppo la mancanza di Dimitri Levenko nel ritorno, come abbiamo a lungo ricordato, costituì un ostacolo invalicabile alla permanenza in A1, pur con il buon girone di ritorno di Gionata Poli. Quindi la cessazione del rapporto di sponsorizzazione che, insieme alle folli spese di due stagioni in giro per l'Italia (ricordo solo nella passata stagione quattro trasferte in Sicilia e una in Sardegna) ci azzopparono finanziariamente parlando.
E di qui la sofferta decisione di ricominciare dalla B2.
Nella polverosissima raccolta di Gigi ho recuperato un suo referto datato 4.10.92.
Anche se non c'entra più con la San Marco penso che gli faccia comunque piacere riesumarlo, anche se non si tratta di un successo per i suoi nuovi colori.
Il buon Gigi dunque, insieme a Gianni Antonelli stava disputando la stagione 1992/93 a Latisana.
Prima o poi cercherò di fare anche un quadro sinottico dei pordenonesi "diasporizzati" ( = andati lontano da casa) dal 1992 in poi, cosa che non è affatto facile, ma so che Gigi in questo mi aiuterà...
Dunque dicevamo, che a Latisana in serie C i Rangers Udine (con gli immarcescibili Princisgh, Frediani, Franzolini) vincono per 5-2.
Antonelli perde con Princisgh e Frediani, Gigi perde con Franzolini e Frediani ma fa un punto su Princisgh (21-13,21-12).
Il secondo punto dei latisanesi è di Carlo Rossetti su Franzolini.
E così iniziamo ad aprire la pagina dell'anno 1993.
Nel 1993 i miei vecchi files purtroppo hanno alcuni "buchi" per cui non potrò darvi un resoconto del tutto completo.
Primo incontro dell'anno ad Este. Di quest'incontro non è rimasto altro se non il punteggio finale, che fu un bel 5-0 per noi.
Crivellaro e Gambarin dell'Este non erano male, ma in quell'occasione li rullammo per bene.
Non so proprio dirvi come andarono le cose e come maturò questo bel successo che aiutò ad iniziare bene l'anno.
Il prossimo incontro avrebbe visto a Pordenone (di nuovo al Palamarmi) il capoclassifica Calto Rovigo. I rodigini erano primi in classifica imbattuti con 6 successi su 6 gare, e potevano contare sul forte seconda categoria Roncolato che affiancava Giri e Crivellaro, sarebbe stato il primo vero arduo banco di prova del 1993.
Tutti avevano voglia di cancellare il 1992, anno della nostra Waterloo...
"I tried to hold you back, but you were stronger
Oh Yeah, and now it seems my only chance
Is giving up the fight
And how could I ever refuse ?
I feel like I win when I lose
WA WA WA WA ...WATERLOO Finally facing my waterloo...
"Ho provato a trattenerti, ma tu eri più forte
O si, e adesso sembra che la mia unica speranza
Sia quella di arrendersi alla battaglia
E come potrei mai rifiutare?
Mi sento come se avessi vinto e invece ho perso...
WA WA WA WA WATERLOO Finalmente affronto la mia battaglia di Waterloo...
1970. Bjorn Ulvaeus, Benny Andersson, Agnetha Faltskog, Anni-Frida Lyngstad.
Tre giovani svedesi e una norvegese attivi singolarmente da qualche anno si conoscono e iniziano a cantare insieme.
Agnetha era già considerata il fenomeno della musica pop svedese. Nel 1970 Benny e Bjorn compongono il primo disco insieme (Hej gammle man).
Nel 1971 l'euforia planetaria dovuta alla nascita della San Marco arriva anche in Svezia: Bjorn ed Agnetha si sposano e le loro nozze vennero definite in Svezia il matrimonio dell'anno. Nel 1972 i quattro pubblicano il primo disco insieme (People need love) ma è solo successivamente che decidono il nome della band, unendo le iniziali dei loro nomi di battesimo: A-B-B-A.
E' del 1974 il primo grande successo, che fu proprio "Waterloo" portato all'Eurofestival e che entrò anche nella hit parade USA.
Meno successo ebbe il singolo seguente "Honey Honey", ma nel 1975 uscì SOS che arrivò al secondo posto nelle vendite anche in Italia, e "Mamma mia" con cui scalarono definitivamente tutte le classifiche e che faceva così:
"Mamma mia, here I go again
My, my, how can I resist You
Mamma mia, does it show again ?
Mamma mia, how really know
My, my, I could never let you go."
"Mamma mia, mi capita ancora, caro mio, come posso resisterti ? Mamma mia, si vede ancora ? Mamma mia, ora lo so davvero. Caro mio, non dovevo lasciarti andare."
Ma fu con "Fernando" nel 1975 che scoppiò in tutto il mondo la Abba-mania, e nel 1976 questa toccò il suo apice con tre enormi successi consecutivi: "Money money money", "Knowing me knowing you", e infine "Dancing Queen" che fu numero uno in 13 paesi per molto tempo. Si dice che "Dancing Queen" sia uno dei pezzi ancor oggi più popolari al mondo. Spessissimo quando mi capita di essere all'estero la sento ancora suonare in qualche piano bar o da qualcuna delle tantissime band di imitatori.
Dopo il 1977 gli Abba tentano di cambiare genere con brani più raffinati, ma con minor successo. Infatti ritornarono ben presto alla disco-music con "Voules-vous" ispirato ai Bee Gees, e in quell'album c'era anche la chicca "Chiquitita" che fu un altro successone.
Nel 1979 altri successi con "The winner takes it all" e "Lay all your love on me", ma il meglio era ormai passato e il gruppo si spense nel 1982, anche se singolarmente i quattro hanno continuato a fare qualcosa e sono anche saltuariamente riapparsi insieme.
Che dire degli Abba?
Molti li hanno etichettati di banale e facile musica commerciale, ma secondo me avevano qualcosa di più. 400 milioni di dischi venduti in tutto il mondo non possono essere liquidati così facilmente.
Pezzi come Dancing Queen e Chiquitita sono anche veramente belli (altri come "mamma mia" un po' meno...) oltre che delle pietre miliari nella storia del pop mondiale. Erano famosi anche per i loro costumi, tuniche bianche con mantelli pieni di lustrini, a cui si ispirarono sicuramente tantissimi dei nostri cantantucoli, e furono anche trasgressivi (Agnetha era un gran bel pezzo di figliola, ed era solita esibirsi in abiti alquanto provocanti...)
"You are the dancing queen
Young and sweet, only seventeen,
Feel the beaf from the tambourine
You can dance, you can jive, having the time of your life
Ooh, see that girl, watch the scene,
Dig in the Dancing Queen
La dancing queen (regina danzante) degli Abba, tutti l'avevate sicuramente capito, non era altro che la San Marco...
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