E siamo arrivati dunque nel 2009.
Finite le feste e risolti i problemi sulla linea telefonica che mi hanno imposto una pausa, la nostra storia può continuare. Non siamo più tanto lontani dalla fine, ma ancora qualche puntata dovrete sorbirvela.
Intanto salutiamo il pioniere Fabio Brunetta che è emerso dalle nebbie telematiche e probabilmente lo potremo rivedere prossimamente anche in carne ed ossa dopo oltre un trentennio (magari con la sua antica e sbrindellata Stiga-Yasaka Allround manico Alser ?)...
E torniamo così al novembre del 1992.
Dopo una lunga sosta alla terza di andata in B2 i nostri erano di scena a Bolzano.
Il quartetto pordenonese: Val, Cosciani, Mian e la riserva Dal Fabbro si annunciava in discreto stato di forma: Alessandro Cosciani a Gorizia si era aggiudicato il titolo regionale dei terza categoria e Stefano Val aveva passato due turni al Torneo nazionale di Perugia.
E vittoria fu per 0-5:
Mian (PN) - Nardelli (BZ) 21-8,21-10;
Val (PN) - Walzl (BZ) 22-20,21-10;
Cosciani (PN) - Fais (BZ) 21-15,21-12;
Mian - Walzl 21-19,21-14;
Cosciani - Nardelli 21-9,21-12.
I bolzanini apparvero formazione di scarsa consistenza e bassa caratura tecnica, il solo difensore Walzl ha tentato inutilmente di infastidire il gioco pimpante dei nostri.
Successi anche di Calto Rovigo e Tramin Termeno, che comandano la classifica a punteggio pieno.
In serie D2 buona affermazione della San Marco con Dalla Libera, Borin ed Alì sul Cus Udine per 5-3.
Prossimo incontro in B2 decisamente più impegnativo del precedente a Ferrara che aveva gli stessi punti (4) della San Marco.
Nel frattempo continuava la telenovela "palestre" che si arricchiva di nuove puntate: già si sapeva che il Comune di Pordenone aveva sfrattato la San Marco dalla Ex Fiera a vantaggio della pallavolo mettendo a disposizione il Palamarmi.
Ora c'erano le legittime reazioni delle società di hockey e pattinaggio che si sentivano defraudate del loro impianto.
Sembrerebbe che per risolvere l'ingarbugliata matassa di concomitanze il Comune di Pordenone avesse in seguito deciso di spostare alcuni incontri di pallavolo al Forum di Via Rosselli, e si attendevano ora le reazioni delle società di pallacanestro...
6 dicembre 1992.
La trasferta di Ferrara non fu fortunata. Incontro molto incerto sino alle battute finali ma la San Marco cede ai locali per 5-3.
Tra gli estensi c'erano Mugellini e Romagnoli dotati di puntini lunghi ed antitop che i nostri (specialmente Val) hanno sofferto oltremisura.
Migliore della San Marco fu Paolo Mian, autore veramente di ottime giocate sia al tavolo che anche in difesa.
Mian (PN) - Mugellini (FE) 21-14,21-14;
Mazzotti (FE) - Val (PN) 21-9,21-17;
Cosciani (PN) - Romagnoli (FE) 12-21,21-13,21-17;
Mazzotti - Mian 21-14,21-23,21-19;
Cosciani - Mugellini 21-10,21-16;
Romagnoli - Val 21-12,21-10;
Mazzotti - Cosciani 21-10,21-9;
Romagnoli - Mian 23-21,21-17.
Il prossimo incontro che avrebbe chiuso il fatale 1992 sarebbe stato contro il Castelfranco Veneto nell'inedita cornice del Palamarmi...
Nel frattempo ai vertici dei campionati si compiva il fatale destino della Lega di serie A condannata dalla FITet alla cessazione.
Vorrei dilungarmi ancora qualche riga su questo fatto veramente incredibile che passò quasi inosservato nel panorama pongistico nazionale.
Qualche doveroso passo indietro: la Lega di Serie A era nata nel 1988 per iniziativa di alcuni illuminati pionieri del nostro sport, tra cui ricordo il milanese Antonio Viganò, il bolognese Piero Galli, il veronese Giulio Recchia, il bresciano Ferdinando Merenda ed altri.
La nascita della Lega era motivata da una generale insoddisfazione dello stato dei massimi campionati in Italia: analogamente ad altre discipline più evolute (calcio, basket, pallavolo ecc.) la Lega sorse con l'obiettivo di valorizzare i massimi campionati affiancando la FITeT nella gestione degli stessi e ponendo tutte le iniziative più idonee per la massima diffusione sui media.
Lo statuto della Lega fu riconosciuto dalla Fitet il 25/5/1990. A fronte della propria attività la Fitet si impegnava a corrispondere alla Lega un contributo pari alle quote di iscrizione ai campionati. Ma dal momento che tale somma si rivelò ben presto insufficiente, si decise di chiedere alle società un ulteriore contributo di Lire 100.000 cadauna, somme che la Lega ebbe sempre enormi difficoltà ad incassare (nel 1989/90 ci furono ben 14 società morose).
La Lega non ebbe vita facile sin dall'inizio.
Scorrendo i verbali delle assemblee di quegli anni molte società figuravano sempre assenti, tant'è che che nel luglio 1990 il Presidente Viganò si dichiarava sfiduciato dichiarando la volontà di dimettersi.
Le cose cambiarono un po' con l'Assemblea di Fiuggi del luglio 1991 che elesse Presidente il triestino-livornese Claudio Eccardi dopo un testa a testa con il ragusano Quartarone.
Eccardi diede un impulso non indifferente all'attività della Lega raccogliendo i più generali apprezzamenti.
In occasione di ogni turno di campionato e di Coppe la domenica sera tutte le più importanti redazioni giornalistiche nazionali ricevevano risultati, classifiche e commenti. C'erano tuttavia molti problemi.
Società che oltre a non pagere la quota mettevano continuamente i bastoni tra ruote, omettendo di comunicare i risultati, o addirittura comunicando notizie false. Convocazioni della FITet di atleti nazionali per stage o altro all'ultimo momento, con la necessità di spostare gli incontri (in una giornata di A1 ricordo quattro rinvii su cinque incontri, alcuni anticipati ed altri posticipati anche di qualche settimana). Incontri di serie A a cui partecipavano degli n.c. che perdevano sempre 21-1, 21-2.
Il top fu raggiunto da una squadra femminile ligure che invece di fare la trasferta in Sicilia pensò bene di tesserare in Sicilia tre n.c. , esempio che fu poi "lodevolmente" imitato da altri senza alcun intervento sanzionatorio da parte della FITET.
Morale della favola: in serie A hanno vegetato per molti anni società che della buona immagine dei Campionati se ne sbattevano senza troppi complimenti.
Come mai?
In molte realtà locali, specialmente al sud, era sufficiente avere una formazione in serie A per accedere a faraonici contributi da parte di regioni, province, comuni. Per molte società tali contributi erano lo scopo stesso di esistenza, lucrando in questo modo vantaggi economici in modo del tutto immeritato e per loro la partecipazione al campionato di serie A alla fine rappresentava solo una formalità, quasi un fastidio. La cosa fu resa ancora più palese quando la FITeT pemise la cessione onerosa dei diritti di partecipazione ai Campionati: ecco che i "mercanti d'arte" potevano operare liberamente: il business era assicurato, e se poi gli incontri si disputavano con atleti/atlete che nemmeno sapevano impugnare la racchetta...poco importava...
La Lega ebbe il torto (o il merito, dipende dai punti di vista) di non coprire queste situazioni, e certamente in questo diede fastidio a qualche mammasantissima. Forse fu per questo che nel 1992 gli umori in ambiente federale nei confronti della Lega volsero al peggio fino alla revoca del mandato alla gestione dei campionati.
E quindi nel dicembre 1992 fu convocata a Bologna la quinta ed ultima assemblea della Lega a sancire lo scioglimento della stessa, con sole sei società presenti (Latina, Ferentino, Livorno, Bologna, Ravenna, Lecce). Eccardi fu nominato Commissario con il compito di reggere la fiammella sino a tempi migliori, ma per quanto ne so a oggi (2009) la Lega di Serie A nel tennistavolo non è mai più tornata ed esistere...
Il mio amico Claudio Eccardi non l'ho più visto da quella volta, eravamo molto amici, ma come putroppo succede anche gli amici si perdono di vista, con la Lega avevamo fatto delle belle corse e scalato montagne insieme...
"Mi ricordo montagne verdi e le corse di una bambina
Con l'amico mio più sincero, un coniglio dal muso nero...
Il mio destino è di stare accanto a te
Con te vicino più paura non avrò..."
1972: Sanremo, primo grande successo della siciliana Marcella Bella, meglio nota semplicemente come Marcella.
Marcella inizia con scarso successo nel 1969 ("Un ragazzo nel cuore") ma nel 1971 sente anche lei l'influenza planetaria derivante dalla nascita della San Marco per la quale incide e dedica "Hai ragione tu" e da quel momento infatti seguono tutti i più famosi successi: oltre alla citata Montagne Verdi, sempre nel 1972 "Sole che nasce sole che muore" e "Un sorriso e poi perdonami".
Nel 1973 si aggiudica il Festivalbar con "Io domani" ex aequo con "Minuetto" di Mia Martini.
Nel 1974 "Nessuno mai" che le fece vendere un sacco di dischi.
Successivamente ha sempre partecipato a svariate manifestazioni ma senza lasciare il segno, se si eccettua forse "senza un briciolo di testa" a Sanremo 1986.
Marcella è brava e ha una bellissima voce, ma come genere canoro è sempre stata eccessivamente legata alla canzone tradizionale melodica, non il mio genere preferito...
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