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Amarcord - 118^ puntata

Settembre 1992.
In un quadrangolare amichevole precampionato la San Marco arriva seconda dopo un successo per 5-3 sugli sloveni di Vrtojba e una sconfitta per 3-5 con l'Azzurra Gorizia.
E proprio contro gli isontini a casa loro era in programma la settimana seguente il primo incontro che inaugurava la stagione di B2 1992-93 della San Marco.
E dunque in un incontro considerato alla vigilia molto equilibrato i nostri hanno conquistato il successo con un perentorio 5-2.
Sugli scudi Stefano Val, rinvigorito dalla cura-Levenko della stagione scorsa, che conquista due buoni punti su Petronio e Simionato.
2 punti sono venuti da Alessandro Cosciani all'esordio in maglia neroverde, anche lui vincitore con autorevolezza di Simionato e Petronio, infine un punto anche dall'altro esordiente Paolo Mian che piega Petronio in bella. Di Armando Leghissa i 2 punti dell'Azzurra su Mian e Cosciani.
In panchina esordio anche per Renato Borin nelle vesti di allenatore.
All'epoca si sperava ancora nel ritorno di Dimitri, almeno nelle vesti di allenatore, ma questa purtroppo rimase soltanto una speranza e basta.
Esordio anche in D2 per le seconde linee, che erano Della Libera, Borin e Alì. Netta sconfitta dagli udinesi del Selena che schieravano l'amarcord Tosoratti (ex Quiriniana Udine del 1975 con Agarinis, Archidiacono e Traine), giocatore ancora in grado di fare la differenza in questa categoria.

Altra rogna (l'anno orribile 1992 non era ancora finito).
A ottobre l'Ufficio Sport del Comune di Pordenone ci mandò a dire che per quattro dei nostri impegni all'ex Fiera eravamo stati "sfrattati" a vantaggio delle formazioni di pallavolo anche loro impegnate nei loro campionati maschili di serie C e D.
Con l'Ufficio Sport del Comune i rapporti erano da sempre non facili, e avendo perso il nostro fiore all'occhiello (la A1) eravamo diventati più vulnerabili, e le altre discipline stavano piombando come falchi per cercare di soffiarci il nostro posto, la mitica palestra centrale dell'ex Fiera divenuta nel tempo teatro di mille battaglie...

E un'altra di queste battaglie si consumò a fine ottobre con il primo incontro casalingo contro gli altoatesini del Tramin Termeno. Non era iniziata male, dopo la prima partita persa da Val su Ghetta, Cosciani ci aveva riportato in parità con un bel successo su Bertignoll, e Paolo Mian ha severamente impegnato il n.1 ospite Toll in bella.
Da questo momento in poi i nostri si sono spenti e sono gradatamente cresciuti gli ospiti, i quali sono stati anche avvantaggiati da una lunga serie di colpi fortunosi (spigoli e retine in quantità industriale).
Risultato finale 2-5 a favore del Termeno.
Prima sconfitta per la San Marco in questa B2.

Le cronache narrano che c'erano le giocatrici di pallavolo femminile che stavano attendendo con ansia la fine del nostro impegno, dal momento che l'Ufficio Sport comunale non si era accorto della sovrapposizione dei due incontri e si era creato così un piccolo pasticcio, fortunatamente risoltosi per il meglio.
Qualche settimana più tardi l'Ufficio Sport comunale tornava alla carica chiedendoci di traslocare per quattro incontri sulla palestra piccola.
Noi ci impuntammo nel dire di no.
Alla fine abbiamo accettato a malincuore il trasloco per quei quattro incontri al Palamarmi (l'abituale sede dell'hockey su pista) ma nonostante questo le polemiche continuarono sui giornali.
Il presidente provinciale della Fipav Rossato, che si era a lungo adoperato per cercare di soffiarci il posto, sul Gazzettino negava il fatto rivendicando una sorta di diritto naturale della pallavolo all'occupazione dell'ex Fiera.

Mah, era proprio un brutto anno...e intanto il campionato sostava perché a Lignano erano in programma in quei giorni nientepopodimeno che gli Internazionali d'Italia organizzati dagli amici di Latisana...

Altro fronte caldo di polemiche era ancora quello della Lega di Serie A. Che c'entra direte voi? Purtroppo c'entra con me, dal momento che era iniziata la nuova stagione di serie A maschile e femminile e il Presidente Claudio Eccardi mi chiese di continuare a fare il pesantissimo lavoro già fatto l'anno precedente, cioè la raccolta e la diffusione dei risultati delle massime serie alle principali testate giornalistiche e televisive, cosa che rappresentava un gravoso impegno, ma a Claudio Eccardi non sapevo dire di no.

Se non che a un certo punto successe l'irreparabile.
Nella puntata scorsa vi ho narrato di come la Lega di serie A era a i ferri corti con la Fitet per svariati motivi. Ma nessuno pensava seriamente che il conflitto potesse arrivare al punto in cui la Fitet, per volontà del suo Presidente Bosi, decidesse di togliere alla Lega il mandato di gestione dei massimi Campionati.
Fu un autentico fulmine a ciel sereno: praticamente la Lega fu di colpo defraudata del suo motivo di esistenza.
A me questa cosa fu comunicata da Bosi in persona il 9 novembre: senza una minima giustificazione di tale grave scelta, egli mi comunicò le sue decisioni e mi chiese di continuare a svolgere lo stesso lavoro di raccolta-diffusione risultati direttamente per la FiteT invece che per la Lega.
Avrei potuto dirgli di no, invece siccome il lavoro era già stato avviato e la stagione di serie A era ampiamente iniziata, per salvare il salvabile mi rassegnai ad accondiscendere alla richiesta. Negli stessi giorni si consumava un'altra epurazione: il direttore delle rivista federale Giorgio Di Primio (che era anche valente giornalista de "Il Resto del Carlino" quotidiano di Bologna) che era tanto in gamba quanto indipendente nei suoi giudizi (e infatti era un fautore della Lega) veniva "dimissionato" e la direzione della Rivista passò così da Bologna a Roma, accanto a mamma-Fitet che la poteva meglio controllare evitando le sgradite voci fuori dal coro. Che dire? Cammino su strade sempre più vuote e pensieri mi riempiono la testa.

"Sono le cinque
E sto camminando attraverso le strade vuote
Pensieri mi riempiono la testa
Ma ancora nessuno mi parla
La mente mi porta indietro
Agli anni che mi sono passati attraverso."

Forse questa però la riconoscete meglio così in versione originale:
"It's five o'clock
And I walk through the empty streets
Thoughts fill my head
But then still no one speaks to me
My mind takes me back
To the years that have passed me by."

Alle cinque. (orario canonico di inizio degli incontri della San Marco) cantava nel 1970 la roboante voce del greco Demis Roussos componente di grossa stazza degli Aphrodite's Child, complesso rock greco che comprendeva anche il famoso Vangelis Papathanassiou, specialista dell'organo Hammond.
Primo successo nel 1968 "Rain and Tears", quindi "End of the world", "Spring summer winter and fall" (1970).
Nel 1969 prepararono due brani per Sanremo, ma furono cantata da altri ("Lontano dagli occhi" cantata da Sergio Endrigo/Mary Hopkin e "Quando l'amore diventa poesia" cantata da Berti/Ranieri).
Nel 1970 le voci sulla nascita della San Marco fecero impazzire Vangelis che si mise a comporre un album di rock progressivo dedicato all'Apocalisse che si chiamerà "666" (il numero del demonio), litigò con tutti e fece sciogliere il Gruppo.
In seguito Demis continuò da solo a fare canzoni melodico-sentimentali mentre Vangelis esplorò l'avanguardia della prima musica elettronica.
Si ricorda di Demis nel 1973 "Forever and ever":

"Ever and ever, forever and ever you'll be the one."
La traduzione non serve, è ovvio che anche questo brano fu dedicato a noi.





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