E siamo così giunti al triste epilogo della nostra gloriosa biennale avventura in serie A1.
Il mesto congedo avvenne il sabato sera del 21 marzo 1992: all'Ex Fiera era in programma l'ultimo turno con l'incontro con il Parma.
E finì così:
SAN MARCO PORDENONE - ZPR PARMA 1-5
Appolloni - Olivo 21-6,21-8.
Poli - Cossia 24-22,21-12.
Urh - Infantolino 21-14,21-12.
Appolloni - Poli 20-22,21-19,21-19.
Urh - Olivo 21-9,21-6.
Cossia - Infantolino 21-16,18-21,23-21.
Tanto per cambiare fu un incontro sfortunato, infatti sia Gionata su Appolloni che Davide su Cossia avrebbero potuto anche farcela.
Tre punti su Cossia e due su Appolloni potevano anche starci (lasciando perdere il "terribile" Urh che faveva storia a sé) ma sicuramente i nostri erano poco motivati e così finì in modo malinconico la nostra serie A1.
Questa la classifica del campionato:
Olitecnica Cagliari e Ferentino 34, Alfaterna Nocera 28, Livorno 24, Parma e Siracusa 16, Latina e Cus Messina 10, San Marco 6, Barcellona Pozzo di Gotto 2.
Quindi Cagliari e Ferentino dovevano disputare uno spareggio per l'aggiudicazione del titolo di Campione d'Italia il 9 maggio a Livorno, mentre San Marco e Barcellona retrocedevano in A2.
I 2 punti stranamente conquistati dai carneadi del Barcellona probabilmente riguardarono un incontro vinto a tavolino sul Messina.
Solo per la cronaca , visto che ce l'ho, vi riporto il tabellino del citato spareggio per il titolo tricolore disputato il 9 maggio:
OLITECNICA CAGLIARI - FERENTINO 5-2
Costantini - Cannoni 21-16,21-5.
Yang Min - Di Napoli 21-9,21-17.
Sun Ling - De Giorni 21-13,21-10.
Yang Min - Cannoni 22-20,21-12.
Costantini - Sun Ling 20-22,21-17,21-14.
Di Napoli - De Giorni 21-12,21-10.
Yang Min - Sun Ling 16-21,22-20,21-14.
Fu uno degli ultimi grandi successi del grande Massimo Costantini, accompagnato dall'efficacissimo Yang Min, che ,ricordo, era capace di aprire e tirare palline talmente basse in violazione ai basilari principi della fisica.
Ho anche le statistiche individuali di rendimento di quella stagione di A1: questi i primi dieci italiani e i primi dieci stranieri, i cosiddetti "top ten":
Italiani: Costantini 84% - 2) Di Napoli 79% - 3) Nannoni 74% - 4) Bisi 61% - Mondello 61% - 6) Silveri 57% - 7) De Giorni 52% - 8) Ricci 51% - 9) Poli 44% - 10) Puglisi 43%.
Stranieri: 1) Yang Min 100%. 2) Sun Ling 95%. 3) Stojanov 78%. 4) Huang Liang 74%. 5) Shi Zhongwei 70%. 6) YAn Xiaopeng 68%. 7) Urh 67%. 8) Adeyamo 61%. 9) Levenko 42.
Quindi come magra soddisfazione, sia Dimitri Levenko che Gionata Poli entrarono nelle top ten, peccato che ciò non sia servito a garantire la nostra salvezza poichè, come abbiamo visto, il primo fece i punti nell'andata e il secondo la maggior parte nel ritorno.
Questa purtroppo la fredda e asciutta diagnosi della malattia che ci fece retrocedere.
"I don't need no doctor
Cause I know what's ailing me
I don't need no doctor
All I need is my baby
You don't know I'm in misery."
"Non ho bisogno di alcun dottore
Poichè so cosa mi sta facendo ammalare
Non ho bisogno di alcun dottore
Tutto ciò di cui ho bisogno è la mia baby
Non sapete che sto soffrendo."
Su richiesta di Gigi, vi dico qualcosa su questi Humble Pie (letteralmente Modesta Torta), una mitica band inglese che faceva negli anni 70 hard rock sulla scia dei più famosi Black Sabbath e Led Zeppelin.
Questi iniziano nel 1969 in Inghilterra con la voce e la chitarra di Peter Frampton, l'altra chitarra Steve Marriott, il basso Greg Ridley e la batteria Jerry Shirley.
Primi successi nel 1969 con "As safe as yesterday" e "Natural Born Boogie".
All'alba del 1971 anche loro si galvanizzano per le notizie provenienti dall'Italia circa la nascita della San Marco, e a loro dedicano un grandioso concerto dal vivo che si trasformerà in un famoso doppio album: "Performance: Rockin' the filmore" da cui è tratto appunto "I don't need no doctor", che riprende un vecchio brano di Ray Charles del 1966 in chiave hard-rock con le due chitarre scatenate di Frampton e Marriott.
Altro grande successo fu "Smokin' nel l972.
Gigi mi chiede anche notizie sulla cantante americana Sheryl Crow.
Ma che ti posso dire Gigi su un giovincella nata appena nel 1962 e che dunque nel 1971 era ancora praticamente nell'uovo?
Ti posso dire che ha iniziato nel 1986 collaborando con gente famosa quali Micheal Jackson, Steve Wonder, Sinead O'Connor e Rod Stewart.
Il suo genere è un misto di pop, blues, folk e country, con canzoni dal contenuto prevalentemente antimilitarista.
I suoi maggiori successi sono del 1993: "All i wanna do", "Leaving Las Vegas" e "Run baby run" che faceva "All i wanna do is have a little fun before i die" (" ciò che voglio è godere un po' prima di morire") canzone che le ha portato sfiga, infatti le trovarono poi un cancro al seno, dal quale però pare sia guarita.
Vinse nel 1995 il prestigioso Grammy Awards.
Potremmo paragonarla ad una Joan Baez dei tempi nostri.
Joan Baez, quella sì è una vera cantante amarcord, la ritroveremo sicuramente più avanti da qualche parte nel nostro cammino...
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