Continua in tono abbastanza mesto il girone di ritorno della serie A1 nel 1992.
Oramai si intravede già lo spettro di una retrocessione sempre più probabile.
Ma in tutti i casi i nostri avevano fornito prove più che decorose anche senza Dimitri, come abbiamo visto, andando più volte vicini alla vittoria. Si continua dunque con la sesta di ritorno , trasferta di Cagliari, il primo marzo, a casa della squadra capoclassifica guidata da Massimo Costantini. Ebbene Costantini in quella occasione ci snobbò prendendosi un turno di riposo e mandando in campo la promessa isolana Mareddu.
E finì in questo modo:
OLITECNICA CAGLIARI – SAN MARCO PORDENONE 5-3.
De Giorni – Infantolino 21-16,21-17.
Yang Min – Poli 21-18,21-12.
Mareddu – Val 21-16,21-13.
Poli – De Giorgi 21-13,20-22,22-20.
Infantolino – Mareddu 22-20,16-21,21-19.
Yang Min – Val 21-3,21-6.
Poli – Mareddu 18-21,21-15,21-10.
De Giorgi – Val 21-17,21-9.
E così si trattò della quarta sconfitta per 5-3 nel ritorno, dopo quelle con Latina, Siracusa e Livorno. Qui obiettivamente non si può recriminare nulla, comunque Gionata Poli e Davide Infantolino si difesero anche stavolta più che bene, mentre il nostro Stefano Val catapultato in un ambiente che era anni luce dal suo ha fatto solo da comparsa. Comunque una bella esperienza anche per lui.
7.3.1992 Penultimo turno casalingo all’Ex Fiera e stavolta è di scena il Cus Messina con il dente avvelenato per la sconfitta subita all’andata.
E così sbarca a Pordenone con il suo forte campione nigeriano Fatai Adeyamo, ed è subito notte.
SAN MARCO PORDENONE – CUS MESSINA 1-5.
Adeyamo – Infantolino 21-8,21-15.
Puglisi – Olivo 21-9,21-10.
Piergentili – Poli 21-13,21-15.
Infantolino – Puglisi 21-16,21-16.
Adeyamo – Poli 18-21,21-13,21-10.
Piergentili – Olivo 21-13,21-10.
Il punto della bandiera dunque è di Davide, mentre resta a secco Poli che pure riesce a strappare un set al nigeriano. Gianni Olivo si comporta dignitosamente ma non può puntare a successi. Il prossimo incontro però vede una luce in fondo al tunnel: i nostri sono attesi per l’ultima volta in Sicilia, in quel di Barcellona Pozzo di Gotto, squadra misteriosissima come abbiamo già visto all’andata, che schiera una formazione di giocatori semi-sconosciuti...
15 marzo. E venne così il terzo successo. E d’altra parte contro questa formazione era veramente difficile perdere. Nella San Marco esordisce un certo Luigi Pittini, terzo dei nostri "autoctoni" dopo Gianni e Stefano a prendere il posto di Dimitri.
BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) – SAN MARCO PORDENONE 1-5.
Poli – Manna 22-20,22-20.
Infantolino – Barca 21-7.21-8.
Chillemi – Pittini 21-17,21-18.
Infantolino – Manna 21-8,21-10.
Poli – Chillemi 21-18,21-15.
Pittini – Barca 21-6,21-15.
Ebbene sì, in questo modo il buon Gigi riuscì a fare quello che né Gianni né Stefano erano riusciti: fare un punto in A1. Però è riuscito anche a perdere con lo sconosciuto Chiullemi. Comunque non facciamo troppo i difficili, anche se alla fine non servirà a molto, andare a conquistare un successo all’altro capo dell’Italia in A1 (anche se...con Barca) era sempre e comunque una bella soddisfazione di cui Gigi ancor oggi giustamente si vanta...Ma l’epilogo si stava avvicinando... Era bella la A1, e noi la stavamo perdendo...
"Era bella, era bella, era bella
Era bello restare con lei
Era giusto esser liberi ed amare così
Che c’importa del mondo, che importa la gente
Che importa soffrire, che importa morire
Era bella, era bella...."
Questa canzone mi ricorda quando nel 1972 (primo anno di serie D per la San Marco) in una serata estiva a Bibione stavo cercando di avvicinare in qualche modo una biondina ragazzina inglese ed il ju-box sfornava queste ispiranti note... Li avere riconosciuti?
Spero di si. Renato Brioschi, Nazareno La Rovere, Donato Ciletti e Osvaldo Bernasconi nel 1964 fondano a Milano il gruppo de "I Profeti", primo disco "Bambina sola".
In seguito interpretano dei bei brani ma non di grande successo, come "Asciuga le tue lacrime" e " "Per fare un uomo" (di Guccini), e usano anche strani strumenti esotici come il sitar indiano e si vestono con lunghe tuniche e caffettani. Ma il primo vero successo è del 1968 al Festivalbar con "Ho difeso il mio amore", traduzione italiana di "Nights in white satin" dei Moody Blues che sarà poi ripresa anche dai Nomadi e Dalida. Sempre nel 1968 altro successo con "Gli occhi verdi dell’amore".
Nel 1969 Renato Brioschi esce dal gruppo e va a vincere il Disco per l’Estate con "Lady Barbara". Ma i Profeti nel 1971 affilano le loro armi e dedicano alla nascente San Marco il loro maggiore successo: "Non si muore per amore"che faceva: "Non si muore per amore, sempre diceva lei così, io che vivevo del suo amore le rispondevo sempre si...".Nel 1972 la citata "era bella", nel 1973 "prima notte senza lei", nel 1974 "Io perché, io per chi". Ma dopo inizia il loro declino, anche se vanno a Sanremo nel 1976 con "cercati un’anima" che non lascia però il segno.
E si sciolgono definitivamente nel 1977. Non fu un complesso trasgressivo, era genere soft-beat, tendente al melodico, se vogliamo anche un po’ troppo sdolcinato.
Ma quella bionda inglesina (con la quale purtroppo non ho combinato nulla di buono) ogni tanto mi torna in mente alle note di "era bella"...
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