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Amarcord - 112^ puntata

Il primo incontro del girone di ritorno della serie A1 1991-92 si doveva svolgere il 28 dicembre con la San Marco orfana di Dimitri Levenko a Nocera Inferiore (Salerno) a casa dell'Alfaterna di Massimiliano Mondello.
L'incontro però fu rinviato all'ultimo momento per impegni della nazionale, e così si disputò con l'anno nuovo. E così a causa di questo rinvio è andato perso anche il "file" del suo tabellino finale, e forse è meglio così, vista la situazione.
Ho solo un dubbio su chi fu in quella occasione il primo dei nostri che andò a sostituire Dimitri, ma credo che questo fu Stefano Val.
Stefano in quei mesi si era allenato moltissimo con Dimitri, e fece un discreto salto di qualità, ma questo non poteva di certo bastare per competere con quei mostri sacri delle altre squadre, figuriamoci con l'Alfaterna di Max Mondello futuro pluricampione italiano.

Inizia dunque un freddo ed incerto anno 1992 e passiamo dunque pari pari al secondo incontro, svoltosi il 18 gennaio all'Ex -Fiera. Questo il tabellino:

Huang Liang - Infantolino 21-19,21-16
Marzocchi - Olivo 21-6,21-11
Poli - Nuvola 21-17,21-15
Infantolino - Marzocchi 21-14,19-21,21-18
Huang Liang - Poli 15-21,21-16,21-17
Nuvola - Olivo 21-11,21-11
Poli - Marzocchi 21-11,21-13
Nuvola - Infantolino 21-15,21-11

Risultato finale SAN MARCO PORDENONE - ATT LATINA 3-5.

Fu Gianni dunque colui che si prestò a questo esordio casalingo in A1, ma obiettivamente non potevano venire da lui i punti.
Certo che come esperienza per Gianni fu molto bella e importante anche se devastante, e credo che se la ricordi ancora bene (chissà se avrà voglia di parlarne...).
Poli invece ha dimostrato sensibili progressi, oltre ai due punti con gli italiani (che all'andata invece aveva perso) ha impegnato severamente il cinese Huang Liang. Davide fece il punto della vita su Marzocchi (come spesso accadeva, per un soffio) e così tutti poi dissero che se ci fosse stato ancora Dimitri sarebbe stato con ottime probabilità un bel successo, e invece...

25 gennaio 1992 di nuovo in casa con il Siracusa:

Shi Zhongwei - Olivo 21-9,21-8
Poli - Mondello Marcello 18-21,21-18,21-19
Morgante - Infantolino 21-11,21-17
Shi Zhongwei - Poli 15-21,21-17,21-19
Morgante - Olivo 21-11,21-8
Infantolino - Mondello 21-13,21-15
Poli - Morgante 17-21,21-15,21-14
Shi Zhongwei - Infantolino 21-18,21-8

Risultato finale: SAN MARCO PORDENONE - LIBERTAS SIRACUSA 3-5.
Incontro dunque dallo svolgimento molto simile al precedente, e così molto simili sono anche le recriminazioni se ci fosse stato Dimitri.
Due punti per Poli sempre più in palla, che è andato veramente vicinissimo al successo anche con questo cinese.
Uno anche stavolta per Davide su Marcello Mondello (meno famoso del fratello ma pur sempre un buon seconda categoria).

Se avessimo avuto ancora Dimitri in campo avremmo potuto a questo punto avere 10 punti in classifica e vedere la salvezza abbastanza vicina.

Ma con i se e con i ma - diceva spesso mia nonna - non si mangiano gli gnocchi...

Senza Dimitri non vedevamo più orizzonti davanti a noi...

"E la vita sta passando su di noi
Di orizzonti non ne vedo mai
Ne approfitta il tempo e ruba coma hai fatto tu
Il resto di una gioventù che oramai non ho più."

E così iniziando a parlare di un anno sfortunato viene quasi spontaneo pensare ad una cantante tanto brava quanto sfortunata.
Ne avevamo accennato di striscio parlando parecchio tempo fa della sorella Loredana, ma Domenica Bertè, detta Mia Martini o semplicemente Mimì in quanto a voce era anche meglio di Loredana, ma di sfighe ne ha avute parecchie.
Dalla natia Calabria sbarca a Milano nel 1963 e incide "il magone" (titolo che evidentemente le lascerà un marchio indelebile) e nel 1966 "non sarà tardi".
Nel 1969 si becca quattro mesi di prigione per uno spinello.
Nel 1970 prende il nome di Mia Martini e anche lei (come molti altri) viene a conoscenza degli strani fenomeni emergenti in quel di Pordenone ed in loro onore incide il suo primo successo "padre davvero", un testo ritenuto dissacrante e censurato dalla RAI ("Padre davvero, lo vuoi sapere, se tu non vieni mi fai un piacere!..").
E da qui, con questo impeto di trasgressività trasmessole dalla nascente San Marco inizia con i suoi più noti successi: nel 1972 "piccolo uomo" e "donna sola", nel 1973 la sopracitata "minuetto" con cui vince al Festivalbar.
N.B. Questa canzone era trasmessa molto spesso in una trasmissione radiofonica della RAI su onde medie (AM) che andava in onda tutte le sere, dal titolo "Supersonic - dischi a mach 2" la cui sigla era "In a gadda da vida" dei mitici Iron Buttefly (1968) che aveva un magistrale assolo di basso elettrico; il d.j era il bravissimo Paolo Francisci.
Scusate l'inciso e andiamo avanti con Mimì: sempre del 1973 è "dove il cielo va a finire", nel 1974 "agapimu" scritta in greco, nel 1975 "al mondo" e "donna con te", nel 1976 "per amarti", nel 1977 "libera". Tra l'altro, scusate se è poco, canta in quell'anno insieme ad Aznavour all'Olympia di Parigi.
Nel 1981 si fa operare alle corde vocali e acquista un timbro vocale più roco, e va a Sanremo nel 1982 con "e non finisce mica il cielo".
Nel 1983 inizia il suo periodo di profonda depressione e per qualche anno non combina nulla di buono e sembra smettere.
Invece nel 1989 torna a Sanremo con il suo capolavoro "almeno tu nell'universo", poi ancora crisi fino al 1992 con "gli uomini non cambiano", seconda a Sanremo.
Con la sorella duetta nel 1993 in "stiamo come stiamo" ma la fine si sta avvicinando: nel 1995 viene trovata senza vita nella sua casa vicino a Varese ma le cause della sua morte non furono mai del tutto chiarite contribuendo a creare intorno a lei un alone di mito.

Brava, trasgressiva, sfortunata, purtroppo a differenza della sorella non sono mai riuscito a vederla dal vivo, e di questo mi dispiace moltissimo...





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