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Amarcord - 10^ puntata


Mi ha telefonato Gigi l'altra sera da Terni (beato lui che si diverte ancora a fare tornei in giro per il mondo!) e mi fa:
"Cosa mi sai dire del CASO - VERDICHIZZI per il quale Pino si beccò un mese di squalifica?"

Lì per lì la mia mente ha brancolato nel buio, poi pian piano qualche ricordo ha iniziato a riaffiorare.
Il fatto è che io, come tanti, tendo a ricordare di più le cose piacevoli, e al contrario le cose meno piacevoli vengono riposte in un angolino nascosto.
Però, siccome stiamo parlando di quegli anni, dobbiamo affrontare anche questo argomento, che è un argomento che si ricollega ad un altro argomento: ELIO RICCIO.

L'altra sera, andando a casa l'ho incontrato con la sua andatura tipica caracollante e l'ho salutato come sempre da oltre un trentennio.

Elio era uno dei tanti volenterosi pongisti che frequentavano la già citata Casa dello Studente dal soffitto bassissimo, qualche anno dopo le mitiche "sedute" di Gasparotto.
Era direi il 1975, anno di Nagliati e Busolini, forse di Vassilich e di un certo Canciani il cui padre aveva un commercio di bevande gassate.
Avevamo fatto comprare a Don Luciano Padovese (da sempre il paron della Casa) due tavoli nuovi di marca avveniristica STIGA Conny Freundorfer.
Prima di questi esistevano due tavoli Valsport forse del 1800 dove il verde praticamente era diventato un giallo smorto ed i rimbalzi erano solo un lontano ricordo, praticamente la pallina invece di rimbalzare si appoggiava al tavolo...e si beveva un caffè!

Don Luciano ci rinfacciò per anni la somma spesa per questo incauto acquisto (infatti dopo poco tempo anche questi finirono più o meno sfasciati...).

Elio Riccio si esibiva su questi tavoli ed era sicuramente un pongista volenteroso, autoctono come gli altri, ma...direi ...poco dotato da madre natura.
Lo tesserammo alla San Marco e lo portammo a fare qualche torneo.
Si disputò un Torneo promozionale in quel di Sacile, dove stava nascendo una nuova società, e Riccio si trovò di fronte a Pino Verdichizzi, il quale lo sbeffeggiò a più non posso con palle alte, lazzi e cose simili.
Ricordo che Riccio nel disperato tentativo di prendere una palla alta con malefico taglio all'indietro, con il suo passo... insicuro, cadde rovinosamente sul tavolo e si procurò uno squarcio alla coscia.
Tant'è che negli anni a venire fu rimasto famoso quale primo pongista pordenonese ad aver versato il proprio sangue sull'altare del tavolo verde!
Il sottoscritto presenziava al torneo in qualità di Commissario FITET, e ricordo che lo spettacolo non fu affatto di mio gradimento.
Poi naturalmente ci fu un vivace scambio di ...gentili epiteti, ed il tutto finì con un mio dettagliato esposto alla FITET dell'accaduto che fece avere al buon Pino un mese di squalifica.
Può essere che fosse accaduto anche dell'altro, ma i miei ricordi si fermano qui.

Bisogna sempre considerare il clima...poco idilliaco in quel tempo che ho già descritto nella puntata precedente.
Grazie Gigi per avermi fatto ricordare un episodio che stavamo rischiando di perdere....

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