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Amarcord - 107^ puntata

Ancora due paroline su quel magico trio che si presentò a Pordenone nell'ottobre 1991 per il primo turno della Coppa Europea Nancy Evans (non l'ho detto, ma penso si intuisca che si tratta di una competizione a squadre europea paragonabile alla Coppa UEFA del calcio).
Sul compianto Andrzej abbiamo già scritto. Passiamo a Georg-Zsolt Bohme: (mancherebbero due puntini da mettere sopra la "o" ma con la mia tastiera non so come fare...) si tratta di giocatore di nascita rumeno, di antenati ungheresi, ma tedesco di adozione.
25 titoli nazionali, questo il suo bottino, tra cui per sei volte campione tedesco nel singolare. Ha militato nello Saarbrucken ( dall'82 all'86) prima di passare allo Grenzau (1986- 1996). Oggi ha un negozio in Germania di articoli di tennistavolo, ed ovviamente allena.
La sua parola d'ordine era : "practise, practise, practise" = allenamento, allenamento, allenamento.
Tutto questo allenamento l'aveva fatto diventare praticamente infallibile. In quei due giorni che lo vidi a Pordenone non ricordo una sola palla che lui buttò via. Non aveva un colpo devastante, ma sapeva fare tutto ed era il campione dei regolaristi.

Oliver Alke, classe 1971, di Amburgo, magrolino, mancino e biondino. Di lui ho trovato un bronzo ai campionati mondiali a squadre di Goteborg nel 1993. Aveva nei suoi colpi una potenza micidiale. Tirava delle bordate di top mancino ultraveloce e ultrapotente. Dopo il loro allenamento, svoltosi il giorno prima dell'incontro, andai a controllare lo stato del nostro tavolo Corneilleau, poiché avevo paura che le sue fiondate lo avessero scalfito lasciandovi un solco permanente...

Insomma, cari miei, spero di essere riuscito a descrivervi in qualche modo che razza di trio il destino ci aveva recapitato a Pordenone: Andrzej Grubba, il "mago", il campione del talento, Georg-Zsolt Bohme, il campione della regolarità, Oliver Alke, il campione dell'aggressività. Rapportato alla nostra squadra il paragone di Davide e Golia mi sembra insufficiente. Un leone contro una pulce suonerebbe già meglio.

Ho tergiversato a lungo, ma ora devo venire al dunque. L'incontro, come nelle più facili previsioni, finì con la vittoria dei "panzer" teutonici per 5-0, o per meglio dire 0-5. Non ho il tabellino, e forse è meglio così. Il "cappotto" non mi rattristò più di tanto, perché anche la conquista di un solo punto sarebbe stato fantascienza pura. Quello che mi turba ancor oggi dopo tanti anni è che la differenza dei valori era tale che l'incontro non fu preso tanto sul serio né da loro, ma neanche dai nostri. Davide Infantolino in particolare, una volta capito che giocavano con lui come il gatto col topo, pensò stupidamente di tentare anche lui dei "numeri" da funambolo tentando di imitare l'amico Luca Urizio , peccato che il risultato fu veramente penoso, e di tutto ciò non ne giovò lo spettacolo.
Poi anche Vence Pajnter ci mise del suo, facendo giocare Gionata Poli una sola volta nei primi cinque singolari e due volte Dimitri e Davide. Gionata non gradì il trattamento e finito l'incontro se ne tornò subito a Bologna con il padre, piuttosto incavolati entrambi.
Dimitri e Gionata tentarono di fare qualcosa per arginare lo strapotrere degli ospiti ma, ripeto, contro giocatori del genere non ci poteva essere storia alcuna, troppa era la differenza in campo. Grubba si esibì nel suo "cambio-di-mano" lasciando il pubblico nello stupore più totale (ma siccome era molto svelto, qualcuno forse non lo vide nemmeno.). Finito l'incontro in poco più di un'ora, il numeroso pubblico uscendo dall'Ex Fiera commentava l'accaduto a bassa voce, lo spettacolo offerto così non fu degno purtroppo di un cotanto evento. E così andammo tutti quanti a cena in un locale di Aviano. Siccome erano passate le 22 avevano chiuso la cucina e non facevano la pasta, cosa che non andò a genio ai nostri ospiti, che dovettero ripiegare sulla pizza. Poi qualcuno lanciò l'idea di andare in discoteca, e li accompagnammo al mitico Planetarium (ora divenuto una sala-bingo). Se la memoria non mi inganna Grubba e Bohme diedero una veloce occhiata e ci chiesero di riaccompagnarli in albergo, mentre il biondino magrolino Oliver rimase là e se ne tornò in albergo a qualche ora più tardi da solo...o chissà con chi... Il giorno dopo avevano una macchina che li avrebbe portati all' aeroporto a Venezia, e di lì in Germania...
Avevano troppa fretta di tornare al loro perpetuo "practise", e la nostra favola qui terminò...
Ma il ricordo di quella serata nella memoria mia e di chi c'era sicuramente è ancora vivo...

Alla memoria di Andrzej Grubba:

"He was the Wizard of a thousand kings

And I chanced to meet him
One night wandering
He told me tales and he drank my wine
Me and my magic man
Kind a feeling fine".

"Lui era il mago di mille re
E io lo incontrai per caso
Una notte che vagabondavo
Mi raccontò storie e bevve il mio vino
Io e il mio uomo magico
Ci sentivamo bene..."


Nel 1969 in Inghilterra nascevano gli "Stalkers" ma ben presto David Byron, Mick Box, Ken Hensley, Paul Newton e Alex Napier presero il nome di Uriah Heep, e divennero i paladini dell'hard rock e del heavvy metal.
Nel 1970 il primo album di successo "Very Heavvy...very humble". Nel 1971 appresero anche loro gli sconvolgimenti epocali in atto a Pordenone, dove nella nascente San Marco un tale chiamato "Broken-Gasp" (Gasparotto?) rivaleggiava con il californiano Jim Morrison in quanto a blasfemia e trasgressione. Per commemorare questo evento convocarono un'orchestra di 24 elementi per incidere il brano "Salisbury", oltre ad altri mitici successi come "Lady in black", "Gypsy" e "Bird of prey". Ancora non paghi di ciò, sempre nel 1971 incidono anche "Look at yourself" con la espressiva "What should be done" (Cosa dovrà essere fatto), oltre a "July morning" e "Love machine". Nel 1972 "Demons & Wizards" con la citata "The wizard"...
Gli Uriah Heep hanno inciso in tutti questi anni ben 32 album, ed oggi di quei mitici è rimasto solo Mick Box, che continua ancora a spremere note storte dalla sua nera chitarra...

P.S. Avviso ai naviganti: domenica prossima 10 agosto alla sagra estiva di Porcia ci sarà l'esibizione amarcord di Michele (Ho camminato.Se mi vuoi lasciare.Susan dei marinai..) Sappiate che ne vale la pena, che l'ingresso è libero, e che io ovviamente sarò là...



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