Questa puntata e anche la prossima sono dedicate all'incontro di Coppa Europea ETTU "Nancy Evans" che si svolse a Pordenone il 4 ottobre 1991.
Si tratta di un passaggio estremamente significativo della nostra storia poiché rappresentò il punto più alto della nostra lunga parabola iniziata una prima volta dai pionieri del 1971 Ennio Bellavitis, Fabio Brunetta, Roberto Gasparotto, Luigi Benini (e con loro anche un giovincello tredicenne che ora si diverte a fare lo scribacchino).
Come i fedeli lettori sanno in quella preistoria pongistica i nostri pionieri arrivarono fino alla serie C dopo fiere battaglie contro il San Lorenzo di Gianni e Gigi (che arrivarono in C anche loro, ma più tardi).
Ed una seconda volta a partire dal 1983, quando Piero Fratacchioli staccò a sorpresa il punto del 5-4 su Carli del Sakura Grado nell'incontro decisivo per la promozione in C.
Quella seconda parabola stava durando da ben 9 stagioni (una di D, una di C, una di B2, tre di B1, una di A2, due di A1 , con cinque promozioni conquistate, record assoluto) e con la conquista dell' Europa eravamo arrivati al top del top, e poco importa se ci attendeva un incontro troppo impossibile per essere vero.
Gli avversari dunque erano una formazione blasonatissima in Germania, il Zugbrucke Grenzau. Mi spiegarono che non si trattava di una grande città ma di un piccolo paese con un albergo e un ponte levatoio (traduzione di Zugbrucke) ma con una delle migliori scuole di tennistavolo europee. Oggi giocano in questa squadra campioni quali Pavelka, Blaszczyk, Chen Zhibin e Fejer-Konnerth. Fondata nel 1952, questa formazione ha disputato moltissime stagioni nella Bundesliga (la serie A tedesca) avvalendosi nel tempo di campioni quali Lammers, Baum, Ulf Bengtsson, Park Hee Lee , ma soprattutto il polacco Andrzej Grubba.
Purtroppo, degli atleti impegnati quella sera oltre a Gionata Poli, anche Andrzej Grubba ci ha lasciati nel luglio del 2005 per raggiungere "quella radura oltre il sentiero" (come dice il mio amico Stephen King per alludere ai trapassati).
A lui è toccato un tumore, lasciando moglie e due figli.
Grubba, nato nel 1958, è stato uno dei massimi pongisti europei: terzo ai mondiali di Goteborg a squadre nel 1985, quinto a New Delhi nel 1987, una Champions League nel 1997-98 (con Korbel e Fetzner) e un'altra volta nel 1999-2000. Talento immenso, pensate che la sua specialità era il cambio di mano tra uno scambio e l'altro che faceva con la massima disinvoltura (e conquistando poi naturalmente il punto).
Dalla natia Polonia si accasò molto bene in Germania dove restò parecchi anni prima come giocatore e poi come allenatore. In Italia era amico di Massimo Costantini, che nel suo sito lo ricorda affettuosamente.
Nell'ottobre 1991 Grubba era n. 3 nelle classifiche mondiali, quindi ai suoi massimi livelli (se vi interessa il n. 1 e il n. 2 erano due svedesi, Jorgen Persson e Jan-Ove Waldner (altro mito). Georg-Zsolt Bohme era "solo" il numero 20 in Europa e 34 nel mondo.
I tedeschi arrivarono a Pordenone venerdi 3 ottobre in aereo da Venezia.
Erano dunque Andrzej Grubba, Georg-Zsolt Bohme, Oliver Alke e l'allenatore che era anche famoso ma proprio non ricordo il nome, mi pare fosse un rumeno.
Secondo il regolamento della Coppa il pernottamento in hotel e un po' di soldi da dargli per il vitto e le piccole spese erano a nostro carico.
Li alloggiammo così all'Hotel Italia in Via Montereale. Dalle loro espressioni capii che avrebbero sperato in qualcosa di meglio, ma per noi quello era già tanto.
Li accompagnammo qua e là a vedere qualcosa di Pordenone, al ristorante si rivelarono ingordi di pasta e pizze, erano gentili ma anche un po' sostenuti. Parlai un po' specialmente con Bohme. Mi diceva che erano venuti da noi per l'impegno di Coppa (a cui pare non davano troppo peso), ma il loro interesse era quello di tornare al più presto in Germania per allenarsi. Pensai che erano un po' pazzi.
L'incontro fu preceduto da molti roboanti articoli sui giornali locali.
Una formazione di Pordenone in una Coppa Europea non è certo un fatto comune.
L'Ex Fiera era vestita a festa per l'occasione, e per l'unica volta, a mia memoria tutti gli spalti furono riempiti completamente da ambedue i lati.
Vennero a vedere l'incontro tantissimi appassionati da tutta la regione e dal Veneto, ma anche tanta gente comune ed appassionati di altri sport che volevano capire cosa cavolo stava succedendo di così importante. Vennero anche le Tv locali ed anche la Rai regionale. Mi ricordo che Paolo Quirini (ex titolare di Punto Radionaif, ma all'epoca a Telefriuli fece un'intervista ai giocatori talmente lunga che fece iniziare in ritardo l'incontro).
Due Giudici Arbitri internazionali, che si alternavano alla sedia e chiamavano i punti in inglese. Uno dei quali era la mia amica triestina Isabella Torrenti che mi fece in privato i suoi sinceri complimenti per aver raggiunto un simile traguardo.
"You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you:
Girl, we couldn't get much higher
(COME ON BABY, LIGHT MY FIRE).
"Sai che può essere falso
Sai che sarei un bugiardo
Se ti dicessi:
Ragazza, non possiamo arrivare molto più in alto
(Dai, baby, accendi il mio fuoco).
La San Marco non poteva arrivare più in alto di così? Lo vedremo in seguito.
Questi invece erano i mitici The Doors nell'aprile del 1967. Questa band, forse la più trasgressiva della musica rock, nasce nel 1966 a Los Angeles tra studenti dell'UCLA (università californiana nonché squadra di basket) per iniziativa di Jim Morrison, Ray Manzarek, Robby Krieger e John Densmore. Primo album "The Doors".
Molto particolari nella musica (senza il bassista di ruolo e con Manzarek che utilizzava il basso con la mano sinistra e le tastiere solo in parte con la destra ) Morrison usava aggredire il suo pubblico ai concerti, scriveva canzoni su sesso, droga e morte, fu arrestato per disordini e oscenità, a Miami nel 1969 mostrò i genitali al pubblico e per questo andò in prigione. Altri grandi successi: "The unknown soldier" e "Hello i love you" del 1968, "Tell all the people" del 1969, "You make me real" del 1970.
Il 3 luglio del 1971 si seppe in California che oltreoceano un gruppo di strambi italiani guidati da un romano detto "Fine Life" (Bellavitis?) voleva fondare una società di tennistavolo. Jim non resse alla notizia temendo la concorrenza di questi italiani emergenti e andò in overdose da psicofarmaci.
Il suo corpo fu ritrovato privo di vita nella vasca da bagno. Nessuno però lo vide; ancor oggi migliaia di fans visitano la sua tomba a Parigi ma altri pensano che sia ancora vivo e vegeto e lo stanno cercando. Del 1971 è:
"Riders on the storm
Into this house we're born
Into this world we're thrown
Like a dog without a bone
An actor out alone"
"Cavalieri nella tempesta
Nati in questa casa
Buttati in questo mondo
Come cani senza un osso
Come attori senza la parte".
I "Cavalieri nella tempesta" della San Marco Dimitri Levenko, Gionata Poli e Davide Infantolino stavano per coronare il loro sogno di gloria, l'incontro con il Zugbrucke Grenzau di Andrzej Grubba, George-Zsolt Bohme ed Oliver Alke stava per iniziare.
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