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Amarcord - 102^ puntata

Dopo la sofferta decisione su Dimitri Levenko le novità di quella calda estate del 1991 non erano ancora finite.
Un bel giorno arrivò la nuova telefonata da parte di mamma FITET (probabilmente era la stessa impiegata che l’anno prima ci diede la notizia della ammissione alla A1).
Stavolta la voce con cadenza romana disse: "vi interessa per la prossima stagione partecipare alla Coppa Europea Nancy Evans?"
E come l’anno prima mi si rizzarono tutti i peli del corpo, e come l’anno prima misi al corrente della notizia tutto il mondo, ed esattamente come l’anno prima, tutti mi dissero la stessa cosa: "E’ una occasione unica, non si può assolutamente dire di no".
Tentai di fare un preventivo dei costi che l’avventura europea avrebbe significato, ma questo fu di fatto impossibile perché ovviamente le spese aumentavano se si passavano i turni.
Il meccanismo prevedeva incontri di sola andata, a sorteggio se in casa o fuori (tipo Coppa Davis).
Il passaggio di turni era evento altamente improbabile e quasi sicuramente il tutto si sarebbe risolto in un solo incontro, ma ben diverso era se l’eventuale trasferta sarebbe stata in casa o nella vicina Austria o Slovenia piuttosto che in Svezia o magari in qualche sterminata steppa sovietica.
Un mesetto più tardi ci diedero la sentenza: avremmo giocato il primo incontro in casa tra le mura amiche opposti alla corazzata tedesca Zugbrucke Grenzau.
Fu un sospiro di sollievo per non doverci spostare, ma il pensiero di avere come gentili ospiti all’Ex Fiera il numero 3 europeo, il polacco Andrezej Grubba e il numero 20 il tedesco Georg-Zsolt Bohm agitò i nostri sonni per un po’ di tempo.
Data fatidica: 4 ottobre 1991 ore 20.30. Per la cronaca: lo scudetto era stato vinto dal Ferentino di Nannoni e Di Napoli, e quindi questo partecipò alla Coppa dei Campioni.
Alla Coppa ETTU Nancy Evans invece oltre a noi parteciparono la seconda, il Cagliari di Costantini, e quindi la Tripcovich Livorno, il Cus Messina ed il Barcellona Pozzo di Gotto (squadra siciliana che non aveva partecipato alla A1, quindi la sua partecipazione alla Coppa fu un autentico mistero mai risolto...).

Ho ritrovato un bilancino della stagione 1990-91, che come al solito si era chiuso in deficit.
Se può interessare, le spese vive del Campionato di serie A1 1990/91 ammontarono a Lire 11.633.750 (quasi tutti viaggi, vitti e alloggi), i rimborsi spese agli atleti furono Lire 25.492.680 (il numero uno qui fu ovviamente Pavic che incise su queste per circa un terzo). Mi fa sorridere la spesa di 450.000 Lire che furono date a Gianluca Vianello (fratello o cugino di Alberto) che aveva il compito di provvedere all’affissone delle locandine prima di ogni incontro casalingo (50.000 Lire per volta).
Anche Lire 3.416.000 di attrezzatura e abbigliamento fu una bella cifra.
Il totale delle spese della stagione fu un record: Lire 48.784.174.
Non ho trovato la colonna delle "entrate", ma molto probabilmente siamo andati "sotto" di qualche milione, con la matematica conseguenza che il sottoscritto e il presidente Chiarotto misero la mano ancora una volta al proprio taccuino per anticipare la differenza.

In maggio fummo invitati tramite Bojan e Luca a partecipare a una importante manifestazione che si teneva a Lubiana, il "Kayucov Memorial".
Mi sembra che la formula fosse tipo Coppa Davis, e Luca e Bojan passarono diversi turni, mentre Lucio e Davide forse un turno.
Il mese successivo si svolse una nuova manifestazione in Slovenia, dalle parti di Nova Gorica, e qui andammo a vedere anche io e Gigi, poiché si era sparsa voce che partecipasse anche un ragazzo di cui si diceva un gran bene in giro, un bolognese che giocava nella Fortitudo, il suo nome era Gionata Poli.
In quella occasione ci scambiammo solo i numeri di telefono, ma ben presto gli eventi avrebbero preso una piega tale da rendere particolarmente utile quel numero di telefono...

Il 20 luglio partì il plico per Roma con il tesseramento del biondo ucraino (ma ufficialmente ancora sovietico) Dimitri Levenko, nato a Kiev il 29.4.1962, residente a Kiev in Alishersa Navoi Street 65 con il nulla osta della Federazione sovietica.
Mi dispiace solo che la tastiera non sia in grado di scrivere in alfabeto cirillico, perché mi sarebbe piaciuto poterlo riprodurre.
Ora fa parte della mia ponderosa raccolta di cimeli pongistici.

Il 14 luglio 1991 a Fiuggi ebbe luogo l’Assemblea Generale delle società appartenenti alla Lega Italiana di Serie A, con le dimissioni del Presidente uscente il lombardo Antonio Viganò, e la nomina a nuovo Presidente del livornese ex-triestino Claudio Eccardi.
Accanto a lui furono eletti due consiglieri per la squadre maschili: uno ero io e l’altro il napoletano Andrea Palumbo; e due per per le squadre femminili il bresciano Ferdinando Merenda e Roberto Stanghellini di Castelgoffredo.

Nel mese di agosto fu indetta la prima riunione operativa a San Lazzaro di Savena (BO) a casa del giornalista Giorgio Di Primio, e in quella occasione Eccardi mi spinse ad accettare la carica di Segretario della Lega, con il compito di coordinare la raccolta dei risultati e l’invio alle testate giornalistiche nazionali.

E un bel giorno di luglio Luca, dopo la famosa riunione del "ventennale" già descritta la volta scorsa, ci comunicò di aver deciso che non avrebbe partecipato alla prossima stagione di A1 con noi e ci avrebbe così lasciato per la seconda volta...


"Se mi vuoi lasciare...(badibadimbooo) ... Dimmi almeno perché

Io non so capire perché tu vuoi fuggire...da me

Se mi vuoi lasciare... Dimmi almeno perché...."

Michele Maisano, meglio conosciuto con il solo nome di Michele, di Vigevano ma genovese di adozione, inizia nel preistorico 1963 proprio con questa "se mi vuoi lasciare" che vinse il Cantagiro. Quindi fece seguito con "Ti ringrazio perché" nel 1964, "Dite a Laura che l’amo" nel 1964, "Soli si muore" nel 1969, "Ho camminato" nel 1970, e all’alba del 1971 Michele salutò la nascita della San Marco con l’appropriata "Ti giuro che ti amo" e la onirica:

"Susan dei marinai, non fa problemi mai

Un regalino e poi...il resto è tutto per noi

A volte dice no quando ha bevuto un po’

Dice: se tu vuoi me, portami in mare con te..."

Ho visto del tutto casualmente Michele dal vivo l’anno scorso alla sagra paesana di Pertegada (tra Latisana e Lignano) e sono rimasto piacevolmente stupito: con una più che discreta band alla spalle oltre ai suoi successi storici ha saputo affrontare con disinvoltura anche brani sia recenti che storici di rock and roll dimostrando così ancora una volta la grande qualità della nostra musica ex anni 60... PS Pare che anche Michele così come Angelo Branduardi collaborò alla "La buona novella" di Fabrizio De Andrè nel 1970 con il brano "il testamento di Tito" che Michele poi riportò sul lato B del 45 giri il cui lato A era "Susan dei Marinai"...





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