C'è ancora qualcosa da aggiungere di quei
lontani anni. Sui materiali, per esempio. Erano
appena uscite le prime gomme "sandwich"
e c'era la mitica YASAKA Allround, con fusto STiGA
e manico Alser. Fabio Brunetta ne usava una completamente
ridotta a brandelli. E poi c'erano le prime Butterfly,
la Sriver, e la Tempest. Poco dopo (diciamo 1973)
nacque la Yasaka Mark V. Ma i veci, tipo Luigi Benini
avevano le vecchie BARNA a puntini corti, che non
incasinavano, ma davano un eccellente controllo.
Negli oratori giravano racchette di legno e racchettoni
con gommapiuma tipo cuscini. I primi tavoli omologati
erano i Simonis, ER e Luposport. Il primo anno di
serie D (72-73) fu giocato dalla San Marco al circolo
ENDAS (dietro all'Hotel santin) su tavoli lucidi
ER che davano un riflesso pazzesco, anche perchè
si giocava in una specie di sala - ristorante con
vetrate ovunque e la pallina che spesso e volentieri
finiva nelle pizze dei clienti. Il secondo anno
(73-74) invece fummo ospiti della Base NATO di Aviano
grazie all'amicizia con un giocatore americano,
Dennis Brown, un nero con racchetta trapezoidale
che sapeva solo attaccare. Se uno gli palleggiava
vinceva facilmente. Torniamo ai materiali: le palline
erano le SAMCO Campionato, ma c'erano anche pallinacce
Valsport, e le BOSI (Bosi era il campione italiano
dell'epoca che diede il proprio nome a delle palline
ovoidali veramente indecenti). Grazie alle gomme
sandwich la tecnica fece passi da gigante e nacque
il topspin, prima sconosciuto. I primi tornei a
Udine e a Trieste furono un disastro proprio perchè
loro impararono il topspin prima di noi. Si dice
che il primo "topspinaro" fu il triestino
Alessio Cossutta che all'epoca giocava in serie
A con Peterlini prima nel CUS Trieste-Lasoffitta,
e poi nel Sokol Aurisina (una specie di Kras Sgonico
di quei tempi). Gli udinesi però non stavano
a guardare e fondarono la Libertas - La cantina,
giocavano un certo Mario Agarinis e i temutissimi
fratelli Archidiacono. A Gorizia ricordo Sfiligoi
e un giovanissimo Coceani. A Trieste c'era un sacco
di gente che giocava bene, tra cui Sergio Birsa,
Erich Shuster e poi Venuti, Mameli, Pertot e tanti
altri. A me nei tornei toccava sempre un certo Radovic,
grande topparolo, e regolarmente venivo impietosamente
sbattuto fuori...... Anche per questa volta può
bastare, nostagici del ping pong di annata. Alla
prossima!
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